Dura la vita del pendolare. Vero? Vero. Però il tour de force a cui ci si sottopone soprattutto imbarcandosi su mezzi pubblici quali treni e metropolitane (parlo di Roma), per raggiungere la sede di lavoro e per fare ritorno a casa, a volte torna assai utile. Nel mio caso, negli ultimi mesi incessanti trasferimenti di tal fatta, spesso mortificati da fermate sulle linee causa imprevisto, maltempo, danni alle persone e alle cose, o peggio (borseggi e suicidi), mi hanno consentito di leggere due libri a sfondo ufologico di significato profondamente antitetico. Libri interessanti. Il primo, che avevo lasciato in sospeso e ho ripreso e letto d’un fiato, è “Passport to the Cosmos” del dottor John Mack (nell’unica edizione, l’originale in Inglese), il secondo è”LightQuest” di Andrew Collins, in edizione italiana della X-Publishing e tradotto da Adriano Angelini.
I contenuti sono simmetrici: gli autori portano alla nostra attenzione decine e decine di resoconti e racconti testimoniali di esperienze di contatto e di avvistamenti “simil UFO”. Con linguaggio assai dissimile, seppure piuttosto fedele alla cronaca pura e semplice. “Passport to the Cosmos” di Mack, da Premio Pulitzer che indaga e sa di non aver ancora trovato il bandolo della matassa su una questione spinosa quale le Abduction/Contatti ET; “LightQuest” di Collins, da giornalista e ricercatore di frontiera convinto di aver visto chiaro ai confini della nebulosa da lui esplorata: il fenomeno delle sfere di luce. Continua a leggere »







