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Archive for the ‘Editoriali’ Category

EDITORIALE Di Maurizio Baiata – 29 Aprile 2026

Hai vissuto qualcosa di fisico e reale, sai anche che hai sperimentato il Missing Time (vuoto temporale), che sul tuo corpo sono apparsi segni e cicatrici inspiegabili e persino impianti sottocutanei…  Se chiedi aiuto ti dicono: “Tutto questo non esiste, hai sognato”, “Soffri di Paralisi del Sonno”, “Hai allucinazioni da delirio della personalità”, “Inconsciamente desideri evadere dal mondo”. E come soluzioni ti propongono: “Devi curarti con gli psicofarmaci”, oppure: “I tuoi demoni vanno scacciati con un esorcismo”. Ad un sondaggio proposto in Italia dalle riviste “Notiziario UFO” e “Dossier Alieni” alla metà degli anni ’90, risposero circa 4.000 persone che valutammo possibili addotti/experiencers. Che fine hanno fatto? Alcuni avranno continuato a seguire la materia, o magari volendo comprendere meglio saranno entrati nel Gruppo Star Gate (di cui si parlerà prossimamente su questo blog), altri avranno scelto di vivere quelle sconcertanti esperienze da soli e nell’anonimato, altri ancora, sentendosi speciali, si saranno lanciati in crociate personali esponendosi al ridicolo e al rischio di finire trattati come malati di mente. Soluzione peggiore di tutte, finire nelle mani di ciarlatani, abili affabulatori, i guru della Nuova Era che nel nostro Paese hanno trovato terreno fertile a partire dalla seconda metà della prima decade degli anni 2000.

Per stabilire un punto di partenza serve una considerazione di fondo. Chi si accorgesse di aver vissuto un’Esperienza di Contatto e desiderasse condividerla, per comprenderla e darle una spiegazione logica, in Italia non può rivolgersi a persone qualificate o ad associazioni attive nel campo che abbiano predisposto gruppi di incontro e di supporto. Esistono in altri Paesi, qui no. Resti tu, da solo, ad affrontare la Verità e trovare la chiave per aprirti a nuovi orizzonti attraversando il complesso territorio dei Fenomeni di n tale territorio irto di ostacoli e di insidie, dal 2010 circa si sono inseriti individui che promettono soluzioni rapide e definitive a situazioni spesso profondamente traumatiche, in pratica vicende anche cruciali nell’esistenza dei protagonisti. A tali soggetti fanno da contraltare coloro i quali si sono eretti portatori di luce riflessa dall’Universo e dal Divino, diffondono dottrine che promettono la salvezza dell’anima e la salute mentale e di corpo, ma in realtà si prefiggono altri e ben diversi fini, spogliare dei loro averi quanti a loro si sono rivolti con fiducia. Quanti abbiano intrapreso una strada di conoscenza del proprio sé, sanno che i consigli, le informazioni e i suggerimenti non hanno nulla a che fare con la scelta di adesione a “credenze” millenariste che ahimé dilagano in ufologia, nei misteri e nel paranormale e non fanno altro che accrescere il potere della scienza tradizionale e dei suoi esponenti allineati e coperti. Le Esperienze di Contatto invece vanno interpretate come “strumenti” utili a migliorare e rafforzare una maturazione secondo l’intimo sentire di ciascuna persona

Per questo, nell’esistenza umana, una risposta dall’Universo può arrivare sotto svariate forme, anche evolutive, dall’infanzia ai momenti cardine delle scelte e del tuo divenire. La sostanza è: il Contatto c’è stato, ma la strategia del cover-up globale ha avuto il sopravvento sul nostro diritto di sapere in ragione di interessi economici e di potere. Strutture invisibili hanno gestito nell’ultra top secret la questione. Un sistema a scatole cinesi che include gli apparati di intelligence e militari, le multinazionali, la politica, la religione, la scienza, infine i media. Dovremmo quindi guardarci dentro e chiederci se è vero che qualcuno ha risolto il problema UFO e la risposta è no. Perché chi dice di aver capito tutto rientra nella linea del pensiero dominante, ovvero, la Terra ospita specie umane che per certi “visitatori esterni” rappresentano un immenso serraglio, un terreno di caccia da cui attingere inesauribili risorse, in primis le anime di cui essi (gli Alieni) si nutrono, essendone scarsamente dotati. Una teoria che ha fatto presa sull’immaginario collettivo di un italiano medio che deve vivere nella paura e nulla ne incute di più dell’alieno che ti ruba l’anima. Chi lo declama a viva forza non finisce mai alla sbarra, perché continua a godere di ogni genere di protezione, è intoccabile e neppure la legge è in grado di inchiodarlo alle proprie responsabilità. Lo status quo non può continuare per sempre.

