Di Claudeir Covo (1950-2012) – Ubirajara Franco Rodriguez
A cura di Maurizio Baiata – 24 Aprile 2026
Dopo anni di intense investigazioni e di raccolta dati, gli ufologi brasiliani degli importanti gruppi di ricerca ai quali appartengono, non hanno più alcun dubbio su ciò che avvenne a Varginha il 20 Gennaio 1996 e i giorni successivi: una reale, complessa operazione che vide coinvolte le autorità militari, oltre ad un gruppo di professionisti civili, conclusasi con la cattura di “EBE” (Entità Biologiche Extraterrestri) tenute sotto sorveglianza medica per essere trasferite altrove, lontano dalla città. Probabilmente, finirono nelle mani delle forze speciali statunitensi addette alla gestione e ai recuperi degli UFO crash ovunque nel mondo.
Si trattò di un fatto senza precedenti in Brasile, che può essere ancora fonte non solo di importanti conoscenze, ma anche di profonde acquisizioni filosofiche e culturali. È opinione diffusa in seno alla comunità ufologica internazionale che la mancanza di informazione corretta da parte dei media risponda a un piano ben preciso. Da troppi anni l’opinione pubblica non riceve notizie attendibili e accertate sugli eventi UFO, e questo deve cambiare, in nome del diritto di tutta la popolazione mondiale di conoscere la Verità.

La maggior parte della popolazione di Varginha, un’importante città a sud di Minas Gerais, non si è mai resa conto di quanto realmente accadde nella regione il 20 Gennaio1996 e a tutt’oggi la città si domanda se tutto ciò che è stato reso pubblico non sia solo “un’allucinazione” da parte degli ufologi brasiliani, oppure se sia accaduto qualcosa di straordinario.
Nei giorni successivi all’incidente, dei 120.000 abitanti di Varginha, a centinaia vissero un’esperienza singolare, ma solo alcune decine hanno avuto il coraggio di contattare gli ufologi impegnati nel caso per riferire ciò che avevano visto. Molti civili hanno partecipato direttamente o indirettamente agli avvenimenti, ma la maggioranza ha rinunciato a fornire il proprio contributo alle indagini, per timore del ridicolo, di perdere il posto di lavoro, probabilmente a causa di interessi celati, oppure perché minacciati dai militari. Che questi ultimi abbiano tenuto la “bocca chiusa” per paura è comprensibile, dato il rischio di severe sanzioni disciplinari come la corte marziale, umiliazioni, prigione, trasferimenti (pena invisibile), tuttavia l’omertà dei civili in questa situazione non è accettabile. Quando le evidenze risulteranno pubbliche e gli avvenimenti chiariti, i testimoni reticenti proveranno rimorso per non aver collaborato nascondendo informazioni preziose per tutta l’umanità. Varginha non è meno importante del caso Roswell.

La solerzia degli apparati militari
Probabilmente, a Varginha, gli eventi sarebbero rimasti ignoti se non vi avesse abitato l’avvocato e ufologo Ubirajara Franco Rodrigues, il primo a stabilire la natura e la portata del caso. Il 21 Gennaio ’96 Ubirajara, avvertito dell’avvistamento che tre ragazze avevano fatto di un essere extraterrestre in un terreno incolto alla periferia della città, vi si diresse immediatamente da S. Torrè das Letras, città dove si trovava. Seppe inoltre che alcune creature erano state catturate dai militari e portate nell’ospedale della regione. Una settimana dopo aver avviato le ricerche, Ubirajara iniziò a rilasciare interviste e a divulgare alcuni fatti alla stampa. Successivamente, altri settanta ufologi giunsero in città per dare il loro contributo alle ricerche, sia a livello di divulgazione che di informazione. Il “caso Varginha” si trova ancora oggi nel centro del mirino. Centinaia sono le testimonianze, tra civili e militari, alcune registrate su nastro o su video e contenenti importanti dichiarazioni, ma va da sé i nomi delle persone coinvolte per il momento non possono essere rivelati. Inoltre, le investigazioni hanno portato alla luce innumerevoli dettagli che vengono presentati in sintesi in questo lavoro, che non è che una piccola parte degli eventi del caso “E.T. di Varginha”. Tutte le attività che hanno visto coinvolti i militari brasiliani sono state da loro stessi ufficialmente smentite, visto che l’argomento “oggetti non identificati” ed esseri extraterrestri è considerato di “Sicurezza Nazionale” e per questo viene tenuto occultato.


