Il 25 Giugno 2021, la Direzione ODNI degli Stati Uniti rilasciava il dossier sui fenomeni UFO che, al termine del suo primo mandato, il Presidente USA Donald Trump aveva richiesto a 17 apparati di Intelligence afferenti al Pentagono alla Cia, la NSA, l’FBI e altri. Il Rapporto di Valutazione del Governo Americano in merito agli UAP (Unidentified Aerial Phenomena – fenomeni aerei non identificati) coordinato e divulgato dal direttore dell’Intelligence Nazionale John Ratcliffe, aveva valore preliminare, in attesa che venisse reso noto quello definitivo. Nelle sue nove pagine consuntive si sosteneva che non si sa cosa gli UAP rappresentassero, che nei 70 anni di osservazioni non era stata prodotta una spiegazione plausibile (uno solo dei casi analizzati era conclusivo), che altresì non esistevano prove che si trattasse di oggetti extraterrestri, né statunitensi (senza escludere l’ipotesi di aggeggi “segreti” costruiti negli USA), né russi, né cinesi. Concludendo che gli UAP possono costituire una minaccia e pertanto vanno studiati e si devono predisporre stanziamenti finanziari adeguati ai fini della ricerca. I dati riguardavano 144 avvistamenti raccolti dal 2004 al 2021 e provenivano in larghissima parte dalla US Navy, la Marina Militare Americana.
Il processo di declassificazione
Emesso dal presidente Barack Obama nel 2009, l’ordine esecutivo 13526 sancisce il sistema di classificazione del governo USA, nei coefficienti di segretezza e nella gestione delle informazioni di sicurezza nazionale provenienti da organismi interni ed esterni, da appaltatori, o da altri governi. La data standard di declassificazione dei documenti è di 10 anni. Dopo 25 anni, avviene la revisione automatica di un determinato documento classificato (con sua eventuale derubricazione = UNCLASSIFIED) ad esclusione di nove deroghe in base alle quali sul file si mantiene la segretezza. Dopo 50 anni le deroghe si riducono a due e, oltre i 75 anni, per ottenere la declassificazione è necessario richiedere un permesso speciale. Il decreto FOIA (sulla libertà di informazione) consente di ottenere documenti a seguito di declassificazione obbligata. Rispetto al Rapporto Preliminare di nove pagine (solo testo, nessuna immagine video o fotografica), divulgato il 25 Giugno 2021, si apprendeva che le commissioni Intelligence della Camera, del Senato e del Pentagono – gli esponenti “in the loop” (da informare) – avevano già ricevuto il rapporto completo di 78 pagine.
Il suo contenuto era ben più corposo, se è vera la dichiarazione di Bill Nelson, ex astronauta e senatore della Florida dal 2001 al 2019, nonché Amministratore NASA dal 2021 sino alla fine della presidenza Biden il 20 Gennaio 2025, secondo cui il contenuto del rapporto era “impressionante”. In quel momento, John Ratcliffe così commentava: “Gli analisti dell’Intelligence hanno escluso anomalie meteorologiche, interferenze ottiche, attività di avversari stranieri o tecnologie statunitensi super segrete, come possibili spiegazioni ai casi più insoliti”.
Il Direttore della CIA, John Ratcliff e il Presidente Donald Trump, nello Studio Ovale.
Ottusità confusionale
Da cinque anni a questa parte, dunque, la strategia di Intelligence americana in merito alla questione ufologica ha generato solo confusione. Agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, quella non ottusa si intende, il tentativo del Pentagono di sostituire l’acronimo UAP a quello UFO, escludendone le componenti “extraterrestri”, non è riuscito. Anzi, ha coperto di ridicolo i cervelli dei suoi creativi e dei suoi estimatori, fra i quali i massimi esponenti delle organizzazioni ufologiche mondiali che l’avevano incondizionatamente accettato. All’entrata in scena dei whistleblowers militari protagonisti di clamorosi outing in occasione di audizioni congressuali o senatoriali (sotto l’occhio vigile del Pentagono), rispondeva la NASA che, come abbiamo visto con la dichiarazione del suo presidente uscente Bill Nelson, alla questione UFO dava grande importanza e richiamava l’attenzione sul ruolo effettivamente svolto dall’ente spaziale americano. Così, è notizia recentissima, è arrivata la conferma attraverso i documenti rilasciati nei giorni scorsi dal “Ministero della Guerra” degli Stati Uniti che già le missioni Gemini (1965-1967) e quelle dei primi allunaggi, avevano rivelato che “lassù” c’era qualcuno – non sovietico – presente alle coraggiose imprese spaziali yankee. La NASA, però, aveva sempre negato l’evidenza, adducendo spiegazioni accomodanti quali detriti fantasma o, peggio ancora, allucinazioni visive dei propri astronauti.
Immagine di fonte Nasa, che mostra un UFO ripreso dalla Missione Gemini 10.
In ricordo di Steven Schiff
Fra il 1993 e il 1994 il deputato repubblicano del New Mexico, Steven Schiff, richiese formalmente indagini federali e l’accesso ai documenti classificati relativi all’”Incidente di Roswell” del 1947. L’indagine del General Accounting Office (GAO), l’agenzia investigativa del Congresso, rivelò che tutti gli incartamenti inerenti le attività della Roswell Army Air Field (RAAF), inclusi i messaggi in uscita tra il 1945 e il 1949 erano andati distrutti in un incendio. Al di là di ogni spiegazione ufficiale o meno, la responsabilità di tale distruzione non è mai stata accertata. Indagati principali sarebbero stati peraltro da considerare il comandante della base, colonnello William Blanchard e il generale Roger Ramey, comandante dell’Ottava Air Force a Fort Worth (Texas). Guarda caso, fu a Fort Worth che l’8 luglio 1947 Jesse Marcel, ufficiale dell’intelligence del 509° Gruppo Bombardieri, fu indotto a presentare alla stampa i rottami di alluminio identificati come quelli di un’astronave extraterrestre. Non era nulla di alieno, ma non poté esimersi da una falsa versione dei fatti dei quali era stato testimone. L’avvocato Steven Schiff è venuto a mancare il 25 Marzo 1985.
Anna Paulina e Tulsi Gabbard
All’avvento del secondo mandato di Trump, le cose hanno iniziato a chiarirsi. E non fa una piega che la deputata repubblicana della Florida, Anna Paulina Luna, che presiede la Task Force sulla declassificazione dei segreti federali e in specie dei documenti governativi relativi all’assassinio di John F. Kennedy, sia ad oggi in prima linea nella “guerra” per ottenere la divulgazione palese dei documenti UFO secretati. E non finisce qui. In data imprecisata di questo 2026, uomini della CIA hanno fatto irruzione nell’ufficio di Tulsi Gabbard, già ufficiale della Guardia Nazionale e attuale direttrice del Dipartimento Intelligence Nazionale (NDI), impadronendosi di decine di scatoloni contenenti documenti relativi all’assassinio di JFK, alla Guerra Fredda e al programma MK-Ultra, fascicoli che la Gabbard era in procinto di sottoporre a desecretazione.
Va ricordato che al massimo livello di sicurezza permangono “segreti di Stato” risalenti a 75 anni prima e che il fuoco incrociato della Delay Plaza accadde il 22 Novembre 1963. Sono passati 63 anni. Trump ci resterà male, ma il meccanismo per ora non consente altro, neanche a lui. Trump dovrebbe forse riporre le sue speranze ancora su John Lee Ratcliffe, che il 23 Gennaio 2025 è stato nominato Direttore della CIA e lo è ancora. Forse, sarà lui a gestire il prosieguo del disclosure, ma essere esperti in campo legale, almeno in campo ufologico, non significa direttamente arrivare alla Verità.
