UFO Skywatching. Ovvero, l’osservazione del cielo per quegli appassionati che, spesso incoraggiati dalle temperature miti, ma anche sfidando il gelo di notti invernali illuminate da fulgide stelle, lasciano dietro di sé l’inquinamento luminoso delle città e cercano luoghi adatti ove appostarsi in attesa di un’apparizione riconducibile al fenomeno UFO.
A questo “richiamo della foresta” gli skywatchers non resistono. Un abbozzo di identikit dello “skywatcher tipo”. Il primo tipo: gli estemporanei, che si riuniscono in gruppetti di amici e decidono di trascorrere all’aperto alcune ore, magari dopo cena e libagioni varie, attratti dall’idea di vedere qualcosa di strano, un bagliore, un luccichio in cielo e dare un tocco frizzante e diverso alla serata. Solitamente, dopo un paio di ore, intirizziti e assonnati, fanno ritorno a casa commentando allegramente. È stato solo un passatempo.
Di ben altra tempra e pasta sono fatti invece gli irriducibili che allo skywatching danno valore e collegano tali esperienze alla propria passione ufologica, non dilettantesca. Non guardano al bagliore fulmineo di una stella cadente da inguaribili romantici in vena di esprimere un desiderio. Sanno come si comportano le comete, gli sciami meteorici, le stelle abbaglianti e pulsanti pur nella loro fissità. Distinguono le luci di posizione e di navigazione di tutti gli aeromobili a prima vista. Ne conoscono le rotte. I satelliti artificiali nulla hanno di misterioso per loro e neppure gli ingannevoli fulmini globulari hanno segreti. (altro…)





