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Per ricordare anni in cui nulla poteva fermarci. Buona Lettura!

Maurizio

La copertina del numero 6 del mensile Muzak.

La copertina del numero 6 del mensile Muzak.

Capitolo 4 – L’Epopea di Muzak

Da sempre amo la musica Rock e chi sia in grado di creare e superare la barriera del Suono. Sul finire degli anni Sessanta, il Piper Club di Via Tagliamento a Roma era il cuore delle molte nuove proposte in arrivo soprattutto dalla Gran Bretagna, raramente dagli USA. Fra i gruppi americani ricordo solo i californiani Byrds. Non dimentico invece la minigonna vertiginosa di Nicoletta Strambelli, in arte Patti Pravo sulle pedane del Piper e poi con i Cyan, già voce e arte sexy inarrivabile, la nostra musa di allora. E ricordo la sera in cui suonarono i Pink Floyd. Prima formazione, se non sbaglio con Syd Barrett, forse nascosto da qualche parte. Ufficialmente, se si scorrono le cronache dei tour europei dei Pink Floyd, la prima data italiana riportata è quella del 20 Giugno 1971 al Palasport di Roma. Io li vidi invece al Piper, nel Maggio 1968. Continua a leggere »

“Viaggio verso il Pianeta Proibito”, questo il titolo che accompagna la mia prefazione alla seconda edizione, ampiamente riveduta e aggiornata, del libro di Pablo Ayo “Alien Report” che l’autore presenterà sabato prossimo a Roma durante il Seminario “Incontri Alieni e Fisica dello Spirito”, incontro che terremo ancora una volta insieme presso l’Hotel Rouge et Noir. Se la prefazione riesce ad offrire un buon quadro di insieme dei contenuti di un lavoro che ritengo fondamentale per l’editoria ufologica italiana, in questo mio blog essa vuole evidenziare le ragioni che stanno alla base sia della nostra amicizia, sia della nostra vicinanza di idee e di intenti, valori reali e preziosi. 

Quindi, buona lettura e appuntamento a Roma sabato prossimo!

Maurizio Baiata, Roma 2 Giugno 2014  

 Viaggio verso il Pianeta Proibito

Insieme abbiamo macinato diverse migliaia di chilometri, Roma-Istanbul e ritorno un paio di volte, per raggiungere la Turchia, ai confini d’Oriente, un viaggio che con lui vorrei fare per davvero. Come ebbi modo di vivere con il mio grande e indimenticabile amico Maurizio. Mi capita a volte, rivolgendomi all’Autore di questo libro, di avere sulla punta della lingua il nome Maurizio anziché il suo. Vorrà forse dire che a quel Maurizio che viveva di Rock e di viaggi, che non si fermava mai, che aveva sempre il cuore in mano e con il quale avevo condiviso decine di concerti Rock, centinaia di dischi e di audiocassette e avventure volevo altrettanto bene che a Pablo e che, per uno strano transfert le loro essenze si sovrappongono? Maurizio amava la fotografia. Aveva spesso la fedele Nikon al collo e a ogni suo ritorno da mete lontane, erano memorabili serate di diapositive a tutto spiano. Pablo, le strade del mondo, le cose, le persone, le fotografa con gli occhi, le imprime nella memoria, per svilupparle poi nella camera oscura di una mente dove le informazioni e i dati corrono fra cablaggi e congegni che lo hanno reso giornalista tenace, grafico/artista rigorosamente visionario, acuto scrutatore di quanto agli occhi dei più appare inverosimile, inspiegabile e assurdo e che, in qualità di esperto, da tempo analizza nella sua rubrica della “Mistero” televisiva, dovendo distinguere il vero dal falso. Un compito improbo.alien-report-pablo-ayo Pablo, però, “vede” cose che altri non vedono. Alcuni colgono questa sua peculiarità durante le conferenze, quando ad esempio con dovizia di dettagli spiega le differenze morfologiche fra diversi tipi di extraterrestri, espone le caratteristiche e le modalità con cui gli esseri instaurano il contatto con gli umani e giunge a spingersi oltre quel confine che rappresenta il mistero assoluto, scovare le ragioni del loro manifestarsi terreno. A volte, ho indicato in Pablo Ayo il giusto interlocutore per persone che avevano vissuto esperienze di contatto e che da me, o da altri, si attendevano risposte. Non sempre se ne hanno e un aiuto è fondamentale. Continua a leggere »

Intervista inaspettata, ma giunta molto gradita e credo possa esserlo anche per altre persone. Ho atteso un po’ prima di postarla qui. Marzo trascorso, ora mi sembra giusto farlo. Ringrazio la Direzione de “Il Mucchio Selvaggio”, storico mensile Rock nato quando mi occupavo di critica musicale, per l’attenzione che mi è stata riservata nel contesto di un ampio speciale dedicato al Rock Alieno.

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Questo il link per leggere il pdf dell’articolo:

Fai clic per accedere a aliens_06_07.pdf

Buona lettura!

Maurizio Baiata, 1 Aprile 2014

Questa è la mia Prefazione al cult book di Michael Wolf appena uscito in Italia. A seguire, tutte le informazioni per reperirlo in libreria e per ordinarlo on line. Buona lettura!