Bob Lazar è stato il primo “insider”, oggi diremmo “whistleblower”, a rivelare di aver lavorato alla retroingegneria di un disco volante, che aveva soprannominato “Sport Model”, ovvero a tecnologie presumibilmente extraterrestri nella S-4, una struttura top secret facente parte della installazione nota come Area 51. Lo fece nel mese di Marzo parlandone per la prima volta a John Lear, pilota ed ex agente CIA, contattandolo dopo aver iniziato lavorare al sito S-4 e quindi accompagnandolo nel deserto con altri amici per osservare i test di volo segreti di tali velivoli. L’incontro con George Knapp, giornalista investigativo della KLAS-TV, avvenne tramite Lear. Knapp si accordò con Lazar per un’intervista in TV e Bob apparve per la prima volta in televisione il 15 Maggio 1989 sotto lo pseudonimo di “Dennis” e in ombra per proteggere la sua identità. Lazar uscì totalmente allo scoperto in una successiva intervista con Knapp nel Novembre del 1989. In effetti, non fosse stato per Lazar, molti di noi non sarebbero stati a conoscenza delle sperimentazioni e dei test militari da molto tempo condotti nella segretezza più completa di questa installazione nel bel mezzo del nulla del Papoose Lake, in Nevada. Con il suo coraggioso “outing” Lazar fece storia, esponendosi personalmente e pagandolo assai caro rispetto ad un mondo di silenzio e di omertà che non è più lecito ritenere solamente folklore ufologico.
Lo “Sport Model”, disco volante reso famoso, oltre che da Lazar, anche da questa illustrazione opera di Jim Nichols.
Nel 2018 il regista e giornalista investigativo Jeremy Corbell ha pubblicato “Bob Lazar: Area 51 & Flying Saucers”, un documentario che dettagliava l’operato di Lazar nella sezione S-4, cioè lo studio del sistema propulsivo di quello che aveva definito “Sport Model”, uno scafo alieno pressoché intatto custodito nei sotterranei della base. Un anno dopo, ospite della trasmissione radiofonica “The Joe Rogan Experience” Lazar aggiunse qualcosa in più sulla tecnologia e sul funzionamento di quell’oggetto, specificando che “Non c’è alcun cablaggio che colleghi i sottocomponenti. Devono solo trovarsi nelle immediate vicinanze. È una cosa quasi magica.” Inoltre, riferì di aver scoperto che un isotopo stabile dell’elemento 115 (il Moscovio, numero atomico 115 ufficialmente riconosciuto nel 2015) era stato usato come combustibile per il sistema di propulsione di un velivolo la cui struttura “centrale” era dotata di tre “sedute” troppo piccole per poter ospitare un essere umano.
Il regista italo canadese Luigi Vendittelli.
All’inizio dello scorso Aprile, è stato rilasciato il film documentario “S-4: THE BOB LAZAR STORY” diretto da Luigi Vendittelli, canadese di famiglia italiana alla sua prima prova documentaristica, e da Christopher Matteau. Un’ora e cinquantaquattro minuti che ripercorrono la straordinaria vicenda umana e scientifica di Lazar, resa per immagini computerizzate grazie alla CGI e la realtà virtuale, che ricreano fedelmente l’interno della S-4 e lo Sport Model. È dunque lo stesso Lazar a ricostruire la sua vicenda, a partire dagli inizi, quando un ragazzo geniale ed incompreso si dimostrò capace di montare propulsori aeronautici su ordigni terrestri a quattro ruote, auto civili come la Honda Civic e la Chevrolet Corvette, dotate di motori a reazione e da impiegare come “dragster” nelle gare di accelerazione.
Robert Lazar in un momento del film documentario girato da Luigi Vendittelli. I sottotitoli in Italiano sono disponibili.
Di lì a poco, il suo nome fu notato dai cacciatori di talenti che procuravano personale per il campo di ricerche nucleari, il cui capofila era Edward Teller, fisico teorico ungherese naturalizzato statunitense, noto come il “padre della bomba” all’idrogeno e fra i maggiori scienziati del Progetto Manhattan. Va da sé che la selezione dei tecnici da inserire nei ranghi della EGG (Edgerton, Germeshausen, and Grier, Inc.), azienda appaltatrice per la Difesa Americana alle dipendenze del Dipartimento Energia, non andava troppo per il sottile. Da subito, Lazar comprese il significato di quanto poi si tramutò in un lavoro in assoluta segretezza e da sviluppare in solitudine all’interno della Nellis Air Force Base, in Nevada. All’installazione si perveniva su trasporti aerei della Janet Airlines, privi di insegne, che decollavano dall’aeroporto McCarran di Las Vegas.
È fuori di dubbio che Lazar sia stato fra i tecnici che studiarono come funzionava quella tecnologia aliena. Il documentario di Vendittelli lo testimonia. Luigi è nato a Montreal, Canada, da una famiglia originaria di San Vittore del Lazio emigrata nel Nord America negli anni Sessanta. Luigi si interessò agli UFO sin da bambino e lo indagò per decenni a titolo personale, ma la svolta avvenne incontrando Bob Lazar, da cui nacque un’amicizia, approfondita proprio nel periodo di lockdown da covid. Fu in quegli anni che i due gettarono le basi del progetto documentaristico. Grazie alla completa disponibilità di Lazar, ricordi risalenti alla prima metà degli anni Ottanta, sarebbero stati resi tangibili a partire da una millimetrica ricostruzione ambientale della S-4, utilizzando tecniche in 3D descrittive degli hangar e del laboratorio di propulsione e basandosi sulle specifiche tecniche fornite da Lazar sull’Elemento 115 e sul sistema gravitazionale che renderebbe lo Sport Model in grado di affrontare viaggi interstellari.
Ciò che colpisce maggiormente di questo documentario, al di là dell’approccio alla figura umana di Lazar, è il fatto che alla sua uscita segua di poco un momento in cui il processo di declassificazione di documentazioni UFO, preannunciato più volte dal presidente USA Donald Trump e confermato da testate quotidiane come Washington Post e New York Post, da venerdì 8 maggio 2026, sembra finalmente concretizzarsi. Premesso che a mio avviso si tratterebbe di uno stillicidio programmato, non vedo come tali rivelazioni potrebbero preparare l’opinione pubblica mondiale alla realtà della presenza aliena. Sembrerebbe più una manovra politica per salvare la faccia, piuttosto che l’ammissione finale di quanto sono stati bugiardi sino ad oggi. Non concordo neppure con gli atteggiamenti positivisti italiani e/o americani, vedasi della deputata Anna Paulina Luna o del giornalista documentarista Jeremy Corbell, ancora disponibili a sottoporsi alla tortura della goccia. Ma invece, se si vuole comprendere come stanno veramente le cose, darei attenzione soprattutto a “S-4: THE BOB LAZAR STORY”, documentario disponibile su piattaforme come Prime Video e Apple TV. Avendolo visto e rivisto, mi convince un aspetto che a molti non andrà giù, alla prova dei fatti, vengono sconfessati completamente coloro i quali considerano Bob Lazar un truffatore. Molti hanno cittadinanza italiana, ma non sono figli di emigrati italiani nel Nord America. Ne riparleremo presto.
Appena pubblicato sul Maurizio Baiata Channel si può vedere “AREA 51: IL MISTERO”, primo volume di “Secrets of the Black World”, il bellissimo documentario dell’antropologo tedesco Michael Hesemann dedicato ai segreti della famosa installazione segreta statunitense.
In attesa del film di Steven Spielberg “Disclosure Day”, targato “fantascienza”, di UFO reali si discute non del tutto tranquillamente nelle riunioni al vertice delle forze aeree internazionali. In effetti questi maledetti intrusi, per lunghi anni sono stati l’incubo di scienziati, militari e politici, i quali sono corsi ai ripari e, sforzandosi tanto, hanno partorito: UAP (Unidentified Anomalous Phenomena – anche Aerial). Se ci si chiede il perché, la risposta è che non sanno o non vogliono “far uscire allo scoperto” le loro preoccupazioni. Chi non abbia una memoria troppo corta, ne ebbe riprova nel Luglio 1999 alla pubblicazione in Francia del Rapporto Cometa. Era un comitato di scienziati e militari secondo i quali alcuni UFO non solo erano reali, tecnologici e presumibilmente di origine non terrestre, ma costituivano una seria sfida alla sicurezza internazionale e come tali avrebbero dovuto essere trattati dagli apparati di Difesa mondiali.
Dal loro canto, gli ufologi mainstream perorano da sempre dichiarazioni ufficiali da parte dei governi, ma ad oggi esse risultano ancora inevase. Invece, emergono da quelli che trattano l’ufologia in maniera autonoma (come il sottoscritto) un paio di quesiti importanti:
Con quale mezzo e a costo di chi, o di cosa, la Rivelazione potrebbe essere strumentalizzata?
Se la verità venisse rivelata in forma opacizzata, le istanze del pubblico ne uscirebbero soddisfatte, oppure penseremmo ancora che sarebbe meglio continuare a sguazzare nella beata ignoranza?