Oltre a Varginha, da altre città sono arrivate segnalazioni di avvistamenti, atterraggi, effetti elettromagnetici, contatti con alieni e attacchi alle persone, nonché registrazioni sui radar delle Forze Aeree Brasiliane con più di 40 oggetti aerei non identificati nella regione a sud di Minas Gerais. Tra le località, Joaçaba nello Stato di Santa Caterina, Piricicaba e altre all’interno e sulla costa dello Stato di San Paolo a sud di Minas Gerais, il comune di Guarabira nello Stato del Paraiba e a Manaus in Amazzonia. Anche basi del Nord America avevano già individuato la presenza di tali oggetti e, a loro volta, avevano avvertito il governo brasiliano attraverso l’ENFA (Stato Maggiore delle Forze Armate). Contemporaneamente, il CINDACTA I (Centro Integrato di Difesa e Controllo del Traffico Aereo) a Brasilia, aveva rilevato gli intrusi, mentre fonti militari riferivano di un accordo di cooperazione tra Brasile e Stati Uniti riguardo alla questione UFO. A seguire, tutta la sequenza degli eventi in base alle indagini da noi condotte.

13/1/1996 – ore 1,30
Oralina Augusta De Freitas, 37 anni, abitante in una fattoria a 10 km dal centro di Varginha, mentre guardava la TV sentì la mandria correre da una parte all’altra del pascolo. Aprì la finestra e vide una nave spaziale che sorvolava il campo antistante. Svegliò il marito e insieme per circa 40 minuti osservarono le lente evoluzioni della navicella, grande quanto un minibus a forma di sottomarino, che sorvolava il luogo a cinque metri dal suolo. Aveva le luci spente e una sezione anteriore danneggiata e emanava una grossa nube di fumo bianco. Sembrava ci fosse un foro nella fusoliera. La coppia disse che la nave non emetteva alcun rumore e che i pezzi della fusoliera sbattevano al vento. L’oggetto proseguì in direzione di Jardin Andere, un quartiere di Varginha. Le prime supposizioni furono una avaria dovuta a un’esplosione, forse a causa di una collisione, oppure da una scarica elettrica atmosferica, o che potesse essere stato colpito da un qualche ordigno militare. Probabilmente le parti della fusoliera corrispondenti al foro si erano disperse in qualche luogo non individuato. Non si ha ancora la risposta definitiva su come siano stati provocati i danni alla nave e se i frammenti siano stati raccolti dai militari. Non si sa cosa sia accaduto nel tragitto dell’UFO tra la fattoria della coppia e il Jardin Andere. Forse i militari ne sanno qualcosa. Forse la nave atterrò mentre gli alieni (probabilmente di tipo Alfa) cercavano di rimetterla in sesto.

Nel frattempo l’equipaggio (probabilmente di tipo Delta), intuendo che la nave poteva esplodere da un momento all’altro, è uscito attraverso il buco che si era formato nella struttura. La seconda ipotesi è che la nave sorvolò la fattoria a cinque metri dal suolo in 40 minuti e che, a causa della topografia irregolare della regione, la distanza da terra sarebbe stata sufficiente a far saltare gli esseri Delta al di fuori. Una terza ipotesi, è quella del passaggio della nave tra gli alberi d’eucalipto di Jardin Andere, aggrappati ai quali gli alieni avrebbero potuto abbandonare la nave, ma è improbabile, data la dichiarazione di un militare secondo cui gli extraterrestri percorsero almeno 10 chilometri fino a raggiungere la piccola foresta a quattro km da Varginha e a 500 metri dall’abitazione di Ubirajara Franco Rodrigues.
13/1/96 – ore 8,00 (forse 20/1/96) L’impresario e pilota di deltaplani Carlos De Souza, residente a São Paulo, nella notte del 12/1/96 è partito da São Paulo in direzione di Très Caraçoès nel Minas Gerais, dove insieme ad amici avrebbe lavorato alla preparazione di un campionato di deltaplani. Carlos non ne è certo, ma la data dell’accaduto doveva essere il 13 Gennaio. Nella notte precedente Carlos pernottò nell’albergo Hawaii 5.0 a Mariporà, presso l’autostrada “Ternão Dias”. Intorno alle quattro del mattino si svegliò e intraprese il viaggio verso destinazione. Guidava un fuoristrada “PickUp Fiorino” rosso e, a circa cinque km dal bivio per Varginha, alle otto del mattino, sentì un rombo sordo di motore. Pensando che fosse la sua auto scese a controllare, e scoprì che era un UFO in volo alla sua sinistra a un’altezza di circa 120 metri e si dirigeva da Varginha a Très Coraçoès. La nave aveva un colore metallico, quattro finestre rotonde di 10 o 12 metri di diametro ognuna per ambedue i lati, era sigariforme e leggermente ovale. Nella parte destra c’era un foro del diametro di un metro e mezzo da cui usciva molto fumo bianco. Secondo le sue descrizioni, la nave era uguale a quella avvistata da Enrico e Oralina, ad eccezione del rumore. Probabilmente si trattava dello stesso oggetto, che i militari inseguirono tutta la notte. La nave sorvolò l’autostrada allontanandosi ad una velocità di circa 80/100 km/h. Carlos inseguì per una ventina di chilometri l’oggetto che si era spostato sulla destra della macchina. Quindi notò che diminuiva rapidamente di quota fino a cadere dentro la foresta. Carlos, trovata una strada per raggiungere il presunto luogo dell’impatto, arrivò trenta minuti dopo e vide la nave atterrata su un campo aperto di proprietà di Maiolini (impresa commerciale di materiali da costruzione) a Très Coraçoès. La nave era totalmente distrutta e si era frantumata in piccoli pezzi metallici. Afferrò un pezzo di quel materiale che era una specie di foglio metallico molto leggero. Cercò di accartocciarlo, ma riprese la sua forma originale senza lasciare alcun segno di deformazione. Più avanti vide un elicottero, due camion dell’esercito e un’autoambulanza della Croce Rossa. Nel luogo si trovavano anche 30 o 40 uomini tra esercito e polizia e almeno due infermieri. Osservò il gruppo intento a raccogliere i pezzi più piccoli e distanti. C’era anche un forte odore di etere che circondava l’acqua sulfurea.

