Di Maurizio Baiata
Da sempre in me va avanti l’elaborazione della comprensione delle NDE e della OBE vissute nel lontano 1971. Quanto davvero “lontani” dal mio presente sono quell’incidente e quel coma? Se mancano ancora risposte “scientificamente accettabili” a fenomeni quali le NDE, le OBE, i contatti UFO con intelligenze non umane, l’ESP, la telepatia e gli studi quantistici sulla Coscienza, spiragli si stanno aprendo verso l’accettazione da parte della gente, di alcune persone, di concetti quali la non esistenza del tempo, il teletrasporto, i viaggi super-luminali e la realtà multidimensionale. Quindi, ampliare la visione delle modalità del “contatto alieno” agli orizzonti della Fisica Quantistica non è impossibile, con un po’ di aiuto di amici vicini e lontani…

Tutto ha inizio, per molti di noi, dal DNA di famiglia. Non capisci il perché di quella strana tensione che ti fa guardare verso l’alto, spesso durante il giorno, il sole a picco, gli occhi che bramano altri punti del cielo… o nella notte, nella quiete del firmamento stellato. Puoi essere a Roma, solo in una piazza vuota di gente, o in una New York gelida i cui marciapiedi ti sono amici, privi dalla coltre di neve che ricopre le strade prima dell’alba, o a Sedona, nella terra rossa ad alta concentrazione energetica dell’Arizona insieme a una dozzina di anime ostinate nel loro inutile skywatch… Vengono quando vogliono loro. Potrebbe essere il titolo di un brano a cui dare un tappeto sonoro colore blu profondo, come gli abissi marini e le vastità del Cosmo. E pensare che gli uomini inviano segnali lassù in attesa di una risposta che mai verrà (il finale del testo del pezzo musicale suddetto) come la bottiglia del naufrago. Sono gli anni Settanta. Ascolti “Extraterrestre” di Eugenio Finardi e ti accorgi che la tua passione è condivisa da centinaia di migliaia di persone che magari non vivono in un abbaino, ma attendono… allora sai che per te, il termine UFO ha un significato che ha a che fare con il tuo io interiore.
DA SPIELBERG ALLA MUSICA
Andai alla prima di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” in un grande cinema di Roma, con Silvia – allora mia moglie – e con l’amico e critico musicale Gino Castaldo. Piansi e nascosi il viso fra le braccia. Mi vergognavo. Volevo celare l’emozione enorme provocata dal finale catartico del capolavoro di Spielberg. Se le emozioni affiorano sotto forma di lacrime, inutile porsi domande. Poi si potrebbe anche avere la sfortuna di diventare ufologo, o un qualcosa di simile. Sino al punto di impegnarti tanto da farne una ragione di vita.

La musica allora, cosa c’entra con gli Alieni? Provare a scriverne e collegare i punti, come in ufologia, equivale a candidarsi per la cattedra di una facoltà che ancora non esiste: “Teoria e Storia della Musica Cosmica”. E in mente vengono contemporaneamente il David Bowie di “Blackstar”e il John Mack di “Passport to the Cosmos” (“Passaporto per il Cosmo” Venexia, 2016). Il primo, autore del proprio struggente epitaffio, un disco in cui ha racchiuso se stesso e i suoi segreti fra la Vita e la Morte. Il secondo, psichiatra e docente ad Harvard, la cui traccia resta indelebile lungo il percorso che le persone fanno per superare il trauma del contatto. Entrambi hanno affrontato con coraggio quell’establishment che le rispettive figure dominavano. Bowie, l’industria della musica da consumare, il Rock delle case discografiche. Mack, dal suo canto, ha dovuto lottare contro l’istituzione accademica più autorevole al mondo, la Harvard University, giocandosi prestigio e potere in nome dell’aiuto che stava portando agli “experiencers”, le persone che vivono esperienze di Incontri del Quarto Tipo.
Queste voci fuori dal coro, fra artisti, fisici quantistici, medici olistici, liberi pensatori, filosofi, ricercatori dello spirito e delle scienze di frontiera, costituiscono un fronte che solo apparentemente sembra disomogeneo e frammentato. In realtà a questa vasta massa variegata di talenti, appartengono le persone che guardano al cielo e dentro se stesse, che sognano e compiono viaggi con la fantasia, che dipingono e compongono partiture musicali e cori per angeli caduti, che si muovono nelle loro stanze piene di specchi, in un labirinto di immagini, le proprie, riflesse e vanno avanti sino a trovare la porta, la via di uscita, che si affaccia su un mare sconosciuto, quello del proprio universo inconscio. Questo accade con la Musica e gli UFO e gli Alieni. Cosa sarebbe stato di “Blade Runner”, senza la musica di Vangelis? E la vita del Replicante Roy Batty (Rutger Hauer) che si spegne sotto gli ultimi battiti di pioggia acida che salvano la vita di Rick Deckard?
ZABRISKIE POINT E LE LUCI DI PHOENIX
Nei decenni alcuni temerari si sono spinti oltre i confini della percezione sensoriale musicale. Torna la Third Ear Band che già nel nome (il complesso del Terzo Orecchio) fa pensare che il Suono è il reale “padrone alchemico del mondo”. Tornano i Corrieri Cosmici tedeschi, movimento sperimentale che in Germania solcò dalla seconda metà degli anni Sessanta i laboratori di ricerca elettroacustica dove creavano artisti che si erano lasciati alle spalle le accademie classico-sinfoniche, esattamente come i fisici quantistici hippie fecero rispetto agli istituti universitari californiani dove avevano studiato e anche insegnato.