Il problema è che il maggiore ostacolo al raggiungimento della Verità è la politica. La politica esercita il massimo del suo potere nel trattare affari considerati significativi per la sicurezza nazionale, gli UFO in testa, neppure secondi alla segretezza imposta alle ricerche di energia atomica. Se consideriamo che la reale gestione governativa di informazioni non è accertabile senza che prima si sia compreso che il fattore determinante per ogni circolazione di informazioni non è la ragione o la coscienza, ma la politica, è chiaro che essa non rende note le informazioni, quindi non potrà esserci alcuna azione pubblica, legale o altro che le farà diffondere.
Cambiare le sorti della Terra
Per quanto non appaia chiaro a tutti, fra i più seri ricercatori UFO oggi la più accreditata è l’Ipotesi Extraterrestre. Inoltre, l’archeologia Spaziale, o degli Antichi Astronauti, ritiene che la presenza UFO abbia da sempre accompagnato l’evoluzione della razza umana, spesso incidendo sui grandi eventi della Storia. È plausibile quindi che, nonostante la politica di insabbiamento di tutte le prove perpetrata dai governi da decine di anni, gli UFO abbiano interagito con il nostro pianeta, esplicando una funzione di deterrente? Che in qualche modo abbiano “cambiato le sorti della Terra”? Esistono prove documentali a sostegno di tale teoria. Un punto di partenza è rappresentato dagli eventi che caratterizzarono la Prima e Seconda Guerra Mondiale e successivamente l’avvento dell’era atomica. Nelle due guerre, su fronti contrapposti i velivoli dei piloti venivano seguiti, tallonati, affiancati da oggetti misteriosi che furono denominati “Foo Fighters” (caccia di fuoco), mentre durante il periodo di massima proliferazione di esperimenti nucleari, militari e di lanci satellitari e spaziali – tutto a fini bellici, ergo legati a sviluppi di armamenti avanzati, si notò un aumento massiccio delle interazioni UFO su basi di lancio di missili armati di teste nucleari. Fu una costante contro la quale le postazioni difensive, Italia inclusa, nulla potevano e ad oggi possono opporre.
Le copertina del fascicolo e del volume, voluti nel 199 dal comitato Cometa, in Francia.
Lo spettro del nucleare
Nel nostro caso non vale il detto “chi tace acconsente”, vale piuttosto un “chi sa, tace”, con chiaro riferimento al potere politico-scientifico che ha sempre mascherato l’evidenza del fenomeno, non pronunciandosi allo scoperto proposito di condizionare le masse. A poco valse la cosiddetta “contestazione globale” degli anni Sessanta per l’affermazione di una società più giusta. E non solo i tempi si ripetono, continuano ad esplodere ad ogni segno di guerra ideologica, a fini di supremazia territoriale, o di conquista, o religiosa. Se lo spettro del nucleare aleggiava sul dopoguerra, negli anni successivi e sino ad oggi, persino i ricercatori maggiormente sensibili al problema della non esistenza dell’“atomo per la pace”, ostinati a disconoscere l’ubicazione delle numerose basi strategiche e centrali atomiche dislocate in Italia, non prendono in considerazione la realtà tangibile di una “aviazione extraterrestre” manifesta nei cieli. Come al solito, preferiscono trarne deduzioni errate. Immaginiamo una navicella atterrata e accanto i suoi occupanti impegnati alla raccolta di pietre, ad accorrere per primi, dopo i pompieri e l’esercito, arrivavano i geologi; se esseri non umani sembravano raccogliere fiori o piante, intervenivano i biologi; se catturavano un animale, ad allarmarsi erano gli zoologi… e se un testimone aveva l’ardire di riportare un contatto ravvicinato, gli psichiatri e i sacerdoti si affrettavano a tacitarlo, giacché si era trattato di un’allucinazione.
1947, il Presidente Truman firma il decreto che sancisce la nascita della CIA.
Per non parlare del principio di base che muove le mosse dei sistemi della Strategia di Sicurezza Nazionale, statunitensi soprattutto e non dall’epoca attuale di Trump, ma addirittura dal 1948 quando Truman decise la nascita della CIA. Non possiamo dire che stiamo vivendo un periodo di guerra fredda. Basta osservare le azioni di un superpotere USA rispetto al quadro geopolitico internazionale e chiedersi se al momento, alla luce delle sacrosante istanze di UFO Disclosure, non si oppongano posizioni trincerate sul negazionismo della libertà di accesso alle informazioni, come proverebbe il recente crollo del sito Black Vault, o la sparizione di scienziati connessi agli studi di energie alternative, o persino a morti inopinate come quella di David Wilcock.
Riunione del comitato strategico di Sicurezza Nazionale, al secondo mandato del Presidente Donald Trump.
Questo è il desolante scenario di una situazione che, anziché semplificarsi nelle sue dinamiche moderne attraverso il web e l’Intelligenza Artificiale, si è appiattita su posizioni che fanno comodo soprattutto al potere dei governanti più corrotti della Storia umana. Che si proponga o meno la visione di una nuova realtà, l’ipotesi dell’apparente non-interferenza aliena diretta, comincia persino a traballare. Si trattasse infine solo di una Verità insabbiata per non porre in cattiva luce quelle strutture militari, Pentagono in testa, sottoposte alle decisioni delle grandi potenze terrestri, sarebbe di per sé inaccettabile. Dalle audizioni senatoriali o camerali degli ultimi anni, appare sempre più evidente che la questione non è legata solo alla natura degli oggetti intrusi, ma soprattutto ai loro occupanti e alle loro modalità di incontro con individui prescelti, attraverso la telepatia, o passaggi interdimensionali, o sinanche contatti con entità eteriche.
Il piccolo Barry sta per essere rapito da un’astronave extraterrestre, in una scena del capolavoro di Spielberg.
Hai vissuto qualcosa di fisico e reale, sai anche che hai sperimentato il Missing Time (vuoto temporale), che sul tuo corpo sono apparsi segni e cicatrici inspiegabili e persino impianti sottocutanei… Se chiedi aiuto ti dicono: “Tutto questo non esiste, hai sognato”, “Soffri di Paralisi del Sonno”, “Hai allucinazioni da delirio della personalità”, “Inconsciamente desideri evadere dal mondo”. E come soluzioni ti propongono: “Devi curarti con gli psicofarmaci”, oppure: “I tuoi demoni vanno scacciati con un esorcismo”. Ad un sondaggio proposto in Italia dalle riviste “Notiziario UFO” e “Dossier Alieni” alla metà degli anni ’90, risposero circa 4.000 persone che valutammo possibili addotti/experiencers. Che fine hanno fatto? Alcuni avranno continuato a seguire la materia, o magari volendo comprendere meglio saranno entrati nel Gruppo Star Gate (di cui si parlerà prossimamente su questo blog), altri avranno scelto di vivere quelle sconcertanti esperienze da soli e nell’anonimato, altri ancora, sentendosi speciali, si saranno lanciati in crociate personali esponendosi al ridicolo e al rischio di finire trattati come malati di mente. Soluzione peggiore di tutte, finire nelle mani di ciarlatani, abili affabulatori, i guru della Nuova Era che nel nostro Paese hanno trovato terreno fertile a partire dalla seconda metà della prima decade degli anni 2000.