Carlos non vide gli esseri, ma fu certo della loro presenza. Si spaventò quando un poliziotto alto sul metro e novanta, con un colpo sulla spalla sottrasse dalle sue mani il pezzo di metallo che aveva trattenuto dicendogli: “Vattene via e ricordati: non hai visto niente”, poi sopraggiunsero altri poliziotti che lo indussero ad andarsene immediatamente. Ritornato alla macchina, riprese la strada verso San Paolo. Si fermò in un autogrill, dove due uomini in abiti civili, ma che dal taglio di capelli sembravano militari, lo interrogarono, e quando Carlos rispose che aveva visto tutto e intuiva che fosse successo qualcosa di strano, anzi di illecito, lo minacciarono. Inoltre, dalla targa della sua macchina in quelle due ore avevano preso informazioni, sapevano dove viveva, conoscevano i componenti della sua famiglia, il suo lavoro e così via. Decise di tornare a San Paolo. Non raccontò nulla a nessuno, tranne a sua moglie e a due amici, dopo averlo tenuto nascosto per oltre otto mesi. Solo quando un suo collega gli parlò del caso degli “E.T. di Varginha” pubblicato sulla rivista “Planeta” nel Settembre ’96, Carlos decise di raccontare tutto. Non aveva intenzione di parlarne perché aveva già vissuto un’esperienza di rapimento in famiglia all’epoca della dittatura e non voleva rischiare di coinvolgere nuovamente i suoi familiari.

20/1/96 – ore 8,30
I pompieri della regione di Varginha ricevettero una telefonata anonima che denunciava l’apparizione di uno strano essere nel quartiere di Jardin Andere. Ad inoltrarla fu un residente della zona, oppure l’esercito. Sotto gli ordini del maggiore Maciel, munito di guanti, reti e una vettura con dieci uomini, partirono in direzione del luogo dell’avvistamento. Una volta arrivati, presero a cercare qualcosa che probabilmente non avevano mai visto prima. Varie persone del quartiere videro il grande movimento creato dai vigili del fuoco, ma non hanno testimoniato.
20/1/96 – ore 10,30
Il venditore ambulante di pesce, João Bosco Manoel, mentre camminava a Jardin Andere, vide un camion dei pompieri parcheggiato nella “Via Um”. Notò due di loro correre agitati e incuriosito, si avvicinò ad un muro che separava la strada dal campo dove si trovavano i pompieri e dall’alto li vide caricare uno strano essere avvolto in una rete, che cercavano di coprire con il proprio corpo per impedirne la vista ai passanti. Il venditore però riuscì a distinguere il piede della creatura, di colore marrone scuro. Il capo del comando gridava ai suoi uomini di fare più in fretta possibile. I quattro pompieri che caricavano la creatura furono aiutati dagli altri sei che erano già nella vettura. La creatura sembrava tramortita e non aveva opposto resistenza ai militari che la catturarono con una rete, i sergenti Palhares e Rubens, ed i soldati Santos e Nivaldo. Partirono velocemente in direzione del quartiere Santana. E in quel momento João Bosco, che osservava a pochi metri di distanza, sentì un fortissimo odore di ammoniaca che gli bruciava gli occhi e il naso. Erano presenti anche due ragazze, sui 14-16 anni, che seguivano la scena e sembravano aver fastidio agli occhi per lo stesso motivo. Al lavoro sul tetto di una casa a un centinaio di metri, dei muratori videro il movimento dei pompieri per catturare la creatura. Uno di loro, Henrique Josè De Souza, chiese a sei persone presenti sul luogo cosa fosse successo e gli fu risposto che i pompieri avevano catturato un essere insolito.