IL MONDO CHE CI ATTENDE

 Ogni parola era una stilettata, il dolore lacerante di sapere che la separazione sarebbe presto arrivata. E così fu. Poche settimane prima della sua morte, l’ultima volta che lo chiamai, scandiva il suo amore per tutto ciò che nella vita ci circonda e permea, con la sua voce calda e profonda in una slow motion che ti entrava nell’anima e che ho sempre nella testa. Un addio di incredibile intensità emozionale, considerando che tutti i nostri contatti erano sempre avvenuti telefonicamente e non avevamo mai avuto l’occasione di incontrarci di persona. Continua a leggere »

L’articolo qui presentato, scritto da Eufemio Del Buono, il grande ufologo, spiritualista ed esoterista romano scomparso nel 2008, viene pubblicato oggi per la prima volta. Consegnatomi da Del Buono perché apparisse sul mensile “Area 51” che nel 2006 dirigevo, non trovò mai una sua collocazione in quelle pagine solo per mia superficialità. Era stato il titolo, “RICORDO della Grandezza di GIOVANNI PAOLO II dalle MEMORIE di un umile ricercatore dei misteri del cosmo”, a fuorviarmi e a farmi frettolosamente accantonare quelle tre pagine stampate da pc che, in realtà, contenevano un messaggio la cui importanza non avevo potuto minimamente cogliere. E sono rimaste in uno dei vecchi classificatori metallici che costituiscono l’archivio cartaceo di articoli e documenti raccolti in circa 20 anni di attività editoriale e redazionale e che, fortunatamente, non sono andati perduti o finiti in altre mani. Classificatori che hanno resistito alle intemperie e a sin troppi traslochi e che ho ancora. Nei giorni scorsi li ho riaperti e, scorrendo dalla A alla Z   delle cartelle sospese, ce n’era una con la targhetta “Eufemio Del Buono”. Conteneva alcune foto e l’articolo di Eufemio, che avevo dimenticato.

Eufemio Del Buono, al centro, con il Colonnello Philip Corso e M. Baiata, fotografati al Caffé Zodiaco di Roma nel 1997.

Eufemio Del Buono, al centro, con il Colonnello Philip Corso e M. Baiata, fotografati al Caffé Zodiaco di Roma nel 1997.


Leggendolo oggi, troviamo un Del Buono che non sembra il burbero e indomito leone dell’ufologia italiana, magnifico comunicatore, nemico giurato degli scettici ottusi ai quali – ricordo sempre con piacere – concedeva l’onore di sciorinare le loro inutili litanie, attendendo il momento giusto per sferzarli sino a sfinirli, per poi annichilirli e annientarli, verbalmente. Troviamo soprattutto l’affettuoso arrivederci di Eufemio, ormai al crepuscolo dei suoi giorni terreni, alla figura di Papa Wojtyła, scomparso un anno prima.

Un pezzo dunque di alto valore documentale, che va letto a cuore aperto, come aperto era il cuore di Eufemio per tutti noi.

Stralci di questo articolo costituiranno una parte della mia relazione durante il prossimo incontro di Roma, che sabato 8 Febbraio sarà dedicato alle tematiche connesse ai fenomeni e alle apparizioni mariane. A fine articolo, troverete la locandina della conferenza. Buona lettura!

Maurizio Baiata, Roma 2 Febbraio 2014

“RICORDO della Grandezza di GIOVANNI PAOLO II dalle MEMORIE di un umile ricercatore dei misteri del cosmo”

Di Eufemio Del Buono †

Era il 1976 e avevo 48 anni, quando il giornalista Enzo Buscemi, proprietario della radio privata “Roma 103”, avendo saputo delle mie decennali ricerche sul fenomeno U.F.O., mi offrì l’opportunità di condurre settanta trasmissioni sull’argomento dalla sua emittente. Visto il successo avuto radiofonicamente, Buscemi propose alla direzione della televisione privata “Quinta rete” dell’editore Rusconi, una rubrica dal titolo “Noi e gli U.F.O.” ed entrambi ne eravamo i conduttori.

Enzo Buscemi ed Eufemio Del Buono durante una puntata del 1979 di "Noi e gli UFO".

Enzo Buscemi ed Eufemio Del Buono durante una puntata del 1979 di “Noi e gli UFO”.

Furono concordate otto trasmissioni, di trenta minuti settimanali, da mandare in onda ogni venerdì alle ore 22:30.

Da radio “Roma 103” avevo già parlato della possibilità che la Bibbia fosse stata dettata dagli “ELOHIM” e questo ribadii dagli schermi televisivi, con profonda convinzione, arrivando ad indicare le nuvole bibliche quale prova dell’esistenza oggi come allora, di oggetti volanti condotti da intelligenze aliene. Quindi il fenomeno U.F.O. venne trattato in tutti i campi: scientifico, parapsicologico, spirituale, religioso, profetico e con precisi riferimenti alla casistica, sia antica che moderna.

Le trasmissioni ebbero un alto indice di gradimento arrivando a ben 150 puntate nell’arco di cinque anni, dal 1976 al 1981.

Le puntate venivano condotte con un velato sottofondo di spiritualità, tanto da essere paragonate al bastone di San Francesco per la capacità che avevano di destare un enorme interesse tra i giovani e i meno giovani. Infatti, il Santo, chiamato il Giullare di Dio, faceva i salti mortali per attirare gente ad ascoltare i suoi cantici a gloria del Creatore di tutte le cose. Pensai di argomentare alcune puntate rimarcando le brutture del mondo, nell’ottica di chi l’osservava con lo sguardo dello spiritualista e affrontai tematiche quali “la fame nel mondo” e l’inquinamento planetario. Le trasmissioni andavano in onda oltre che il venerdì sera alle 22:30 anche, in replica, il martedì della settimana successiva. Continua a leggere »