Per stabilire un punto di partenza serve una considerazione di fondo. Chi si accorgesse di aver vissuto un’Esperienza di Contatto e desiderasse condividerla, per comprenderla e darle una spiegazione logica, in Italia non può rivolgersi a persone qualificate o ad associazioni attive nel campo che abbiano predisposto gruppi di incontro e di supporto. Esistono in altri Paesi, qui no. Resti tu, da solo, ad affrontare la Verità e trovare la chiave per aprirti a nuovi orizzonti attraversando il complesso territorio dei Fenomeni di n tale territorio irto di ostacoli e di insidie, dal 2010 circa si sono inseriti individui che promettono soluzioni rapide e definitive a situazioni spesso profondamente traumatiche, in pratica vicende anche cruciali nell’esistenza dei protagonisti. A tali soggetti fanno da contraltare coloro i quali si sono eretti portatori di luce riflessa dall’Universo e dal Divino, diffondono dottrine che promettono la salvezza dell’anima e la salute mentale e di corpo, ma in realtà si prefiggono altri e ben diversi fini, spogliare dei loro averi quanti a loro si sono rivolti con fiducia. Quanti abbiano intrapreso una strada di conoscenza del proprio sé, sanno che i consigli, le informazioni e i suggerimenti non hanno nulla a che fare con la scelta di adesione a “credenze” millenariste che ahimé dilagano in ufologia, nei misteri e nel paranormale e non fanno altro che accrescere il potere della scienza tradizionale e dei suoi esponenti allineati e coperti. Le Esperienze di Contatto invece vanno interpretate come “strumenti” utili a migliorare e rafforzare una maturazione secondo l’intimo sentire di ciascuna persona
Per questo, nell’esistenza umana, una risposta dall’Universo può arrivare sotto svariate forme, anche evolutive, dall’infanzia ai momenti cardine delle scelte e del tuo divenire. La sostanza è: il Contatto c’è stato, ma la strategia del cover-up globale ha avuto il sopravvento sul nostro diritto di sapere in ragione di interessi economici e di potere. Strutture invisibili hanno gestito nell’ultra top secret la questione. Un sistema a scatole cinesi che include gli apparati di intelligence e militari, le multinazionali, la politica, la religione, la scienza, infine i media. Dovremmo quindi guardarci dentro e chiederci se è vero che qualcuno ha risolto il problema UFO e la risposta è no. Perché chi dice di aver capito tutto rientra nella linea del pensiero dominante, ovvero, la Terra ospita specie umane che per certi “visitatori esterni” rappresentano un immenso serraglio, un terreno di caccia da cui attingere inesauribili risorse, in primis le anime di cui essi (gli Alieni) si nutrono, essendone scarsamente dotati. Una teoria che ha fatto presa sull’immaginario collettivo di un italiano medio che deve vivere nella paura e nulla ne incute di più dell’alieno che ti ruba l’anima. Chi lo declama a viva forza non finisce mai alla sbarra, perché continua a godere di ogni genere di protezione, è intoccabile e neppure la legge è in grado di inchiodarlo alle proprie responsabilità. Lo status quo non può continuare per sempre.
Di Claudeir Covo (1950-2012) – Ubirajara Franco Rodriguez
A cura di Maurizio Baiata – 24 Aprile 2026
Dopo anni di intense investigazioni e di raccolta dati, gli ufologi brasiliani degli importanti gruppi di ricerca ai quali appartengono, non hanno più alcun dubbio su ciò che avvenne a Varginha il 20 Gennaio 1996 e i giorni successivi: una reale, complessa operazione che vide coinvolte le autorità militari, oltre ad un gruppo di professionisti civili, conclusasi con la cattura di “EBE” (Entità Biologiche Extraterrestri) tenute sotto sorveglianza medica per essere trasferite altrove, lontano dalla città. Probabilmente, finirono nelle mani delle forze speciali statunitensi addette alla gestione e ai recuperi degli UFO crash ovunque nel mondo.
Si trattò di un fatto senza precedenti in Brasile, che può essere ancora fonte non solo di importanti conoscenze, ma anche di profonde acquisizioni filosofiche e culturali. È opinione diffusa in seno alla comunità ufologica internazionale che la mancanza di informazione corretta da parte dei media risponda a un piano ben preciso. Da troppi anni l’opinione pubblica non riceve notizie attendibili e accertate sugli eventi UFO, e questo deve cambiare, in nome del diritto di tutta la popolazione mondiale di conoscere la Verità.
La maggior parte della popolazione di Varginha, un’importante città a sud di Minas Gerais, non si è mai resa conto di quanto realmente accadde nella regione il 20 Gennaio1996 e a tutt’oggi la città si domanda se tutto ciò che è stato reso pubblico non sia solo “un’allucinazione” da parte degli ufologi brasiliani, oppure se sia accaduto qualcosa di straordinario.
Nei giorni successivi all’incidente, dei 120.000 abitanti di Varginha, a centinaia vissero un’esperienza singolare, ma solo alcune decine hanno avuto il coraggio di contattare gli ufologi impegnati nel caso per riferire ciò che avevano visto. Molti civili hanno partecipato direttamente o indirettamente agli avvenimenti, ma la maggioranza ha rinunciato a fornire il proprio contributo alle indagini, per timore del ridicolo, di perdere il posto di lavoro, probabilmente a causa di interessi celati, oppure perché minacciati dai militari. Che questi ultimi abbiano tenuto la “bocca chiusa” per paura è comprensibile, dato il rischio di severe sanzioni disciplinari come la corte marziale, umiliazioni, prigione, trasferimenti (pena invisibile), tuttavia l’omertà dei civili in questa situazione non è accettabile. Quando le evidenze risulteranno pubbliche e gli avvenimenti chiariti, i testimoni reticenti proveranno rimorso per non aver collaborato nascondendo informazioni preziose per tutta l’umanità. Varginha non è meno importante del caso Roswell.
Il disco volante di Varginha. Foto: Paulo JC Nogueira
La solerzia degli apparati militari
Probabilmente, a Varginha, gli eventi sarebbero rimasti ignoti se non vi avesse abitato l’avvocato e ufologo Ubirajara Franco Rodrigues, il primo a stabilire la natura e la portata del caso. Il 21 Gennaio ’96 Ubirajara, avvertito dell’avvistamento che tre ragazze avevano fatto di un essere extraterrestre in un terreno incolto alla periferia della città, vi si diresse immediatamente da S. Torrè das Letras, città dove si trovava. Seppe inoltre che alcune creature erano state catturate dai militari e portate nell’ospedale della regione. Una settimana dopo aver avviato le ricerche, Ubirajara iniziò a rilasciare interviste e a divulgare alcuni fatti alla stampa. Successivamente, altri settanta ufologi giunsero in città per dare il loro contributo alle ricerche, sia a livello di divulgazione che di informazione. Il “caso Varginha” si trova ancora oggi nel centro del mirino. Centinaia sono le testimonianze, tra civili e militari, alcune registrate su nastro o su video e contenenti importanti dichiarazioni, ma va da sé i nomi delle persone coinvolte per il momento non possono essere rivelati. Inoltre, le investigazioni hanno portato alla luce innumerevoli dettagli che vengono presentati in sintesi in questo lavoro, che non è che una piccola parte degli eventi del caso “E.T. di Varginha”. Tutte le attività che hanno visto coinvolti i militari brasiliani sono state da loro stessi ufficialmente smentite, visto che l’argomento “oggetti non identificati” ed esseri extraterrestri è considerato di “Sicurezza Nazionale” e per questo viene tenuto occultato.
Oltre a Varginha, da altre città sono arrivate segnalazioni di avvistamenti, atterraggi, effetti elettromagnetici, contatti con alieni e attacchi alle persone, nonché registrazioni sui radar delle Forze Aeree Brasiliane con più di 40 oggetti aerei non identificati nella regione a sud di Minas Gerais. Tra le località, Joaçaba nello Stato di Santa Caterina, Piricicaba e altre all’interno e sulla costa dello Stato di San Paolo a sud di Minas Gerais, il comune di Guarabira nello Stato del Paraiba e a Manaus in Amazzonia. Anche basi del Nord America avevano già individuato la presenza di tali oggetti e, a loro volta, avevano avvertito il governo brasiliano attraverso l’ENFA (Stato Maggiore delle Forze Armate). Contemporaneamente, il CINDACTA I (Centro Integrato di Difesa e Controllo del Traffico Aereo) a Brasilia, aveva rilevato gli intrusi, mentre fonti militari riferivano di un accordo di cooperazione tra Brasile e Stati Uniti riguardo alla questione UFO. A seguire, tutta la sequenza degli eventi in base alle indagini da noi condotte.
13/1/1996 – ore 1,30
Oralina Augusta De Freitas, 37 anni, abitante in una fattoria a 10 km dal centro di Varginha, mentre guardava la TV sentì la mandria correre da una parte all’altra del pascolo. Aprì la finestra e vide una nave spaziale che sorvolava il campo antistante. Svegliò il marito e insieme per circa 40 minuti osservarono le lente evoluzioni della navicella, grande quanto un minibus a forma di sottomarino, che sorvolava il luogo a cinque metri dal suolo. Aveva le luci spente e una sezione anteriore danneggiata e emanava una grossa nube di fumo bianco. Sembrava ci fosse un foro nella fusoliera. La coppia disse che la nave non emetteva alcun rumore e che i pezzi della fusoliera sbattevano al vento. L’oggetto proseguì in direzione di Jardin Andere, un quartiere di Varginha. Le prime supposizioni furono una avaria dovuta a un’esplosione, forse a causa di una collisione, oppure da una scarica elettrica atmosferica, o che potesse essere stato colpito da un qualche ordigno militare. Probabilmente le parti della fusoliera corrispondenti al foro si erano disperse in qualche luogo non individuato. Non si ha ancora la risposta definitiva su come siano stati provocati i danni alla nave e se i frammenti siano stati raccolti dai militari. Non si sa cosa sia accaduto nel tragitto dell’UFO tra la fattoria della coppia e il Jardin Andere. Forse i militari ne sanno qualcosa. Forse la nave atterrò mentre gli alieni (probabilmente di tipo Alfa) cercavano di rimetterla in sesto.
