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I giornalisti e gli scrittori che tardano a rendersi conto che la lettura oggi non passa più solamente attraverso la carta di una rivista, un quotidiano o un libro, ma anche e soprattutto sullo schermo di un dispositivo elettronico portatile, sappiano che è una rivoluzione ormai in atto, un processo irreversibile che però non cancellerà e annichilerà il piacere del possesso e della tattilità del libro vero, del quale l’ebook sembra costituire un’altra faccia. L’ho notato giorni fa su un treno della linea metropolitana di Roma. In un vagone non affollato ma con diversi passeggeri in piedi, tre erano assorti su un ebook e uno solo sfogliava un quotidiano gratuito. Era un reduce stanco. Dal quale il lettore informatico si distingue immediatamente per lo sguardo vivido e lucidamente fisso, tutt’uno con i racconti a inchiostro elettronico, in un estatico processo di visualizzazione mediato da un “reading device” che con la Remington o la Olivetti nulla ha in comune.

Negli anni ’80, per gli operatori nel campo dei media, il passaggio dalla macchina da scrivere al computer rappresentò un trauma formidabile dal quale taluni (lo dico affettuosamente) non si sono più ripresi. Alcuni colleghi per anni furono bloccati davanti alla tastiera, lo sguardo vacuo come stessero scrutando un orizzonte ormai irrimediabilmente perduto.  Continua a leggere »

Consigli utili per non vedere insabbiati un avvistamento o un incontro ravvicinato, che possano riguardare voi o persone a voi vicine. Articolo apparso sul numero 42 (Aprile 2012) del mensile “X Times”. 

Pubblicato da alcuni decenni e onnipresente su innumerevoli siti i nostrani, esiste in Italia una sorta di “manuale” contenente gli opportuni consigli per chi dovesse essere protagonista di un avvistamento UFO. L’origine di questo scritto, intitolato “Qualche consiglio nel caso che ne avvistiate uno”, è il CUN (Centro Ufologico Nazionale), mentre i suoi destinatari sono tutti i cittadini ai quali capitino esperienze del genere.Picture 1

Il “manuale” sembra essere stato approvato incondizionatamente (ergo mai messo in discussione) da altre associazioni di settore, nonché da molti ricercatori che, indipendentemente dal Cun, lo riportano pedissequamente sui propri spazi virtuali e pertanto, a mio avviso, lo considerano da sottoscrivere. Forse, non si sono resi ben conto dei suoi contenuti, che vorrei portare alla vostra attenzione. Continua a leggere »

Ho incontrato la giornalista Sabrina Pieragostini, eccellente conduttrice di Studio Aperto, il TG di Italia1, durante l’X-Congress tenutosi a Silvi Marina il 25 e 26 Agosto scorsi. Sapevo dell’interesse di Sabrina per la tematica UFO e Alieni e ne avevo  constatato la bravura e la preprazione nello speciale di Studio Aperto “Oltre la Scienza-Alla ricerca dell’incredibile” trasmesso da Italia1 alla mezzanotte di mercoledì 8 Agosto. Nonostante il classico orario da nottambuli, per aficionados della materia o inguaribili curiosi, il programma aveva ottenuto ascolti lusinghieri e aveva soddisfatto le aspettative degli ufologi più esigenti grazie all’approccio equilibrato alle diverse sfaccettature della materia. Sabrina Pieragostini aveva raccolto le dichiarazioni di Eamonn Ansbro, Robert Bauval, Paolo Bolognesi, Andrew Collins, Latchezar Filipov, Edgar Mitchell, Roberto Pinotti, Lloyd Pye, Biagio Russo e così alla sua proposta di un’intervista ho risposto subito con entusiasmo.Extremamente_rubh

In attesa di vedere trasmessa l’intervista nel nuovo spazio a cadenza settimanale “UFO e Dintorni” dedicato alla tematica aliena, in onda nell’edizione delle 18.30 di Studio Aperto, Sabrina Pieragostini ne ha presentato i passaggi più essenziali in un articolo pubblicato suo blog http://www.extremamente.it e ripreso dal sito web del settimanale Panorama.

A seguire, il link per leggere l’articolo, che si intitola:

Io, rapito dagli Alieni
Maurizio Baiata, giornalista e scrittore, racconta un’esperienza lontana nel tempo ma sempre viva nella sua memoria

Maurizio Baiata: “Io, rapito dagli Alieni. E ora so perché”

Maurizio Baiata, 7 Settembre 2012

Come una gru, ora su una gamba ora sull’altra in cerca di un centro gravitazionale permanente sul terreno fangoso del maestoso quadrilatero del Castello Scaligero di Villafranca di Verona, il 2 Settembre 2012 ho visto per la seconda volta nella mia vita i Sigur Ros.

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L’ultimo album dei Sigur Ros, “Valtari”.

A tale incomodo dovuto alle precipitazioni dei giorni precedenti e stoicamente sopportato da dodicimila anime per un’ora e 45 minuti, hanno posto rimedio gli alieni di origine islandese Sigur Ros, con l’unica tappa italiana del viaggio che stanno compiendo nel nostro mondo. Una sola data dopo quattro anni. Li avevo visti a Roma, insieme a tremila persone ordinatamente sedute nella cavea a posti numerati dell’Auditorium, nella notte del 12 Luglio 2008. Quella volta, alzando gli occhi, il cielo grigio della capitale sopra i Sigur Ros fu squarciato da lampi di musica sublime. E ora, per un numero quattro volte maggiore di persone, molte delle quali ultra quarantenni e tanti lori figli, la plumbea notte di Villafranca è stata illuminata a giorno dalla squassante energia tesliana della band islandese. Continua a leggere »

Il seguente articolo è apparso sul numero 39 (Gennaio 2012) del mensile “X Times”. Viene qui proposto con l’assenso della X Publishing, casa editrice della testata di Ufologia e Controcultura diretta da Lavinia Pallotta. L’articolo è liberamente riproducibile citando questa fonte (www.mauriziobaiata.net) e il mensile “X Times”.

Buona lettura

Maurizio Baiata, 15 Agosto 2012

 I sistemi della Disinformazione UFO

Quanto esporrò in questa nota scaturisce da oltre 20 anni di osservazione del mondo ufologico in relazione ad attività di disinformazione delle quali sono stati fatti oggetto testimoni e ricercatori coinvolti in casi più o meno importanti, sia in Italia sia negli Stati Uniti. La prassi di tali “tattiche” è pressoché identica ovunque.

Alcune informazioni derivano da dichiarazioni da me raccolte da insider dell’intelligence militare prevalentemente statunitensi e da un certo numero di testimoni attendibili che ho conosciuto di persona. A volte, come nel caso dell’americano dottor Michael Wolf, sono stato avvicinato da agenti dei servizi operativi in Italia, ai quali premeva portare conferme a ciò che l’insider aveva rivelato e che, ovviamente, non sarebbe stato possibile vagliare ulteriormente a causa della morte del testimone stesso. Spesso, procedendo attraverso indizi, fughe di notizie, voci incontrollate, anonimato e carenza totale di prove fisiche sostanziali, è il buon senso a farci capire di essere sulla pista giusta, nonostante le apparenze inducano la maggioranza dei ricercatori a non voler dare ascolto ai rivelatori. È lo scotto che si paga avventurandosi in questo campo. Continua a leggere »