Un militare ci ha informato che l’essere fu consegnato ai colleghi dell’ESA, ancora avvolto nella rete e sistemato in una scatola di legno, coperta con un telo e depositata sul pianale posteriore di un camion dell’esercito e quindi trasportata alla scuola degli ufficiali a Très Coraçoès, mentre la vettura dei pompieri rientrò a Varginha. L’esercito mantenne la creatura imprigionata per uno o due giorni all’ESA, ma c’è chi sostiene che la creatura fu tenuta prigioniera dalla Polizia Militare nel quartiere “Santana”, a Varginha. Poco dopo l’alieno fu trasferito all’Università di Campinas (Unicamp) e consegnato alle cure dei dottori Fortunato Badau Palhares e Conradin Metz. Si ritiene che la creatura sia stata tenuta per diverso tempo presso l’Università di Campinas a S. Paolo.
21/1/96 – ore 1,30
Domenica notte i militari decisero di trasferire le “strane creature” dall’ospedale regionale all’ospedale Humanitas. Furono in parecchi a notare un insolito movimento di mezzi dell’esercito e dei pompieri dall’ospedale regionale, che è al centro della città, all’“Humanitas” che invece è in periferia. Due i motivi di tale spostamento: le migliori attrezzature dell’Humanitas e il fatto che, essendo fuori mano, era più al riparo da sguardi indiscreti. Quel giorno diversi abitanti del luogo videro affluire presso l’Humanitas vari veicoli targati “Belo Horizonte”, con a bordo militari e personale medico della USP (Università di San Paolo) e Unicamp (Università Campinas). Nulla si sa del tipo di trattamento a cui furono sottoposti gli esseri. La documentazione relativa ad analisi, fotografie, filmati e i rimanenti dettagli sono in possesso di medici e militari. Non si sa se l’essere, che sicuramente è entrato vivo nell’ospedale Humanitas, lì sia deceduto e, se fosse morto, quali ne siano state le cause, se per malattia, o ferite, oppure perché venne indotto a morire.

22/1/96 – ore 16,00
L’ESA, con tre camion Mercedes14-18 coperti con un telone e altri veicoli del servizio segreto, operò il prelevamento degli esseri dall’ospedale Humanitas. Gli automezzi, per nascondere l’esatta destinazione, seguirono un tragitto tortuoso in città, prima di giungere sino al retro dell’Humanitas, servendosi anche di radiomobili e di telefoni cellulari. Ad aspettarli c’era un gruppo di quindici persone del personale medico, oltre ai militari.
Dall’ospedale uscì una scatola, simile ad una cassa da morto sostenuta da due carrelli e contenente forse il corpo di un essere. Il coperchio era stato sigillato, quindi avvolto e legato in un telo plastificato nero. All’interno del camion non si poteva vedere più niente. I tre camion giunsero all’ESA prima dell’imbrunire, dove li attendeva un sistema di scurezza per evitare qualsiasi indiscrezione. Nonostante ciò, durante il tragitto di ritorno dall’ESA, i camion furono visti transitare nel quartiere “Campestre” dal medico veterinario dello zoo di Varginha, il dott. Marcos A. Carvalho Mina e dal guardiano della Parmalat, Eduardo Bertolo Praxedes. La Parmalat si trova sulla strada che collega Varginha e Très Coroçoès e da lì il guardiano in quei giorni poté notare i continui spostamenti dei mezzi dell’esercito anche nel periodo precedente alla cattura degli esseri, confermando il racconto di Carlos De Souza.
23/1/96 – ore 4,00
Un camion speciale, preceduto da uno di piccole dimensioni e seguito da tre autocarri e altri mezzi senza targa, uscirono dall’ESA con destinazione Campinas, dove gli esseri furono consegnati ai dottori Fortunato Palhares e Conradin Mez (oppure Merve, o Nesve) presso l’Unicamp, i quali insieme a una équipe di civili e militari, iniziarono le autopsie e i rilievi scientifici. Il team del dottor Badan constatò che, all’arrivo del contenuto del camion, fu chiesto a tutti di allontanarsi dai laboratori. Uno degli esseri è stato trasferito in un laboratorio speciale nel sottosuolo dell’ospedale presso l’Unicamp. L’altro essere è stato messo in uno dei frigoriferi dell’IML (Istituto di Medicina Legale) presso il cimitero Dos Amarois.
Tutte le operazioni furono coordinate dal tenente colonnello Olimpio Wanderley Dos Santos, dal capitano Ramirez, dal tenente Tiberio Sellor della polizia dell’esercito e dal sergente Pedrosa. Alla guida dei camion c’erano i soldati Elbel e De Mello. Tutti i camion appartenevano all’ESA. I frammenti metallici appartenenti alla nave spaziale sono stati portati al CTA (Centro Tecnologico dell’Aeronautica) a São Josè Dos Campos e São Paulo, dove sono stati esaminati all’interno di un laboratorio segreto situato sulla strada Dos Tamoios. Si tratta di strutture equipaggiate dei più avanzati mezzi tecnologici e che, per accedervi, è necessaria una magnetica con un codice segreto e la registrazione della propria impronta digitale.