Nel frattempo l’equipaggio (probabilmente di tipo Delta), intuendo che la nave poteva esplodere da un momento all’altro, è uscito attraverso il buco che si era formato nella struttura. La seconda ipotesi è che la nave sorvolò la fattoria a cinque metri dal suolo in 40 minuti e che, a causa della topografia irregolare della regione, la distanza da terra sarebbe stata sufficiente a far saltare gli esseri Delta al di fuori. Una terza ipotesi, è quella del passaggio della nave tra gli alberi d’eucalipto di Jardin Andere, aggrappati ai quali gli alieni avrebbero potuto abbandonare la nave, ma è improbabile, data la dichiarazione di un militare secondo cui gli extraterrestri percorsero almeno 10 chilometri fino a raggiungere la piccola foresta a quattro km da Varginha e a 500 metri dall’abitazione di Ubirajara Franco Rodrigues.
13/1/96 – ore 8,00 (forse 20/1/96) L’impresario e pilota di deltaplani Carlos De Souza, residente a São Paulo, nella notte del 12/1/96 è partito da São Paulo in direzione di Très Caraçoès nel Minas Gerais, dove insieme ad amici avrebbe lavorato alla preparazione di un campionato di deltaplani. Carlos non ne è certo, ma la data dell’accaduto doveva essere il 13 Gennaio. Nella notte precedente Carlos pernottò nell’albergo Hawaii 5.0 a Mariporà, presso l’autostrada “Ternão Dias”. Intorno alle quattro del mattino si svegliò e intraprese il viaggio verso destinazione. Guidava un fuoristrada “PickUp Fiorino” rosso e, a circa cinque km dal bivio per Varginha, alle otto del mattino, sentì un rombo sordo di motore. Pensando che fosse la sua auto scese a controllare, e scoprì che era un UFO in volo alla sua sinistra a un’altezza di circa 120 metri e si dirigeva da Varginha a Très Coraçoès. La nave aveva un colore metallico, quattro finestre rotonde di 10 o 12 metri di diametro ognuna per ambedue i lati, era sigariforme e leggermente ovale. Nella parte destra c’era un foro del diametro di un metro e mezzo da cui usciva molto fumo bianco. Secondo le sue descrizioni, la nave era uguale a quella avvistata da Enrico e Oralina, ad eccezione del rumore. Probabilmente si trattava dello stesso oggetto, che i militari inseguirono tutta la notte. La nave sorvolò l’autostrada allontanandosi ad una velocità di circa 80/100 km/h. Carlos inseguì per una ventina di chilometri l’oggetto che si era spostato sulla destra della macchina. Quindi notò che diminuiva rapidamente di quota fino a cadere dentro la foresta. Carlos, trovata una strada per raggiungere il presunto luogo dell’impatto, arrivò trenta minuti dopo e vide la nave atterrata su un campo aperto di proprietà di Maiolini (impresa commerciale di materiali da costruzione) a Très Coraçoès. La nave era totalmente distrutta e si era frantumata in piccoli pezzi metallici. Afferrò un pezzo di quel materiale che era una specie di foglio metallico molto leggero. Cercò di accartocciarlo, ma riprese la sua forma originale senza lasciare alcun segno di deformazione. Più avanti vide un elicottero, due camion dell’esercito e un’autoambulanza della Croce Rossa. Nel luogo si trovavano anche 30 o 40 uomini tra esercito e polizia e almeno due infermieri. Osservò il gruppo intento a raccogliere i pezzi più piccoli e distanti. C’era anche un forte odore di etere che circondava l’acqua sulfurea.
Carlos non vide gli esseri, ma fu certo della loro presenza. Si spaventò quando un poliziotto alto sul metro e novanta, con un colpo sulla spalla sottrasse dalle sue mani il pezzo di metallo che aveva trattenuto dicendogli: “Vattene via e ricordati: non hai visto niente”, poi sopraggiunsero altri poliziotti che lo indussero ad andarsene immediatamente. Ritornato alla macchina, riprese la strada verso San Paolo. Si fermò in un autogrill, dove due uomini in abiti civili, ma che dal taglio di capelli sembravano militari, lo interrogarono, e quando Carlos rispose che aveva visto tutto e intuiva che fosse successo qualcosa di strano, anzi di illecito, lo minacciarono. Inoltre, dalla targa della sua macchina in quelle due ore avevano preso informazioni, sapevano dove viveva, conoscevano i componenti della sua famiglia, il suo lavoro e così via. Decise di tornare a San Paolo. Non raccontò nulla a nessuno, tranne a sua moglie e a due amici, dopo averlo tenuto nascosto per oltre otto mesi. Solo quando un suo collega gli parlò del caso degli “E.T. di Varginha” pubblicato sulla rivista “Planeta” nel Settembre ’96, Carlos decise di raccontare tutto. Non aveva intenzione di parlarne perché aveva già vissuto un’esperienza di rapimento in famiglia all’epoca della dittatura e non voleva rischiare di coinvolgere nuovamente i suoi familiari.
20/1/96 – ore 8,30
I pompieri della regione di Varginha ricevettero una telefonata anonima che denunciava l’apparizione di uno strano essere nel quartiere di Jardin Andere. Ad inoltrarla fu un residente della zona, oppure l’esercito. Sotto gli ordini del maggiore Maciel, munito di guanti, reti e una vettura con dieci uomini, partirono in direzione del luogo dell’avvistamento. Una volta arrivati, presero a cercare qualcosa che probabilmente non avevano mai visto prima. Varie persone del quartiere videro il grande movimento creato dai vigili del fuoco, ma non hanno testimoniato.
20/1/96 – ore 10,30
Il venditore ambulante di pesce, João Bosco Manoel, mentre camminava a Jardin Andere, vide un camion dei pompieri parcheggiato nella “Via Um”. Notò due di loro correre agitati e incuriosito, si avvicinò ad un muro che separava la strada dal campo dove si trovavano i pompieri e dall’alto li vide caricare uno strano essere avvolto in una rete, che cercavano di coprire con il proprio corpo per impedirne la vista ai passanti. Il venditore però riuscì a distinguere il piede della creatura, di colore marrone scuro. Il capo del comando gridava ai suoi uomini di fare più in fretta possibile. I quattro pompieri che caricavano la creatura furono aiutati dagli altri sei che erano già nella vettura. La creatura sembrava tramortita e non aveva opposto resistenza ai militari che la catturarono con una rete, i sergenti Palhares e Rubens, ed i soldati Santos e Nivaldo. Partirono velocemente in direzione del quartiere Santana. E in quel momento João Bosco, che osservava a pochi metri di distanza, sentì un fortissimo odore di ammoniaca che gli bruciava gli occhi e il naso. Erano presenti anche due ragazze, sui 14-16 anni, che seguivano la scena e sembravano aver fastidio agli occhi per lo stesso motivo. Al lavoro sul tetto di una casa a un centinaio di metri, dei muratori videro il movimento dei pompieri per catturare la creatura. Uno di loro, Henrique Josè De Souza, chiese a sei persone presenti sul luogo cosa fosse successo e gli fu risposto che i pompieri avevano catturato un essere insolito.
Un militare ci ha informato che l’essere fu consegnato ai colleghi dell’ESA, ancora avvolto nella rete e sistemato in una scatola di legno, coperta con un telo e depositata sul pianale posteriore di un camion dell’esercito e quindi trasportata alla scuola degli ufficiali a Très Coraçoès, mentre la vettura dei pompieri rientrò a Varginha. L’esercito mantenne la creatura imprigionata per uno o due giorni all’ESA, ma c’è chi sostiene che la creatura fu tenuta prigioniera dalla Polizia Militare nel quartiere “Santana”, a Varginha. Poco dopo l’alieno fu trasferito all’Università di Campinas (Unicamp) e consegnato alle cure dei dottori Fortunato Badau Palhares e Conradin Metz. Si ritiene che la creatura sia stata tenuta per diverso tempo presso l’Università di Campinas a S. Paolo.