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Quel Grande Prato Verde

Nelle ultime settimane gli amici del Maurizio Baiata Channel hanno accolto molto favorevolmente le testimonianze di figure importanti per la storia della moderna ufologia. Le interviste a Philip Corso, Travis Walton, Jacques Valléé e Paul Hynek, rese possibili grazie alla giornalista investigativa italoamericana Paola Harris, hanno dato un forte impulso ad un canale YouTube che si arricchisce settimanalmente con interventi di attualità e materiali inediti tratti dal mio archivio audio e video, concentrandosi sul campo ufologico e sul giornalismo di inchiesta, mentre per quello musicale e artistico, le sorprese non tarderanno ad arrivare.

Parliamo di “Nuova Ufologia”, definizione che coniai dopo un traumatico distacco dal Cun all’alba dell’anno 2000. Non fu un colpo di spugna per cancellare il passato, ma il riconoscere che si stavano schiudendo altre prospettive, di approccio, di indagine e di comunicazione riguardanti le tematiche UFO/ET. Lo scenario era cambiato ed emergevano valori che qualificavano l’ufologia come una “nuova scienza” di grande portata culturale e sociale. Nella visione globale, l’esistenza e la capacità comunicativa di entità esogene al genere umano, imponevano un cambiamento: porre la “questione Contatto” davanti ad ogni altra. Ebbene, il percorso lo abbiamo fatto. Chi si è iscritto al MBC ha già fatto una scelta di campo precisa e altresì coloro i quali lo seguono per potervi trovare qualcosa di diverso. Di cosa si tratta? Una volta, era un grande prato verde su cui aleggiava un’aria pulita ed era una lentissima fiumana, immensa e ordinata, di automobili variopinte e di furgoni multicolori a fiori sgargianti e odorosi di erbe aromatiche, che sul finire degli anni Sessanta arrivarono alla fattoria di Max Yasgur…

Era quel Sogno di un Mondo Migliore di mezzo milione di ragazzi che non avevano solo occhi e orecchie e cuori stupefatti dai suoni di Jimi o dei Jefferson Airplane, ma soprattutto non accettavano la guerra e si opponevano ad ogni forma di razzismo. E, per giunta, erano pronti all’arrivo dei Fratelli del Cosmo, che non vedevano come salvatori della patria, ma come livellatori delle forze in campo. Il battito del nostro cuore scandisce con orgoglio il passare del tempo, un ritmo vitale di cui non sono padroni né i governi, né le religioni. Se dentro di te non senti quel battito, allora, caro Amico che mi leggi, anche gli Extraterrestri ti eviteranno e resterai da solo su questo pianeta grigio e triste.

L’immenso prato della fattoria di Max Yasgur, in una foto di Vincent Cammisa.

Ai miei amici Lettori: seguitemi sul Maurizio Baiata Channel. Cliccate qui: https://www.youtube.com/@mauriziobaiatachannel

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Il Virus Livella

di Maurizio Baiata

La flotta delle testate cartacee e radiotelevisive mainstream, ovvero ufficiali, da settimane ci ammannisce un messaggio che a suon di spot martellanti proclama: “Solo noi siamo i garanti della serietà di informazione”. Con il pretesto della lotta alle fake news, le testate e i media omologati hanno dissotterrato l’ascia di guerra contro i comunicatori fuori dal coro (siti web, ricercatori e blogger indipendenti) che in merito al coronavirus (COVID-19) abbiano osato proporre visioni o posizioni alternative, invariabilmente accusate di complottismo.mediaset censura

A corollario di programmazioni per lo più scacciapensieri, come in una sbilenca ed epica kermesse a reti unificate, i network radiotelevisivi fanno a gara a ospitare i soloni della medicina tradizionale schiava delle industrie farmaceutiche, esperti e tuttologi che all’unisono si affannano a dichiarare il nulla cioè il tutto e il contrario di tutto, purché consono alla univocità dello standard  accademico, militare o religioso che sia. Propongono e impongono i loro protocolli e dogmi, ma nessuna soluzione, sempre rimandata nelle mani di chi comanda. Nel contempo, però, assolvono al pestilenziale lavoro dei monatti, censendo i dissidenti e denunciandoli alle competenti autorità. Valga l’esempio il video blog http://www.byoblu.com  di Claudio Messora, che spicca fra le voci online, equilibrata e capace di informare correttamente e su cui la mannaia censoria potrebbe presto calarsi. Una crociata in piena regola, il cui fine è silenziare chiunque esprima un punto di vista diverso, cancellandone il diritto alla libertà di pensiero e di espressione. La scorsa settimana su Iris è andato in onda “Eyes Wide Shut”, ultimo film del maestro Stanley Kubrick, scomparso una settimana dopo averne terminato il montaggio. Solo un’opera cinematografica, oppure il testamento incompiuto di un cinema di denuncia al sistema? Ci si voleva a OCCHI TOTALMENTE CHIUSI. Ma oggi, a fronte della devastante onda pandemica in atto, a chi abbia gli occhi ben spalancati sulla realtà non può sfuggire l’agonizzante e perversa natura di una élite le cui lugubri ombre si stagliano sempre più nettamente sulla nostra povera Italia. Infatti, anche perché tutto questo è già avvenuto. All’ufologia, alla sua forza rivoluzionaria e al suo messaggio di apertura della mente e di crescita di coscienza, nel nostro Paese è stato messo il bavaglio. Se è vero che nessuno ha mai potuto esibire un ET in carne e ossa (sotto qualunque sua forma di vita biologica) in televisione, o presentare la pistola fumante che ne provasse l’esistenza, è soprattutto vero che il potere costituito ne ha sempre negato e confutato la presenza e perseguitato chi la sostenesse.toto-jpg_1510916160