Esperienze caleidoscopiche, che si completano, dopo aver citato la poesia di “Blade Runner” attraverso l’iconografia filmica di un altro capolavoro di quegli anni, “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni. Dal concetto di viaggio come fuga spinta dal rifiuto di una società costruita su un sistema di valori da distruggere, al viaggio che da affresco psichedelico diviene vera distruzione, nella deflagrazione della villa sospesa nel nulla su un’apocalittica Death Valley e le urla strumentali dei Pink Floyd. Menti visionarie che proiettano la società occidentale verso altri orizzonti. La Musica è un mezzo potentissimo per metterci in contatto con forze sconosciute. Noi ne siamo fruitori, i creatori realizzano opere che sembrano giungere dal mondo del Sogno e da Universi paralleli…
Al sorgere delle luci della sera, non vediamo ad occhio nudo le luci aliene che volteggiano al di fuori della nostra atmosfera, eppure sono le stesse che inondarono il cielo di Phoenix nel 1977. Viene da chiedersi cosa vogliano da noi, quando si manifestano. Cosa ci accade veramente dentro. Cosa significano i fenomeni di Contatto e perché sembriamo incapaci di trovare delle risposte? Cosa ci manca? Una mente aperta? Un cuore puro? Un amore incondizionato per l’Universo? La vera Ufologia questo dovrebbe indicare, dimenticando la distanza incolmabile che la separa dalla Scienza ufficiale e ortodossa. Perché la soluzione si deve cercare altrove, in un qualcosa di importante e profondo, fondamentale per lo sviluppo della razza umana su questo pianeta. A quel “conosci te stesso” di plurimillenaria memoria, il cui principio lega l’esistenza umana alla ragione e allo spirito. Al divino dono che l’Universo ci ha fatto infondendoci la Coscienza.

L’EQUAZIONE UMANO-ALIENA
Se il volo si compie sui territori fantastici delle civiltà pre-diluviane, o realistici delle civiltà mesopotamiche ed egizie, o sulle narrazioni etniche dalla Mesoamerica all’Africa, da Palenque ai Dogon, agli Indiani d’America, sino agli avvistamenti di massa su Phoenix e alla prepotente entrata in scena dei rivelatori e alla direzione dell’Esopolitica… tutto si compone in un gigantesco puzzle dalle tappe fondamentali della storia ufologica mondiale, della visione esopolitica e del cover-up sulla “Questione Extraterrestre”. Una questione di enorme importanza, per il genere umano e per ciascun individuo, che si trova di fronte ad una realtà non lineare, altamente controversa, dominata da disinformazione e caos, uno scenario in cui le parti in causa, apparentemente senza alcuna regia, si muovono come marionette impazzite, a mettere ancor più a soqquadro l’Ufologia che dovrebbe tendere alla Verità. E allora, questa pistola fumante? Non esiste. E come non dobbiamo attendere l’intervento di esseri alieni che giungeranno dallo spazio per portare altrove gli “eletti”, altrettanto dobbiamo e possiamo basarci sulle testimonianze più autorevoli e attendibili, anche se originate da fonti d’intelligence.

Negli anni ho avuto modo di incontrare personaggi chiave, e mi limito a due nomi: il colonnello Philip Corso e il microbiologo Dan Burisch. Su tutti però, se vogliamo entrare nell’enigma reale dell’“equazione umana e aliena” vale il caso del dottor Michael Wolf. Scienziato della National Security Agency, “spia psichica” e “remote viewer”, Wolf ci ha lasciato il suo straordinario testamento in “The Catchers of Heaven – I Guardiani del Cielo”. «… Un libro-rivelazione – scrive lo psicologo Richard Boylan – di uno scienziato che ha fatto parte del National Security Council e del comitato esecutivo del gruppo MJ-12… Wolf aveva accesso a tutte le informazioni sugli UFO e gli extraterrestri entrati in contatto con la Terra nel corso degli ultimi 50 anni e lavorò fianco a fianco degli ET in laboratori governativi segreti, ma rappresenta una dichiarazione biografica lirica e struggente e un messaggio di speranza in un futuro cosmico. Quale ricercatore sulle tematiche extraterrestri, valuto questo il più importante libro sugli UFO pubblicato fino ad oggi». Facilmente reperibile in Italiano, nella seconda versione da me tradotta e curata “I Guardiani del Cielo” narra la vita breve, sofferta e straordinaria, di un uomo sospeso a metà fra la Terra e il Cielo. Il libro è una “mind expanding experience”, un’esperienza di espansione di coscienza, dice lo stesso Wolf. Esiste un collegamento Espansione di Coscienza-Fisica Quantistica? Lo si scopre leggendo e rileggendo il libro, lasciandosi andare al flusso di sensazioni che provoca, sino a innescare quel meccanismo di “nuova scienza” che Wolf e Corso hanno indicato. Poi, non possiamo fare altro che ricordare gli Experiencers. Le loro testimonianze sono fondamentali per comprendere in quale direzione i fenomeni di contatto stiano coinvolgendo tanta gente. Sono loro le luci che illuminano la strada da percorrere per fare ritorno alla nostra vera Casa.


