21/1/96 – ore 1,30
Domenica notte i militari decisero di trasferire le “strane creature” dall’ospedale regionale all’ospedale Humanitas. Furono in parecchi a notare un insolito movimento di mezzi dell’esercito e dei pompieri dall’ospedale regionale, che è al centro della città, all’“Humanitas” che invece è in periferia. Due i motivi di tale spostamento: le migliori attrezzature dell’Humanitas e il fatto che, essendo fuori mano, era più al riparo da sguardi indiscreti. Quel giorno diversi abitanti del luogo videro affluire presso l’Humanitas vari veicoli targati “Belo Horizonte”, con a bordo militari e personale medico della USP (Università di San Paolo) e Unicamp (Università Campinas). Nulla si sa del tipo di trattamento a cui furono sottoposti gli esseri. La documentazione relativa ad analisi, fotografie, filmati e i rimanenti dettagli sono in possesso di medici e militari. Non si sa se l’essere, che sicuramente è entrato vivo nell’ospedale Humanitas, lì sia deceduto e, se fosse morto, quali ne siano state le cause, se per malattia, o ferite, oppure perché venne indotto a morire.
22/1/96 – ore 16,00
L’ESA, con tre camion Mercedes14-18 coperti con un telone e altri veicoli del servizio segreto, operò il prelevamento degli esseri dall’ospedale Humanitas. Gli automezzi, per nascondere l’esatta destinazione, seguirono un tragitto tortuoso in città, prima di giungere sino al retro dell’Humanitas, servendosi anche di radiomobili e di telefoni cellulari. Ad aspettarli c’era un gruppo di quindici persone del personale medico, oltre ai militari.
Dall’ospedale uscì una scatola, simile ad una cassa da morto sostenuta da due carrelli e contenente forse il corpo di un essere. Il coperchio era stato sigillato, quindi avvolto e legato in un telo plastificato nero. All’interno del camion non si poteva vedere più niente. I tre camion giunsero all’ESA prima dell’imbrunire, dove li attendeva un sistema di scurezza per evitare qualsiasi indiscrezione. Nonostante ciò, durante il tragitto di ritorno dall’ESA, i camion furono visti transitare nel quartiere “Campestre” dal medico veterinario dello zoo di Varginha, il dott. Marcos A. Carvalho Mina e dal guardiano della Parmalat, Eduardo Bertolo Praxedes. La Parmalat si trova sulla strada che collega Varginha e Très Coroçoès e da lì il guardiano in quei giorni poté notare i continui spostamenti dei mezzi dell’esercito anche nel periodo precedente alla cattura degli esseri, confermando il racconto di Carlos De Souza.
23/1/96 – ore 4,00
Un camion speciale, preceduto da uno di piccole dimensioni e seguito da tre autocarri e altri mezzi senza targa, uscirono dall’ESA con destinazione Campinas, dove gli esseri furono consegnati ai dottori Fortunato Palhares e Conradin Mez (oppure Merve, o Nesve) presso l’Unicamp, i quali insieme a una équipe di civili e militari, iniziarono le autopsie e i rilievi scientifici. Il team del dottor Badan constatò che, all’arrivo del contenuto del camion, fu chiesto a tutti di allontanarsi dai laboratori. Uno degli esseri è stato trasferito in un laboratorio speciale nel sottosuolo dell’ospedale presso l’Unicamp. L’altro essere è stato messo in uno dei frigoriferi dell’IML (Istituto di Medicina Legale) presso il cimitero Dos Amarois.
Tutte le operazioni furono coordinate dal tenente colonnello Olimpio Wanderley Dos Santos, dal capitano Ramirez, dal tenente Tiberio Sellor della polizia dell’esercito e dal sergente Pedrosa. Alla guida dei camion c’erano i soldati Elbel e De Mello. Tutti i camion appartenevano all’ESA. I frammenti metallici appartenenti alla nave spaziale sono stati portati al CTA (Centro Tecnologico dell’Aeronautica) a São Josè Dos Campos e São Paulo, dove sono stati esaminati all’interno di un laboratorio segreto situato sulla strada Dos Tamoios. Si tratta di strutture equipaggiate dei più avanzati mezzi tecnologici e che, per accedervi, è necessaria una magnetica con un codice segreto e la registrazione della propria impronta digitale.
23/01/96
Secondo i racconti dei funzionari dell’équipe del dottor Badan Palhares presso l’Unicamp, nel laboratorio dell’università è arrivata una strana scatola metallica con centinaia di piccoli fori, probabilmente contenente l’extraterrestre vivo, portata da due militari dell’esercito. Un assistente ha condotto i militari fino ad un corridoio e, arrivati di fronte ad una porta, i tre sono stati fermati da altri militari che gli hanno intimato di posare la scatola sul pavimento e poi tornare indietro. I funzionari hanno riferito che, stranamente, il dottor Palhares nei giorni seguenti ha fatto richiesta dei più svariati generi alimentari: frutta, verdura, latte, zuppa, yogurt ecc. Palhares avrebbe dichiarato che nessuno sarebbe potuto rimanere faccia a faccia con l’extraterrestre, non solo per le sue orribili sembianze, ma soprattutto per il tremendo odore che emanava.
23/01/96
Un aereo “Bufalo” decollato dalla base aerea di Canossa a Rio Grande Do Sur è stato impiegato per trasportare a Varginha varie parti imballate per la costruzione di un radar portatile che doveva servire a registrare le presenze e gli spostamenti UFO in zona, vista la grande attività del fenomeno in quel periodo. Una presenza che ha persino allarmato i militari per la minaccia di una possibile azione di guerriglia.
25/01/96
Uomini delle forze aeree brasiliane e dell’esercito USA sono giunti in elicottero all’ESA, dove un’area è stata interdetta per accoglierli, seguiti da agenti dell’Intelligence provenienti da varie parti del Brasile. I militari che hanno partecipato all’operazione sono ancora oggi sorvegliati dai servizi segreti e militari dell’ESA hanno dichiarato che la situazione all’interno dell’istituto è stata molto tesa e che è stato proibito loro di parlare dell’argomento pena la reclusione. Altri hanno ricevuto delle onorificenze e per questo sono stati assegnati in altre città del Brasile.
26/01/96
All’università di Campèros sono arrivati vari militari che lavorano all’interno dell’ESA con lo scopo di selezionare alcuni scienziati brasiliani per missioni spaziali in Nord America.È opinione nostra e di diversi ricercatori che i militari americani siano a conoscenza di molti dettagli sui dischi volanti e sugli extraterrestri, visto che stanno collaborando con i brasiliani all’interno di laboratori segreti ed è lecito dubitare che il reale interesse nei confronti degli scienziati brasiliani sia di utilizzarli per missioni spaziali in Nord America.
07/02/96
Il soldato ventitreenne Marco Eli Cereze (foto sotto), da quattro anni in servizio nell’Intelligence della polizia militare a Varginha insieme ad un collega, il giorno 20/1/96, intorno alle ore 20,00 prese parte alla cattura di una strana creatura nel quartiere di Jardin Andere. Secondo la polizia militare quel giorno Cereze non era in servizio, mentre la famiglia testimonia che è stato impegnato fino alle due di notte. Poco dopo la tempesta abbattutasi sulla città, Marco è passato a casa della madre per indossare degli abiti asciutti e ha chiesto ai familiari di avvertire la moglie che sarebbe stato impegnato fino a tardi in una operazione di emergenza. Durante la cattura, la mattina del 20 Gennaio, i pompieri avevano utilizzato dei guanti speciali e non si sa se Marco li indossasse o se avesse toccato la creatura a mani nude. Da quel giorno Marco iniziò ad avere uno strano comportamento. Una volta, mentre guardava in televisione una trasmissione con le prime notizie della cattura degli strani esseri, ad un commento del padre che affermava che era tutto falso replicò che si trattava di cose molto serie e che se ne sarebbe parlato ampiamente in futuro. Diciassette giorni dopo la cattura, il 6 Febbraio Marco notò la presenza di uno strano gonfiore sotto l’ascella sinistra. Per questo si sottopose ad una microchirurgia presso l’ospedale della caserma, effettuata dal dottore tenente medico Robson Ferreira Melo. Nonostante l’intervento, i giorni successivi soffrì di dolori in tutto il corpo e di febbre alta.