23/01/96
Secondo i racconti dei funzionari dell’équipe del dottor Badan Palhares presso l’Unicamp, nel laboratorio dell’università è arrivata una strana scatola metallica con centinaia di piccoli fori, probabilmente contenente l’extraterrestre vivo, portata da due militari dell’esercito. Un assistente ha condotto i militari fino ad un corridoio e, arrivati di fronte ad una porta, i tre sono stati fermati da altri militari che gli hanno intimato di posare la scatola sul pavimento e poi tornare indietro. I funzionari hanno riferito che, stranamente, il dottor Palhares nei giorni seguenti ha fatto richiesta dei più svariati generi alimentari: frutta, verdura, latte, zuppa, yogurt ecc. Palhares avrebbe dichiarato che nessuno sarebbe potuto rimanere faccia a faccia con l’extraterrestre, non solo per le sue orribili sembianze, ma soprattutto per il tremendo odore che emanava.
23/01/96
Un aereo “Bufalo” decollato dalla base aerea di Canossa a Rio Grande Do Sur è stato impiegato per trasportare a Varginha varie parti imballate per la costruzione di un radar portatile che doveva servire a registrare le presenze e gli spostamenti UFO in zona, vista la grande attività del fenomeno in quel periodo. Una presenza che ha persino allarmato i militari per la minaccia di una possibile azione di guerriglia.
25/01/96
Uomini delle forze aeree brasiliane e dell’esercito USA sono giunti in elicottero all’ESA, dove un’area è stata interdetta per accoglierli, seguiti da agenti dell’Intelligence provenienti da varie parti del Brasile. I militari che hanno partecipato all’operazione sono ancora oggi sorvegliati dai servizi segreti e militari dell’ESA hanno dichiarato che la situazione all’interno dell’istituto è stata molto tesa e che è stato proibito loro di parlare dell’argomento pena la reclusione. Altri hanno ricevuto delle onorificenze e per questo sono stati assegnati in altre città del Brasile.

26/01/96
All’università di Campèros sono arrivati vari militari che lavorano all’interno dell’ESA con lo scopo di selezionare alcuni scienziati brasiliani per missioni spaziali in Nord America.È opinione nostra e di diversi ricercatori che i militari americani siano a conoscenza di molti dettagli sui dischi volanti e sugli extraterrestri, visto che stanno collaborando con i brasiliani all’interno di laboratori segreti ed è lecito dubitare che il reale interesse nei confronti degli scienziati brasiliani sia di utilizzarli per missioni spaziali in Nord America.
07/02/96
Il soldato ventitreenne Marco Eli Cereze (foto sotto), da quattro anni in servizio nell’Intelligence della polizia militare a Varginha insieme ad un collega, il giorno 20/1/96, intorno alle ore 20,00 prese parte alla cattura di una strana creatura nel quartiere di Jardin Andere. Secondo la polizia militare quel giorno Cereze non era in servizio, mentre la famiglia testimonia che è stato impegnato fino alle due di notte. Poco dopo la tempesta abbattutasi sulla città, Marco è passato a casa della madre per indossare degli abiti asciutti e ha chiesto ai familiari di avvertire la moglie che sarebbe stato impegnato fino a tardi in una operazione di emergenza. Durante la cattura, la mattina del 20 Gennaio, i pompieri avevano utilizzato dei guanti speciali e non si sa se Marco li indossasse o se avesse toccato la creatura a mani nude. Da quel giorno Marco iniziò ad avere uno strano comportamento. Una volta, mentre guardava in televisione una trasmissione con le prime notizie della cattura degli strani esseri, ad un commento del padre che affermava che era tutto falso replicò che si trattava di cose molto serie e che se ne sarebbe parlato ampiamente in futuro. Diciassette giorni dopo la cattura, il 6 Febbraio Marco notò la presenza di uno strano gonfiore sotto l’ascella sinistra. Per questo si sottopose ad una microchirurgia presso l’ospedale della caserma, effettuata dal dottore tenente medico Robson Ferreira Melo. Nonostante l’intervento, i giorni successivi soffrì di dolori in tutto il corpo e di febbre alta.