Solo in una cosa le voci fuori dal coro possono concordare con i padroni dei mezzi di comunicazione di oggi e di sempre: sul fatto incontrovertibile che NO ONE HERE GETS OUT ALIVE, come diceva Jim Morrison. Si accorgeranno prima o poi, gli egregi signori del mondo, che la libertà è un virus altamente mortale. Per loro, è come la livella di Totò.

Roma, 3 Aprile 2020

 

 

 

 

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L’editoria musicale e controculturale degli anni Settanta fu segnata, oltre che da “Re Nudo”, soprattutto da “Muzak”, mensile il cui collettivo redazionale – guidato da Giaime Pintor e nelle cui file militarono anche Lidia Ravera, Giovanni Lombardo Radice e Fernanda Pivano – finì alla sbarra in un processo farsa per “corruzione di minorenni” terminato con un’assoluzione corale per non aver commesso il reato. Finì bene, ma per inopinata decisione dell’editore il giornale chiuse di lì a breve, nonostante vendesse circa trenta mila copie al mese.

La copertina di “Muzak” numero 9 del Luglio 1974.

Il nome Muzak, “musicaccia”, in realtà incarnava il senso dell’appartenenza a un ambiente, non un legame specifico al termine Musica. Il messaggio di allora era: Muzak è la musica della nuova generazione che stabilisce un selettore sociale, identifica ideologicamente il suo fruitore/ascoltatore, ne qualifica la personalità e lo distingue dalla massa e dalle sue regole sia del vivere civile, sia religiose, sia politiche e culturali. Ascoltare musica divenne quindi un fattore di scelta dell’ambiente in cui esistere e da amare e proteggere. (altro…)

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Tutto potrebbe avere inizio dal DNA di famiglia. Non capisci il perché di quella strana sensazione che ti spinge a guardare verso l’alto e, anche con il sole a picco, gli occhi bramano altri punti del cielo… o a scrutare la quiete scintillante del firmamento notturno.

Puoi essere a Roma, solo, in una piazza vuota di gente, o in una New York City gelida e per amici hai solo i marciapiedi privi della coltre di neve che ricopre le strade prima dell’alba, oppure calpesti la terra rossa di Sedona e fra le maestose rocce ad alta concentrazione energetica – dicono dai tempi delle paleo tribù native dell’Arizona – insieme a una dozzina di anime ti ostini nello skywatch, ma quelli, vengono quando vogliono loro. Potrebbe essere il titolo di un brano a cui dare un tappeto sonoro blu profondo, come gli abissi marini e le vastità del Cosmo. E pensare che gli uomini da decine di anni inviano segnali lassù inutilmente. Quale spreco di menti ingegnose, mezzi ingenti e avanzatissime tecnologie radiotelescopiche per arrivare a concludere che non ci risponderanno mai e, seppure il SETI (Search For Extraterrestrial Intelligence) avesse ricevuto segnali intelligenti, col piffero, che lo avrebbe rivelato.

Flashback, anni Settanta. Ascolti “Extraterrestre” di Eugenio Finardi (che sembra non la scrisse pensando agli alieni…) e ti accorgi che la tua passione è condivisa da migliaia di persone che non vivono in un abbaino, ma anelano a un loro futuro arrivo. Allora, per te, il termine UFO inizia ad avere un significato che risuona con il tuo essere interiore.

Andai a vedere “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” al cinema Barberini di Roma, con Silvia – mia prima moglie – e con l’amico e critico musicale Gino Castaldo. Piansi e nascosi il viso fra le braccia. Volevo celare l’emozione enorme provocata dal finale catartico del capolavoro di Spielberg. Se le lacrime affiorano, se l’emozione ha il sopravvento sulla ragione, inutile porsi domande.