11/02/96
Marco veniva ricoverato presso l’ospedale Bom Paster perché le sue condizioni di salute erano peggiorate. Quattro giorni dopo, al mattino presto, Marco veniva trasferito al CTI (Centro di Terapia Intensiva) dove poche ore più tardi, alle ore 12,00, si spegneva. È molto strano che sia stato sepolto solo tre ore dopo essere deceduto, senza neppure un funerale. Il referto sulla cartella clinica ne riportava il decesso a causa di un’insufficienza respiratoria acuta, setticemia e broncopolmonite. La sorella, Marta Antonia Tanares, ha chiesto l’apertura di un’inchiesta presso la questura di Varginha, attribuendo la morte del fratello ad un errore medico. Alla richiesta da parte del questore di Varginha, João Pedro Da Silva Figlio, presso l’istituto medico legale, di accedere ai verbali medici sul decesso di Marco, è seguito un completo rifiuto da parte dell’IML.
L’Istituto ha riportato alla luce il materiale, rimaneggiato, solo nel Gennaio ’97 quando, a seguito delle denunce pubbliche da parte degli ufologi, non aveva potuto continuare a nasconderlo. Il caso è stato archiviato e nessun medico è stato condannato. La morte di Marco è del tutto insolita, perché era un vero atleta. Nei mesi precedenti la cattura dell’E.T. Marco si era sottoposto ad esami per accedere al grado di sergente, dai quali risultò in perfetto stato di salute. Se stava così bene, com’è possibile sia morto di lì a poco? Potrebbe essere stato un errore medico, oppure è stato contaminato da un virus attraverso il contatto con l’alieno? Potrebbe darsi che i militari abbiano nascosto le creature perché portatrici di virus o batteri che annientano l’uomo velocemente, il che potrebbe creare una situazione di panico tra la popolazione. Thereza Christina Starace Tavares De Magalhàes, moglie dell’ex sindaco di Campinos, Adalberto Magalhàes Teixeira, è stata fermata all’ingresso dell’ospedale dell’università di Campinos mentre andava a trovare il marito ricoverato. La signora Thereza è riuscita ad entrare, dopo insistenze e con l’aiuto di un conoscente, il dottor Ottavio Rizzi Coelo. Alcune persone credono che il motivo dell’inagibilità dell’ospedale fosse dovuto alla presenza della creatura, portata lì in osservazione durante la notte. Thereza è potuta entrare in quanto consorte del sindaco, ma a molti visitatori fu impedito l’accesso.
01/03/96
Il Segretario di Stato americano Warren Christopher ha firmato insieme al Ministro degli Esteri Brasiliano Felipe Lampreia “l’accordo di cooperazione per l’uso pacifico dello spazio aereo”. Sorge spontanea una domanda: questo accordo ha qualcosa a che fare con il caso Varginha?
02/03/96
L’amministratore generale dell’agenzia spaziale statunitense NASA, Daniel Goldin, ha visitato l’INPE (Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale) e ha firmato dei documenti di cooperazione tra le due istituzioni. C’erano già stati accordi del genere, ma è insolito che un dirigente della NASA si sposti personalmente sul luogo per conoscere da vicino i mezzi e le tecnologie spaziali di un altro paese. Sia i civili che i militari che seguono il caso Varginha credono che le visite di Goldin e di Christopher in Brasile siano associate alla cattura degli extraterrestri e giustificano così la massiccia presenza dei militari della NASA in servizio all’Unicamp.
21/04/96 – ore 21,00
All’interno dello zoo di Varginha è in funzione un ristorante di nome “Il Paiquere”. Teresinha Sacco Clepf, di anni 67, e il marito Marcos Clepf, ex consigliere comunale della città, si trovavano in questo locale per festeggiare un compleanno. Durante la sera la signora Teresinha uscì sulla veranda e a circa quattro metri sulla destra vide un essere identico alla descrizione delle tre ragazze, eccetto che indossava un casco giallo sulla testa. Secondo il resoconto della Clepf, i grandi occhi dell’alieno sembravano emettere un bagliore bluastro che le ha permesso di vedere meglio il viso. L’alieno si trovava in piedi dietro la rete che delimitava la veranda e la signora non aveva potuto vedere il resto del corpo a causa dell’oscurità. Per alcuni istanti i due si sono guardati e poi la signora è corsa dentro al locale scossa dall’emozione. Dopo alcuni minuti la Clepf è tornata sulla veranda; l’alieno era ancora lì e la scrutava con i suoi grandi occhi. La reazione della signora fu allora di correre dal marito e di dirgli di voler lasciare il locale, senza dare spiegazioni. Solo in macchina gli raccontò del suo incontro con l’alieno, evento questo che ancora oggi le procura grande agitazione.
Misteriosamente, proprio nello stesso periodo, sono morti ben cinque animali dello zoo di Varginha, uno dei quali per intossicazione. Gli animali erano due cervi, un tapiro, un’ara blu e un marguai (piccolo felide sudamericano). Il dottor Marcos, veterinario dello zoo che ha spedito a Belo Horizonte le viscere degli animali per l’autopsia, crede che la loro morte sia una coincidenza, mentre la sua collega, la dottoressa Leyla, sostiene che è collegata alla presenza dell’alieno nello zoo. Verso la fine del mese, parlando con un pompiere, la dottoressa Leyla aveva detto scherzando: “Tu hai catturato l’alieno, io lo curerò!” L’immediata reazione del pompiere fu di intimarle di tacere.
29/04/96 – ore 22,00
La signora Luiza Helena Da Silva, madre delle due ragazze, ha ricevuto la visita di quattro uomini che hanno fatto irruzione senza identificarsi. Indossavano un completo scuro con cravatta; due erano più anziani, gli altri due erano giovani, due biondi e due scuri di capelli. Dopo aver sentito le ragazze, gli uomini hanno offerto alla donna una montagna di soldi in cambio della registrazione video dove Liliane e Valquiria dichiarano di non aver visto nessuna creatura e che era stato tutto uno scherzo. Non sappiamo se i quattro erano dei militari, dei fanatici religiosi o qualcuno che voleva “mettere alla prova” le due ragazze. La stessa cosa accadde al testimone João Basco Manoel, che per almeno tre volte è stato avvicinato da sconosciuti che gli hanno fatto minacce del tipo: “Stattene zitto o te ne pentirai”.
04/05/96 – ore 17,00
In una storica riunione, tenutasi a casa Ubirajara Rodrigues, a Varginha, dove erano presenti in tutto 48 persone tra ufologi e giornalisti, la signora Luiza, Liliane e Valquiria hanno informato la stampa sui tentativi di corruzione. Gli ufologi hanno dato alla stampa la lista completa dei nomi dei militari coinvolti nelle operazioni di cattura a Varginha. Tali notizie, che i giornalisti inviavano in tempo reale per cellulare alle redazioni dei rispettivi giornali, lasciarono interdetti i militari dell’ESA, impossibilitati a controbattere.
08/05/96 – ore 11,00
Il comandante dell’ESA, il Generale Sergio Pedro Coelho Lima, ha riunito la stampa e ha letto un documento, affermando che non c’era legame alcuno tra gli allievi della scuola sottufficiali e il materiale di cui essa è dotata, con i presunti eventi di Varginha.
Dopo uno scambio di battute il generale ha preso congedo, lasciando nei giornalisti la sensazione che l’esercito non fosse affatto estraneo all’operazione.
11/05/96
Un altro dato importante delle indagini sul caso Varginha consiste negli interrogatori condotti dal professor John Mack, docente in psichiatria dell’università di Harvard, autore del libro “Abduction – Human Encounters with Aliens”. Il professore dopo un incontro-intervista di varie ore con le ragazze, la madre e la signora Teresinha, è giunto alla conclusione che la loro versione corrispondesse effettivamente a verità e che avevano visto qualcosa di molto strano. Per gli ufologi la conclusione del dottor Mack è molto importante.