11/02/96
Marco veniva ricoverato presso l’ospedale Bom Paster perché le sue condizioni di salute erano peggiorate. Quattro giorni dopo, al mattino presto, Marco veniva trasferito al CTI (Centro di Terapia Intensiva) dove poche ore più tardi, alle ore 12,00, si spegneva. È molto strano che sia stato sepolto solo tre ore dopo essere deceduto, senza neppure un funerale. Il referto sulla cartella clinica ne riportava il decesso a causa di un’insufficienza respiratoria acuta, setticemia e broncopolmonite. La sorella, Marta Antonia Tanares, ha chiesto l’apertura di un’inchiesta presso la questura di Varginha, attribuendo la morte del fratello ad un errore medico. Alla richiesta da parte del questore di Varginha, João Pedro Da Silva Figlio, presso l’istituto medico legale, di accedere ai verbali medici sul decesso di Marco, è seguito un completo rifiuto da parte dell’IML.
L’Istituto ha riportato alla luce il materiale, rimaneggiato, solo nel Gennaio ’97 quando, a seguito delle denunce pubbliche da parte degli ufologi, non aveva potuto continuare a nasconderlo. Il caso è stato archiviato e nessun medico è stato condannato. La morte di Marco è del tutto insolita, perché era un vero atleta. Nei mesi precedenti la cattura dell’E.T. Marco si era sottoposto ad esami per accedere al grado di sergente, dai quali risultò in perfetto stato di salute. Se stava così bene, com’è possibile sia morto di lì a poco? Potrebbe essere stato un errore medico, oppure è stato contaminato da un virus attraverso il contatto con l’alieno? Potrebbe darsi che i militari abbiano nascosto le creature perché portatrici di virus o batteri che annientano l’uomo velocemente, il che potrebbe creare una situazione di panico tra la popolazione. Thereza Christina Starace Tavares De Magalhàes, moglie dell’ex sindaco di Campinos, Adalberto Magalhàes Teixeira, è stata fermata all’ingresso dell’ospedale dell’università di Campinos mentre andava a trovare il marito ricoverato. La signora Thereza è riuscita ad entrare, dopo insistenze e con l’aiuto di un conoscente, il dottor Ottavio Rizzi Coelo. Alcune persone credono che il motivo dell’inagibilità dell’ospedale fosse dovuto alla presenza della creatura, portata lì in osservazione durante la notte. Thereza è potuta entrare in quanto consorte del sindaco, ma a molti visitatori fu impedito l’accesso.
01/03/96
Il Segretario di Stato americano Warren Christopher ha firmato insieme al Ministro degli Esteri Brasiliano Felipe Lampreia “l’accordo di cooperazione per l’uso pacifico dello spazio aereo”. Sorge spontanea una domanda: questo accordo ha qualcosa a che fare con il caso Varginha?
02/03/96
L’amministratore generale dell’agenzia spaziale statunitense NASA, Daniel Goldin, ha visitato l’INPE (Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale) e ha firmato dei documenti di cooperazione tra le due istituzioni. C’erano già stati accordi del genere, ma è insolito che un dirigente della NASA si sposti personalmente sul luogo per conoscere da vicino i mezzi e le tecnologie spaziali di un altro paese. Sia i civili che i militari che seguono il caso Varginha credono che le visite di Goldin e di Christopher in Brasile siano associate alla cattura degli extraterrestri e giustificano così la massiccia presenza dei militari della NASA in servizio all’Unicamp.

21/04/96 – ore 21,00
All’interno dello zoo di Varginha è in funzione un ristorante di nome “Il Paiquere”. Teresinha Sacco Clepf, di anni 67, e il marito Marcos Clepf, ex consigliere comunale della città, si trovavano in questo locale per festeggiare un compleanno. Durante la sera la signora Teresinha uscì sulla veranda e a circa quattro metri sulla destra vide un essere identico alla descrizione delle tre ragazze, eccetto che indossava un casco giallo sulla testa. Secondo il resoconto della Clepf, i grandi occhi dell’alieno sembravano emettere un bagliore bluastro che le ha permesso di vedere meglio il viso. L’alieno si trovava in piedi dietro la rete che delimitava la veranda e la signora non aveva potuto vedere il resto del corpo a causa dell’oscurità. Per alcuni istanti i due si sono guardati e poi la signora è corsa dentro al locale scossa dall’emozione. Dopo alcuni minuti la Clepf è tornata sulla veranda; l’alieno era ancora lì e la scrutava con i suoi grandi occhi. La reazione della signora fu allora di correre dal marito e di dirgli di voler lasciare il locale, senza dare spiegazioni. Solo in macchina gli raccontò del suo incontro con l’alieno, evento questo che ancora oggi le procura grande agitazione.
Misteriosamente, proprio nello stesso periodo, sono morti ben cinque animali dello zoo di Varginha, uno dei quali per intossicazione. Gli animali erano due cervi, un tapiro, un’ara blu e un marguai (piccolo felide sudamericano). Il dottor Marcos, veterinario dello zoo che ha spedito a Belo Horizonte le viscere degli animali per l’autopsia, crede che la loro morte sia una coincidenza, mentre la sua collega, la dottoressa Leyla, sostiene che è collegata alla presenza dell’alieno nello zoo. Verso la fine del mese, parlando con un pompiere, la dottoressa Leyla aveva detto scherzando: “Tu hai catturato l’alieno, io lo curerò!” L’immediata reazione del pompiere fu di intimarle di tacere.
29/04/96 – ore 22,00
La signora Luiza Helena Da Silva, madre delle due ragazze, ha ricevuto la visita di quattro uomini che hanno fatto irruzione senza identificarsi. Indossavano un completo scuro con cravatta; due erano più anziani, gli altri due erano giovani, due biondi e due scuri di capelli. Dopo aver sentito le ragazze, gli uomini hanno offerto alla donna una montagna di soldi in cambio della registrazione video dove Liliane e Valquiria dichiarano di non aver visto nessuna creatura e che era stato tutto uno scherzo. Non sappiamo se i quattro erano dei militari, dei fanatici religiosi o qualcuno che voleva “mettere alla prova” le due ragazze. La stessa cosa accadde al testimone João Basco Manoel, che per almeno tre volte è stato avvicinato da sconosciuti che gli hanno fatto minacce del tipo: “Stattene zitto o te ne pentirai”.

