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Il concetto stesso dell’esistenza di esseri Extraterrestri che interagiscono con noi è rivoluzionario. Si oppone al potere vigente e parlarne serve ad aprire la mente della gente verso questioni politiche, sociali e di libertà di pensiero che altrimenti soggiacciono alle regole del gioco. Un gioco nel quale la comunicazione di massa, attraverso il mezzo televisivo, trova la sua massima espressione di asservimento culturale e sociale utilizzato dal sistema per educare e controllare noi tutti.

Per questo, partecipare a un talk show televisivo italiano, invitati per parlare di UFO e alieni, non è un passatempo. È un impegno importante e da affrontare responsabilmente, sia che il programma venga trasmesso da un network nazionale, sia che venga gestito da un’emittente di minori proporzioni e bacino di ascolto, a livello regionale e locale.

Non contano le dimensioni della televisione che ti ospita. Conta il fatto che chi accoglie un invito a parlare di UFO e Alieni lo faccia per la giusta causa della migliore informazione che si è in grado di comunicare. Con la consapevolezza che il più delle volte si avranno di fronte scettici di professione, ufologi/debunkers, tirapiedi dei militari e dei servizi segreti, rappresentanti del clero, scienziati pusillanimi, giullari di corte, mitomani e svitati. Continua a leggere »

Il mio libro “Gli alieni mi hanno salvato la vita” è il solo che io abbia scritto. Questo, nonostante ne abbia iniziati e portati avanti almeno tre, purtroppo interrotti perché mi sono sempre dedicato al giornalismo e al lavoro di redazione, piuttosto che alla scrittura, che fosse saggistica o narrativa. Il primo, iniziato alla fine degli anni ’70, riguardava la vita di Jim Morrison, la voce dei Doors, icona del Rock e vate di diverse generazioni il cui sangue su di lui si coagula e si scioglie, anche se non è quello di un santo, piuttosto una meteora incandescente nel firmamento degli eroi maledetti. Continua a leggere »

“In un primo momento pensai fosse un bambino, ma poi girò la testa e mi guardò… i suoi occhi non erano umani”

Quello che segue è il racconto dell’esperienza di contatto di Stan Romanek, il più famoso experiencer americano dei nostri giorni. L’intervista, il cui testo originale e non editato qui presento, mi è stata concessa nel 2010 a Tempe, in Arizona, quando ero nello staff editoriale della rivista “Open Minds”.

Maurizio Baiata: Qual è il tuo primo pensiero quando ti svegli al mattino?

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Stan Romanek (foto: Maurizio Baiata)

Stan Romanek: Questo è uno dei punti dolenti del fenomeno. Mi sveglio e il pensiero delle mie esperienze mi ossessiona letteralmente. È un tipo di disturbo da stress post traumatico. Un tempo credevo che fosse a causa della mia incredulità nei confronti di qualcosa troppo difficile da gestire. Oggi però a volte mi dico che (loro) mi hanno fatto qualcosa e che dietro tutto questo esiste una ragione, che ho una missione da compiere. Questo io sento.

M.B.: Stan, quando si parla di una “missione” è facile per un “non credente”, o un debunker dire “questo poveretto è fuori di testa”… Continua a leggere »

Perché Alienologia

La Storia dell’Ufologia è un puzzle affascinante e complesso, sorretto da prove e indizi che costituiscono ormai agli occhi di tutti un fenomeno collettivo di portata mondiale. Un fenomeno UFO e una questione Extraterrestre che però se da sempre ci accompagnano, chiaramente ci coinvolgono come individui e come collettività. A meno di non avere i paraocchi. O preferire di averli. Diviene quindi privo di senso alcuno il quesito se esistano o meno gli UFO. Contestualmente, prendendo atto della realtà del fenomeno UFO, dovremmo allargare la nostra visuale interrogandoci solo ed esclusivamente sulle intelligenze che li “guidano”, sui loro fini e sulle ragioni per le quali noi, esseri umani, interagiamo con loro. Continua a leggere »

Budd Hopkins, il più famoso esperto americano nel campo delle Abduction, è morto il 21 Agosto 2011, dopo una lunga malattia contro la quale aveva lottato coraggiosamente. Altrettanto coraggiosamente ha combattuto l’establishment scientifico e politico statunitense che mai ha ammesso le prove, l’attendibilità delle testimonianze e la serietà degli studi condotti da lui e da altri importanti ricercatori. Lo intervistai per la prima volta a San Marino nel 1997 e il testo che qui presento nella sua stesura originale è per l’Italia in gran parte inedito. Mentre l’organizzazione OpenMinds TV di Tempe, Arizona, ne ha pubblicato la videoregistrazione sul proprio sito. budd_hopkins 

Maurizio Baiata: Budd, ti ringrazio per questa intervista e vorrei entrare subito in argomento. Puoi descrivere cosa muove le persone a contattarti?

Budd Hopkins: Le persone non reagiscono immediatamente. Credo che in loro la semplice idea di dover ricostruire certe esperienze crei automaticamente una situazione di disagio. Per questo non si gettano a capofitto nel “programma” e il giorno stesso chiamano l’esperto in abductions. Continua a leggere »