17/05/96 – ore 20,00
Hildo Lucio Gardino, un giovane di 20 anni, di ritorno a Varginha da Très Coroçoès, mentre si trovava a passare vicino alla fattoria dei signori Enrico e Oralina, ha visto sul bordo della strada un essere identico a quello descritto dalle tre ragazze, in procinto di attraversare. Per vedere meglio il ragazzo ha ridotto la velocità e ha acceso i fari abbaglianti; la creatura allora si è coperta il viso col braccio ed è rientrata nella vegetazione che fiancheggiava la strada. Potrebbe trattarsi dello stesso essere visto dalla signora Teresinha nello zoo in quanto, in quel periodo, almeno una creatura circolava libera nella zona.
29/05/96
Per la prima volta nella storia del Brasile, nonostante il quasi totale cover-up, un ministro dello Stato si riunisce con l’Alto Comando, fuori dalla capitale del Paese. Un fatto storico. Il ministro dell’Esercito, Zenildo Zoroastro de Lucena, insieme a 29 generali, incluso il Capo di Stato Maggiore, generale Delio de Assis Monteiro, il comandante militare del Sudest, generale Paulo Neves de Aquino, i dirigenti territoriali e otto comandanti militari dell’area si sono riuniti a Campinas, per risolvere una questione altrimenti risolvibile con militari di grado inferiore. Hanno visitato la Scuola Preparatoria dei Cadetti dell’Esercito per inaugurare il progetto EspCex 2000, sull’informatizzazione dell’educazione e la creazione di un ambiente moderno per i cadetti, e l’impianto di un sistema di monitoraggio satellitare. Poi hanno visitato il 28° BIB (Battaglione di Fanteria Blindata), per la preparazione di 26 analisti preposti alle procedure amministrative e all’addestramento. Il giorno dopo si sono recati nella città di Pirassununga, nei pressi di Campinas, al 2° Reggimento carri da combattimento, unità della 11° Fanteria Blindata, in vista dell’arrivo di 40 carri Leopard di produzione tedesca acquisiti recentemente. Non sussiste dubbio che tali movimenti a Campinas fossero in realtà collegati alle creature estranee. Militari dello Stato di San Paolo hanno dichiarato che nei giorni antecedenti si erano tenute diverse riunioni a Campinas, Pirassununga, Bragança Paulista, tutte coinvolgenti militari di grado elevato. Questo, non senza che emergessero divergenze fra di loro in merito alla gestione delle strane creature.
03/07/96
A Brasilia, la Camera approva un progetto che consente all’Aeronautica ampi poteri per ingaggiare aeronavi ostili, che ufficialmente non rispondano all’identificazione, nel contesto di voli clandestini o per traffici illegali. Si tratta di iniziative tese a fare dell’Aeronautica un mezzo di dissuasione per dischi volanti. Certamente, a causa degli UFO precipitati in tempi precedenti, quando l’Aeronautica era stata costretta ad azioni a distanza, limitandosi a registrare i fatti in foto e video.
Entità Biologiche Extraterrestri
Ad oggi si ha l’assoluta certezza della cattura di due esseri, su conferma dei militari che parteciparono ai fatti. Il primo, catturato al mattino dai vigili del fuoco e posto in cattività presso l’UNICAMP; l’altro preso di notte dalla Polizia Militare, deceduto all’interno dell’ospedale Humanitas e quindi trasportato anch’esso all’UNICAMP. Per quanto concerne gli altri due esseri, catturati nella serata, continuano le indagini, non avendo altri testimoni militari disposti a collaborare, potendoci dunque attenere all’ipotesi che uno degli esseri sia stato colpito da tre colpi di fucile FAL e il cui cadavere sarebbe stato portato all’UNICAMP; l’ultimo, ancora in vita, sarebbe stato trasportato negli Stati Uniti oppure si troverebbe all’interno dell’UNICAMP. Questi esseri sono stati classificati come tipo Delta. Si tratta di un tipo di creature-animali addestrate e usate dagli esseri Alfa e Beta in missioni molto semplici, come la raccolta di vegetali e minerali. Una specie di scimmie di origine extraterrestre, ma più intelligenti delle nostre. Gli ufologi le classificano come EBE-Entità Biologiche Extraterrestri. Per quanto si sa ad oggi, a Varginha sono stati catturati tre esseri dalla pelle viscida, di colore marrone, e con tutto il corpo coperto da peluria. Entrambe i tipi hanno occhi rossastri, enormi e protuberanti.
Negazioni non plausibili
Per capire il grande spiegamento di forze militari a Varginha, è stato detto che si trattava del reclutamento di nuove unità, con arrivo previsto la settimana seguente. Il grande movimento di veicoli militari è stato dovuto ai controlli della convergenza, presso la ditta Automaco. Strano, il sabato e la domenica, quando è stato registrato il movimento maggiore, la Automaco è chiusa.
Il grande movimento di militari all’Ospedale Regionale, è stato attribuito all’esumazione del cadavere di un giovane deceduto. La data dell’esumazione è il 30 Gennaio, i movimenti dei militari sono stati registrati nei giorni 20, 21 e 22 di Gennaio. Nessuno ha potuto spiegare perché i militari dovessero seguire tale “esumazione”. Per la grande attività presso l’Ospedale Humanitas, è stato detto che era dovuta all’arrivo di nuove apparecchiature per trapianti cardiaci. Ora, cosa c’entrano l’Esercito, il Corpo dei Vigili del Fuoco, e la Polizia Militare con l’installazione di queste nuove apparecchiature? Trapianti di cuore per esseri extraterrestri?
Le dichiarazioni fornite alla stampa dal dottor Adilson Usier Leite, direttore dell’Ospedale Regionale e da uno dei responsabili dell’Ospedale Humanitas, hanno ribadito che il corpo di una certa persona deceduta per un incidente occorso ad un camion dei pompieri, era stato portato al Regionale, in seguito ad esumazione. D’altro canto, il capitano Pedro Alvarenga, comandante della 13° Compagnia del Corpo dei Vigili del Fuoco ha dichiarato che non si è avuta alcuna attività del genere. I dottori Adilson e Alvarenga dovrebbero mettersi d’accordo, altrimenti alla popolazione di Varginha non resta che pensare che quello che era stato trasportato all’Ospedale Regionale, a bordo di un camion dei pompieri, era davvero il corpo di un extraterrestre, e non quello di un comune essere. Per spiegare il grande movimento di militari all’UNICAMP, è stato detto che stavano seguendo gli studi sulle ossa di morti ad Araguaia, solo che quelle ossa stavano lì già da quattro anni. Gli ufologi brasiliani non hanno dubbi su quanto è accaduto a Varginha. Tutto quello che qui è stato descritto, è appena una parte della storia. Molti altri fatti nuovi sono attesi e verranno alla luce. È solo questione di tempo.
NOTA FINALE
L’ufologo indipendente Vitório Pacaccini, di origini italiane, è stato fra i principali investigatori del caso Varginha ed inquirente del CICOANI (Centro di Investigazione Civile sugli Oggetti Aerei Non Identificati). Coautore del libro “O Incidente em Varginha”, ha apertamente denunciato l’insabbiamento del caso da parte delle autorità militari. Negli ultimi tempi ha collaborato con il regista americano James Fox nel documentario “Moment of Contact”, in cui viene intervistato per la prima volta il dottor Italo Venturelli, che assistette uno degli alieni catturati.
Cronache rock, incontri ravvicinati e altre dimensioni
Un giornalista ufologo disegna un percorso che parla di destino e d’amore in un universo che così poco conosciamo.
Prefazioni di Carlo Barbera ed Ernesto Assante
Dal 1971, quando un incidente stradale lo portò a vivere un’esperienza di pre-morte, al 2010, quando una seduta di ipnosi regressiva gli ha mostrato una realtà rimossa dalla memoria cosciente, quanto appare in questo libro è legato alla risonanza, al principio che rende le nostre vite collegate e comunicanti, anche se non ce ne accorgiamo.
Giornalista investigativo e ricercatore del mistero, Maurizio Baiata è cresciuto con la musica rock nel sangue. Altrove, assoluto e alieni sono per lui lo specchio esteriore di uno stesso mondo, al quale a volte abbiamo accesso, se il nostro sé vuole compiere il percorso legato al soprannaturale, a tutte le creature nel cosmo, alle nostre vite passate, presenti e future.
Le esperienze di contatto con altri esseri e attraverso altre dimensioni diventano allora una via di uscita dal buio dell’anima, verso il risveglio, sul piano individuale, collettivo e cosmico della coscienza.
Quindi, un mosaico di testimonianze, di incontri straordinari, di luci e ombre su distanze oceaniche, di sensazioni e scoperte, di prove, interrogativi e alcune certezze.