04/05/96 – ore 17,00
In una storica riunione, tenutasi a casa Ubirajara Rodrigues, a Varginha, dove erano presenti in tutto 48 persone tra ufologi e giornalisti, la signora Luiza, Liliane e Valquiria hanno informato la stampa sui tentativi di corruzione. Gli ufologi hanno dato alla stampa la lista completa dei nomi dei militari coinvolti nelle operazioni di cattura a Varginha. Tali notizie, che i giornalisti inviavano in tempo reale per cellulare alle redazioni dei rispettivi giornali, lasciarono interdetti i militari dell’ESA, impossibilitati a controbattere.
08/05/96 – ore 11,00
Il comandante dell’ESA, il Generale Sergio Pedro Coelho Lima, ha riunito la stampa e ha letto un documento, affermando che non c’era legame alcuno tra gli allievi della scuola sottufficiali e il materiale di cui essa è dotata, con i presunti eventi di Varginha.
Dopo uno scambio di battute il generale ha preso congedo, lasciando nei giornalisti la sensazione che l’esercito non fosse affatto estraneo all’operazione.
11/05/96
Un altro dato importante delle indagini sul caso Varginha consiste negli interrogatori condotti dal professor John Mack, docente in psichiatria dell’università di Harvard, autore del libro “Abduction – Human Encounters with Aliens”. Il professore dopo un incontro-intervista di varie ore con le ragazze, la madre e la signora Teresinha, è giunto alla conclusione che la loro versione corrispondesse effettivamente a verità e che avevano visto qualcosa di molto strano. Per gli ufologi la conclusione del dottor Mack è molto importante.

17/05/96 – ore 20,00
Hildo Lucio Gardino, un giovane di 20 anni, di ritorno a Varginha da Très Coroçoès, mentre si trovava a passare vicino alla fattoria dei signori Enrico e Oralina, ha visto sul bordo della strada un essere identico a quello descritto dalle tre ragazze, in procinto di attraversare. Per vedere meglio il ragazzo ha ridotto la velocità e ha acceso i fari abbaglianti; la creatura allora si è coperta il viso col braccio ed è rientrata nella vegetazione che fiancheggiava la strada. Potrebbe trattarsi dello stesso essere visto dalla signora Teresinha nello zoo in quanto, in quel periodo, almeno una creatura circolava libera nella zona.
29/05/96
Per la prima volta nella storia del Brasile, nonostante il quasi totale cover-up, un ministro dello Stato si riunisce con l’Alto Comando, fuori dalla capitale del Paese. Un fatto storico. Il ministro dell’Esercito, Zenildo Zoroastro de Lucena, insieme a 29 generali, incluso il Capo di Stato Maggiore, generale Delio de Assis Monteiro, il comandante militare del Sudest, generale Paulo Neves de Aquino, i dirigenti territoriali e otto comandanti militari dell’area si sono riuniti a Campinas, per risolvere una questione altrimenti risolvibile con militari di grado inferiore. Hanno visitato la Scuola Preparatoria dei Cadetti dell’Esercito per inaugurare il progetto EspCex 2000, sull’informatizzazione dell’educazione e la creazione di un ambiente moderno per i cadetti, e l’impianto di un sistema di monitoraggio satellitare. Poi hanno visitato il 28° BIB (Battaglione di Fanteria Blindata), per la preparazione di 26 analisti preposti alle procedure amministrative e all’addestramento. Il giorno dopo si sono recati nella città di Pirassununga, nei pressi di Campinas, al 2° Reggimento carri da combattimento, unità della 11° Fanteria Blindata, in vista dell’arrivo di 40 carri Leopard di produzione tedesca acquisiti recentemente. Non sussiste dubbio che tali movimenti a Campinas fossero in realtà collegati alle creature estranee. Militari dello Stato di San Paolo hanno dichiarato che nei giorni antecedenti si erano tenute diverse riunioni a Campinas, Pirassununga, Bragança Paulista, tutte coinvolgenti militari di grado elevato. Questo, non senza che emergessero divergenze fra di loro in merito alla gestione delle strane creature.
03/07/96
A Brasilia, la Camera approva un progetto che consente all’Aeronautica ampi poteri per ingaggiare aeronavi ostili, che ufficialmente non rispondano all’identificazione, nel contesto di voli clandestini o per traffici illegali. Si tratta di iniziative tese a fare dell’Aeronautica un mezzo di dissuasione per dischi volanti. Certamente, a causa degli UFO precipitati in tempi precedenti, quando l’Aeronautica era stata costretta ad azioni a distanza, limitandosi a registrare i fatti in foto e video.
Entità Biologiche Extraterrestri
Ad oggi si ha l’assoluta certezza della cattura di due esseri, su conferma dei militari che parteciparono ai fatti. Il primo, catturato al mattino dai vigili del fuoco e posto in cattività presso l’UNICAMP; l’altro preso di notte dalla Polizia Militare, deceduto all’interno dell’ospedale Humanitas e quindi trasportato anch’esso all’UNICAMP. Per quanto concerne gli altri due esseri, catturati nella serata, continuano le indagini, non avendo altri testimoni militari disposti a collaborare, potendoci dunque attenere all’ipotesi che uno degli esseri sia stato colpito da tre colpi di fucile FAL e il cui cadavere sarebbe stato portato all’UNICAMP; l’ultimo, ancora in vita, sarebbe stato trasportato negli Stati Uniti oppure si troverebbe all’interno dell’UNICAMP. Questi esseri sono stati classificati come tipo Delta. Si tratta di un tipo di creature-animali addestrate e usate dagli esseri Alfa e Beta in missioni molto semplici, come la raccolta di vegetali e minerali. Una specie di scimmie di origine extraterrestre, ma più intelligenti delle nostre. Gli ufologi le classificano come EBE-Entità Biologiche Extraterrestri. Per quanto si sa ad oggi, a Varginha sono stati catturati tre esseri dalla pelle viscida, di colore marrone, e con tutto il corpo coperto da peluria. Entrambe i tipi hanno occhi rossastri, enormi e protuberanti.