Al calare delle tenebre con gli occhi non vediamo le luci intelligenti che volteggiano al di fuori della nostra atmosfera, eppure sono lì – usando visori notturni di tipo militare si notano miriadi di punti luminosi che danzano, manovrano, collidono – e alcuni di loro possono anche scendere e venire a farci visita. Al di là degli avvistamenti, anche plateali e di massa, quando gli UFO si manifestano, ci poniamo una ridda di interrogativi. Cosa vogliono da noi. Cosa accade dentro di noi. Cosa significano i fenomeni di Contatto e perché sembriamo incapaci di trovare il bandolo della matassa? Cosa ci manca? Una mente aperta? Un cuore puro? Un amore incondizionato per l’Universo? Una nuova Scienza e una Nuova Filosofia?

Sono questi gli interrogativi ai quali l’Ufologia dovrebbe cercare di dare risposta, disinteressandosi del voler colmare le distanze che la separano dalla Scienza ufficiale e ortodossa. Già, ma l’Ufologia tutto ha tranne che un costrutto junghiano, l’ufologia è cartesiana e non guarda alla realtà delle cose e alla natura della mente come fa la Fisica Quantistica, il cui fine ultimo sembra essere ad anni luce da quello che a scuola ci insegnano. Si tratta infatti di una meta lontana eppure enormemente vicina, insita in quel “conosci te stesso” di antica memoria, il cui principio lega l’esistenza alla ragione e allo spirito. Al divino dono che l’Universo ci ha fatto infondendoci la Coscienza.

L'archeologo Bill Doleman, Università di Albuquerque, New Mexico, ha guidato due operazioni di scavo al Foster Ranch alla ricerca di reperti derivati dal Roswell crash. Nel 2007 ha trovato la pistola fumante, ma è uno scherzo...

L’archeologo Bill Doleman, Università di Albuquerque, New Mexico, ha guidato due operazioni di scavo al Foster Ranch alla ricerca di reperti derivati dal Roswell crash. Nel 2007 ha trovato la pistola fumante, ma è uno scherzo…

Tornando gli UFO e agli ET, sulla scena ufologica mondiale in tempi recenti ha fatto irruzione la nuova corrente dell’esopolitica, una via che intende opporsi democraticamente al cover-up sulla “Questione Extraterrestre”. Dagli alfieri dell’esopolitica arriva il vibrante j’accuse rivolto ai governi (in primis quello di Washington) complici – se non artefici – e responsabili dell’embargo sulla verità. Ma, attenzione. Non si tratta di aderire a un movimento con tessera in tasca. Si tratta di avere una visione diversa, perché il nuovo paradigma esopolitico pone l’accento sulla posizione e il ruolo di ogni essere umano non più solamente rispetto alla società in cui egli vive e al luogo che lo ospita, ma a livello ultraplanetario. Aprendoci a questo concetto, potremmo uscire dal gioco perverso che caratterizza l’attuale scena ufologica, anche italiana, dove imperano disinformazione e caos, dove internet e i social network danno luoghi e spazi alle foto e ai video burla, alle testimonianze farlocche e a ogni tipo di scempiaggine.

Si moltiplicano gli esempi del “cover-up” effettuato dai mezzi di comunicazione di massa, in Italia in particolare allegramente dominati da una casta di giornalisti servitori del buon padrone e di pseudo informatori scientifici (Carl Sagan si rivolta nella tomba) colpevolmente incapaci e pagati per narcotizzare la mente e la coscienza. Su internet impazzano siti da burlesque e in questo sfascio, mentre nessun indizio si ha sulla pistola fumante, si finisce per ignorare le testimonianze più autorevoli e attendibili, persino quelle di premi Nobel. Ed è ancora internet ad alimentare il crescendo di attese di un intervento salvifico per il genere umano da parte di esseri che giungeranno dallo spazio. Una pia illusione.

Infine, sia con una notevole dose di ipocrisia, sia perché imbeccati a dovere, sia per scrupolo di coscienza, ex esponenti degli apparati di intelligence spesso malati terminali originano informazioni che pongono sotto accusa i governi, o meglio, i governi ombra che gestiscono la questione attraverso il segreto assoluto.

Uomini come il colonnello Philip Corso e il microbiologo Dan Burisch che hanno rotto il silenzio. Solo che, nonostante le notizie giungano direttamente da individui di cui si è certi abbiano fatto parte dell’intelligence e si propenda a dare loro il massimo credito, il buon senso consiglia comunque di fare un cinquanta e cinquanta e di lasciarsi il beneficio del dubbio… un po’ in equilibrio, giusto quel tanto per tenere ancora aperta la partita fra noi e il potere.

Maurizio Baiata, Roma, 13 Dicembre 2016

 

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