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Sembra uno scenario da film su un’Apocalisse prossima ventura, ma non lo è.  Per esporlo, si rende necessaria una premessa riguardante la posizione del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama su Israele. Durante le schermaglie con Hillary Clinton nella campagna per le presidenziali, già nel Maggio 2008, Obama si espresse chiaramente sulla necessità di garantire sempre ad Israele tutto il possibile supporto, morale, logistico e materiale in caso di guerra. Il futuro Presidente giocò le sue carte sapientemente, rispetto all’agguerrita “contender” che, va ricordato, portò avanti la stessa linea di Obama.

Su Israele, i due candidati democratici andavano a braccetto. Entrambi sapevano perfettamente che, al di là delle questioni interne e propriamente in tema di politica internazionale, per assicurarsi sia i voti della propria compagine, sia per far scivolare verso di sé anche i consensi imburrati dell’elettorato conservatore, si doveva reiterare a voce alta che mai gli Stati Uniti avrebbero dovuto discostarsi da una politica che riconoscesse il concetto di uno Stato Ebraico come “fondamentalmente giusto” e l’impegno alla tutela di Israele “non negoziabile”. Continua a leggere »

Lo straordinario racconto dell’Incontro Ravvicinato del Quarto Tipo vissuto dal grande artista a New York negli anni ’70. Confidatosi solo con Yoko Ono e con l’amico Uri Geller, Lennon fu assassinato nel Dicembre 1980.  

“Era verso la metà degli anni Settanta e stavamo mangiando in un ristorante di New York. C’era anche Yoko…”iniziava così un articolo del quotidiano britannico “The Telegraph” che nel 1996 riportava i contenuti di una conversazione fra John Lennon e un cronista suo amico, il cui nome è rimasto peraltro ignoto. Non era ancora nato Sean, frutto dell’unione fra John e Yoko. Un’unione all’epoca in burrasca. Si erano trasferiti a New York City nella primavera del 1971. La città li aveva accolti a braccia aperte e John e Yoko avevano acquistato un sontuoso appartamento al Dakota, sulla 72.ma Strada Ovest, affacciato sul Central Park. Oggi si sa che la coppia era in realtà proprietaria di cinque appartamenti nello stesso storico palazzo dell’Uptown Manhattan, una residenza agognata dalle stelle di Hollywood, della musica pop e dai magnati dell’industria. Per Lennon e la moglie il gigantesco portone del Dakota si era spalancato subito.

John-Lennon

John Lennon (1940-1980)

Il mito di Lennon era inossidabile, ma i suoi passati trascorsi e il nuovo impegno politico con gruppi “radicali” americani, lo resero immediatamente inviso all’Immigration Office Americano e all’FBI. Non solo, nel 1968 Lennon aveva subito una condanna per possesso di marijuana e le autorità americane nel ’72 respinsero la sua richiesta di visto permanente negli USA. La sua battaglia come artista arrabbiato e politicamente scomodo (un pesce fuor d’acqua nella vecchia Inghilterra) continuò per anni, sino alla sua morte, avvenuta l’8 Dicembre 1980, per mano di un suo fan squilibrato, Mark David Chapman. Che si sia trattato solo del gesto di un folle ho i miei dubbi. Continua a leggere »

In risposta a due petizioni inoltrate dal Paradigm Research Group a Washington lo scorso Settembre, la Casa Bianca ha emesso oggi un comunicato ufficiale che di seguito riportiamo integralmente.

Il solo commento possibile in questo momento è che la coraggiosa iniziativa del PRG guidato da Stephen Bassett non poteva ottenere altro se non l’ennesima conferma statunitense al cover-up assoluto sia sulla questione UFO, sia sull’esistenza di forme di vita intelligente interagenti con noi sulla Terra.

 A cura di Maurizio Baiata – Roma 6 Novembre 2011

Questo il testo della Casa Bianca, a firma di Phil Larson.

Risposta ufficiale della Casa Bianca a riconoscere formalmente una presenza extraterrestre coinvolgente la razza umana – Comunicazione (Risposta a due petizioni) 

ALLA RICERCA DI ET, MA NON ESISTE ALCUNA PROVA

di Phil Larson

Grazie per aver firmato la petizione che chiede all’Amministrazione Obama di riconoscere una presenza extraterrestre sulla Terra.

Il governo americano non ha alcuna prova che la vita esista al di fuori del nostro pianeta, o che una presenza extraterrestre abbia contattato o abbia coinvolto membri della razza umana. Inoltre, non ci sono informazioni credibili che suggeriscano che le prove siano state nascoste all’occhio del pubblico. Continua a leggere »

Credo che a molti oggi interessi soprattutto sapere con quali razze aliene l’umanità prima o dopo dovrà confrontarsi, piuttosto che sapere se gli UFO esistono, da dove vengono e con quale sistema di propulsione viaggiano nello spazio a bordo delle loro fantastiche macchine volanti.

Interrogativi questi, a mio avviso obsoleti, perché la coscienza planetaria è sveglia da secoli sulla realtà dell’esistenza di intelligenze aliene visitatrici, soprattutto nelle etnie che gli occidentali considerano del Terzo Mondo. Altrettanto stantio è l’assioma secondo il quale il giorno del contatto palese con una civiltà extraterrestre per il nostro mondo lo shock socio-culturale sarà tale da provocare conseguenze inimmaginabili. Tale assioma è sostenuto da ricercatori gelosi del proprio sapere Continua a leggere »

Parlare della Musica dei Popol Vuh vuol dire calarsi nell’epica della Trasformazione. Ne scrissi per la prima  volta nel 1972, preceduto dal grande critico musicale tedesco Rolf Ulrich Kaiser, fondatore del movimento dei Corrieri Cosmici e delle tre etichette Ohr, Pilz e Kosmische Kuriere, dalle quali sarebbero scaturiti i flussi Floh de Cologne, Limbus, Embryo, Tangerine Dream, Guru Guru, Birth Control, Ash Ra Tempel e il genio assoluto, Klaus Schulze. Questo mio articolo, pubblicato dal settimanale Ciao 2001, appare in Italiano nella sezione bibliografica del sito tedesco http://www.popolvuh.nl/ a cura di Dolf Mulder. Un sito splendido, in lingua Inglese, ricettacolo di preziose informazioni su una formazione che ha lasciato il segno nella storia dell’avanguardia tedesca e il cui leader, Florian Fricke, scomparso il 29 Dicembre 2001, ebbi la fortuna di incontrare e ascoltare dal vivo in un incredibile concerto in una chiesa sconsacrata di Stoccarda.

Popol+Vuh+popolvuh

Popol Vuh in concert (foto: archivio M. Baiata)

Popol Vuh – La Cosmogonia dei Figli della Musica


Alla base di un particolare tipo di ricerca sonora c’è lo smantellamento delle sovrastrutture armoniche. Con i Popol Vuh si tende verso l’assoluto e la stessa musica, con la sua penetrazione nel corpo, viene concepita come corpo, mente, Dio. Il preziosismo tecnico viene smantellato per lasciare il posto all’essenza della musica: di qui l’inimmaginabile forza del loro sound. Continua a leggere »