Negazioni non plausibili
Per capire il grande spiegamento di forze militari a Varginha, è stato detto che si trattava del reclutamento di nuove unità, con arrivo previsto la settimana seguente. Il grande movimento di veicoli militari è stato dovuto ai controlli della convergenza, presso la ditta Automaco. Strano, il sabato e la domenica, quando è stato registrato il movimento maggiore, la Automaco è chiusa.
Il grande movimento di militari all’Ospedale Regionale, è stato attribuito all’esumazione del cadavere di un giovane deceduto. La data dell’esumazione è il 30 Gennaio, i movimenti dei militari sono stati registrati nei giorni 20, 21 e 22 di Gennaio. Nessuno ha potuto spiegare perché i militari dovessero seguire tale “esumazione”. Per la grande attività presso l’Ospedale Humanitas, è stato detto che era dovuta all’arrivo di nuove apparecchiature per trapianti cardiaci. Ora, cosa c’entrano l’Esercito, il Corpo dei Vigili del Fuoco, e la Polizia Militare con l’installazione di queste nuove apparecchiature? Trapianti di cuore per esseri extraterrestri?
Le dichiarazioni fornite alla stampa dal dottor Adilson Usier Leite, direttore dell’Ospedale Regionale e da uno dei responsabili dell’Ospedale Humanitas, hanno ribadito che il corpo di una certa persona deceduta per un incidente occorso ad un camion dei pompieri, era stato portato al Regionale, in seguito ad esumazione. D’altro canto, il capitano Pedro Alvarenga, comandante della 13° Compagnia del Corpo dei Vigili del Fuoco ha dichiarato che non si è avuta alcuna attività del genere. I dottori Adilson e Alvarenga dovrebbero mettersi d’accordo, altrimenti alla popolazione di Varginha non resta che pensare che quello che era stato trasportato all’Ospedale Regionale, a bordo di un camion dei pompieri, era davvero il corpo di un extraterrestre, e non quello di un comune essere. Per spiegare il grande movimento di militari all’UNICAMP, è stato detto che stavano seguendo gli studi sulle ossa di morti ad Araguaia, solo che quelle ossa stavano lì già da quattro anni. Gli ufologi brasiliani non hanno dubbi su quanto è accaduto a Varginha. Tutto quello che qui è stato descritto, è appena una parte della storia. Molti altri fatti nuovi sono attesi e verranno alla luce. È solo questione di tempo.
NOTA FINALE
L’ufologo indipendente Vitório Pacaccini, di origini italiane, è stato fra i principali investigatori del caso Varginha ed inquirente del CICOANI (Centro di Investigazione Civile sugli Oggetti Aerei Non Identificati). Coautore del libro “O Incidente em Varginha”, ha apertamente denunciato l’insabbiamento del caso da parte delle autorità militari. Negli ultimi tempi ha collaborato con il regista americano James Fox nel documentario “Moment of Contact”, in cui viene intervistato per la prima volta il dottor Italo Venturelli, che assistette uno degli alieni catturati.


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