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Il poster de “L’Ultimo Samurai”

Ho rivisto alcune sere fa in dvd (quanta difficoltà per reperirlo, dopo lunga e infruttuosa ricerca nei negozi l’ho ordinato e ricevuto grazie a internet) “L’Ultimo Samurai”, il film del 2003 diretto da Edward Zwick e co-prodotto da Tom Cruise che ne è anche protagonista con Ken Watanabe.

Allo stesso regista si deve un altro splendido ma misconosciuto film, “Glory”, con Matthew Broderick, Denzel Washington e Morgan Freeman. Due pellicole che rappresentano l’apologia dell’Onore sotto la chiave di lettura del valore, del sacrificio, della dedizione, del credo nell’essere umano e in una dimensione superiore. Seppure inscritto in uno scenario “bellico”, mentre per Spielberg e altri mostri sacri di Hollywood gli Oscar sono sempre fioccati laddove il racconto mostrasse che la guerra è un male necessario per liberare popoli oppressi da una tirannia, a “L’Ultimo Samurai” non venne assegnato alcuna statuetta, nonostante quattro nomination. Eppure è un capolavoro. Nel rivederlo, le ragioni mi sono apparse evidenti, quasi brucianti, suscitate dalle emozioni fortissime che la storia, le scenografie, i panorami, le persone, le immagini e le musiche provocano. Continua a leggere »

Ho intervistato Antonio Urzi oltre un anno fa, attraverso un lungo scambio di email. In quel periodo mi trovavo in Arizona e dirigevo la rivista “Open Minds”, che ha pubblicato questo articolo, ovviamente nella traduzione in Inglese da me curata. La pubblicazione dell’intervista su questo blog avviene su consenso di Antonio Urzi, il quale mi ha fornito le fotografie che vi compaiono, non riproducibili  se non per espressa autorizzazione del suo proprietario.

ANTO TOSCANA

Antonio Urzi (foto: A. Urzi)

Maurizio Baiata: Ci conosciamo da circa dieci anni. Il nostro primo incontro avvenne a Viareggio. Ricordi esattamente quando e le ragioni che ti spinsero allora a volermi incontrare di persona?

Antonio Urzi: Ci siamo conosciuti in occasione del convegno sulla magia e il mistero a Viareggio nel 2001. Le ragioni per cui Simona e io ti volemmo conoscere furono perché in quegli anni ero un lettore delle riviste “Dossier Alieni” e “Area 51” e ti seguivo in tv dal 1995 da quando collaboravi con Roberto Pinotti, oltre a ritenerti uno dei massimi esperti sul fenomeno UFO, e sinceramente ancora lo pensiamo, al di là della corrente di pensiero che più o meno ci tiene “divisi”, si fa per dire. Continua a leggere »

Tre Amici

Condivido alcune riflessioni, alla luce del ponte stabilito fra i primi otto mesi da me trascorsi in Italia e i due recenti anni vissuti a Phoenix, Arizona. La prima riflessione riguarda tre amici Americani.

Strano che qualcuno, durante le conferenze post USA al mio presentare diverse fotografie di persone che definivo “amiche”, avesse avuto da ridire. Chiedevano, “Come è possibile che tutti questi tizi siano amici tuoi?” Lo sono e mi riferisco a tre nomi in particolare: Travis Walton, Bob Dean e Wendelle Stevens, amici di lunga data che nel 2009 e 2010 ho avuto modo di frequentare assiduamente, approfondendone la conoscenza. Il legame con loro è scaturito non solo da un fattore di vicinanza geografica, ma da ciò che altri definirebbero “affinità elettive”. Bob Dean vive ad Awhatukee, dove ho abitato per circa tre mesi. Bob oggi ha 82 anni, la sua salute è a un punto di non ritorno e l’ultima volta che ci siamo incontrati era a metà Dicembre 2010. Con Ken Liljegren, titolare della Spectrum Video & Film di Phoenix, documentarista e produttore della serie TV “Paranormal Matrix”, eravamo andati a trovare Bob e Marcia, sua terza moglie, nella loro bella casa alle pendici della South Mountain, un rilievo roccioso che si affaccia sulla riserva omonima, il luogo preferito dagli hikers e dai joggers di Phoenix. Continua a leggere »

Sulla mia bacheca di Facebook qualche tempo fa Robin Johnson ha postato questa frase di Martin Luther King Jr.: “In the end, we will remember not the words of our enemies, but the silence of our friends.” La traduzione: “Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici”. Con tutto il rispetto per l’apostolo della non violenza, la vedo diversamente: Io ricordo le parole dei miei nemici, ma non il silenzio dei miei amici. Perché silenzio non è stato. Al contrario. Per questo è giunto il momento di aprire il mio blog. È necessario per riprendere a lavorare come giornalista investigativo indipendente, vivendo la vita del free lance. Lo so, non è una vita facile, ma fa parte della mia storia e la storia continua, riecheggiando l’essere “Senza Orario Senza Bandiera”. Lo ricordate? Era il titolo del primo album dei New Trolls del 1968, un capolavoro del Beat italiano con testi scritti con Fabrizio De André. Mi ci ritrovo perfettamente e penso molti di voi che mi leggono condividano. Il formato del blog è simile a un sito di Informazione Alternativa e Controcultura, aperto alla collaborazione di tutti gli interessati, non allineati al sistema. Gli argomenti principali che vi si trattano sono: Esperienze di Contatto-Abduction, Esopolitica-Nuova Ufologia, Arti Marziali-Tecniche del Corpo e della Mente, Esperienze ultradimensionali (NDE e OOBE), Musica Rock e Alchimie Sonore, Cinema e Comunicazione.

Sarà mia cura selezionare il materiale che perverrà al blog e aggiornarlo continuamente. Il blog dunque… simile a un diario, in cui si riflette il rapporto quotidiano con te stesso, con gli altri e con le cose che accadono. La cosa più importante che avviene ora fra noi umani è una nuova presa di coscienza del nostro potenziale interiore, l’aprirsi individuale a percorrere ogni via possibile per capire. Si va insieme per le strade del mondo… alla ricerca e nella lotta per la Verità e la Libertà.

Maurizio Baiata