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Capitolo 1

Aqualung e il Tunnel di Luce

Jethro Tull-Aqualung

La cover dell’album “Aqualung” dei Jethro Tull, che ha segnato per sempre la vita dell’autore.

Ricordare esattamente la data è impossibile, ma era certamente la seconda settimana dell’Aprile 1971. All’epoca avevo quasi vent’anni e scrivevo per il settimanale musicale Ciao 2001 diretto da Saverio Rotondi, un direttore burbero ma buono che mi diceva sempre che avevo un certo stile, ma dovevo imparare a scrivere in dieci righe quello che avevo scritto in una cartella di trenta, l’arte della sintesi non era il mio forte. Andavo di getto, spesso privo di punteggiatura, sospinto dai suoni stralunato e visionario come le musiche che mi piacevano. Ero fra i collaboratori esterni, con Enzo Caffarelli, Manuel Insolera, Marco Ferranti e diversi altri, il fotografo Piero Togni, mentre in redazione c’erano Tonino Scaroni, Luigi Cozzi e Fabrizio Cerqua. I nostri corrispondenti sarebbero divenuti famosi, anni dopo entrando nella famiglia Arbore: da Londra scriveva Michel Pergolani, Armando Gallo, fotoreporter, andava e veniva da Los Angeles. Continua a leggere »

Capitolo 11 – UFO e Intelligence

di Maurizio Baiata

Negli anni Novanta e nel primo decennio del 2000 ho avuto modo di incontrare e conoscere esponenti dell’intelligence statunitense che, nel corso della loro carriera militare, hanno avuto a che fare con la questione UFO e Alieni. Stranamente, invece, in Italia solo una volta ho avuto un contatto diretto con una persona operativa in contesti simili, ovvero negli apparati dei servizi segreti italiani. Non ne farò il nome per ovvie ragioni.

È stato lui a farsi avanti, parlandomene apertamente, dopo molti anni di conoscenza fra noi, anni nei quali non mi era mai balenato nel cervello che quell’amico potesse avere una doppia vita. Questo è il primo elemento che mi ha convinto immediatamente della sua sincerità. Se avesse voluto “imboccarmi” a suo tempo, vista la comune frequentazione di ambienti ufologici per due lustri, avrebbe potuto farlo tranquillamente. Evidentemente, in coscienza ha deciso altrimenti solo quando ha avuto la certezza di non correre alcun rischio e di avere di fronte una persona che non avrebbe tradito la sua fiducia. Non mi ha rivelato nulla di pertinente nello specifico delle attività dei servizi segreti italiani connesse al fenomeno UFO. Mi ha detto solo che se ne occupano strutture che non appaiono alla luce del giorno e che gli ufologi tenuti sotto controllo sono quelli più esposti e scomodi. Continua a leggere »

UFO Skywatching. Ovvero, l’osservazione del cielo per quegli appassionati che, spesso incoraggiati dalle temperature miti, ma anche sfidando il gelo di notti invernali illuminate da fulgide stelle, lasciano dietro di sé l’inquinamento luminoso delle città e cercano luoghi adatti ove appostarsi in attesa di un’apparizione riconducibile al fenomeno UFO.

A questo “richiamo della foresta” gli skywatchers non resistono. Un abbozzo di identikit dello “skywatcher tipo”.  Il primo tipo: gli estemporanei, che si riuniscono in gruppetti di amici e decidono di trascorrere all’aperto alcune ore, magari dopo cena e libagioni varie, attratti dall’idea di vedere qualcosa di strano, un bagliore, un luccichio in cielo e dare un tocco frizzante e diverso alla serata. Solitamente, dopo un paio di ore, intirizziti e assonnati, fanno ritorno a casa commentando allegramente. È stato solo un passatempo.

Di ben altra tempra e pasta sono fatti invece gli irriducibili che allo skywatching danno valore e collegano tali esperienze alla propria passione ufologica, non dilettantesca. Non guardano al bagliore fulmineo di una stella cadente da inguaribili romantici in vena di esprimere un desiderio. Sanno come si comportano le comete, gli sciami meteorici, le stelle abbaglianti e pulsanti pur nella loro fissità. Distinguono le luci di posizione e di navigazione di tutti gli aeromobili a prima vista. Ne conoscono le rotte. I satelliti artificiali nulla hanno di misterioso per loro e neppure gli ingannevoli fulmini globulari hanno segreti. Continua a leggere »

Ho raggiunto ieri telefonicamente Pier Fortunato Zanfretta, il più famoso addotto/experiencer italiano per avere informazioni e una conferma, sia del suo stato di salute e della sua prossima presenza il 24 Novembre a Roma, come relatore alla conferenza “CONTACT – Interazioni tra Umani e Extraterrestri” organizzata dall’ufologo Massimo Fratini. Zanfretta sta bene, compatibilmente con quello che la vita di oggi può offrirgli – mi ha detto – ed è ben felice di essere al convegno che si terrà presso il centro Congressi dell’Hotel Pineta Palace e vedrà la partecipazione anche di Gaspare De Lama con la moglie Mirella (caso “Amicizia”), Enrico Baccarini, Ivan Ceci e Salvatore Giusa del Centro Ufologico Siciliano.

Per molti sarà una magnifica occasione per incontrare di nuovo Piero Zanfretta, stringergli la mano, abbracciarlo, ascoltare dalla sua voce gli ultimi sviluppi della sua vicenda.

Per me, aver avuto modo di trascorrere con lui una ventina di minuti dietro le quinte di “STORIE VERE” – prima della registrazione della puntata di RAI Uno Mattina del 18 Aprile e andata in onda Venerdì 10 Maggio 2012 mutilata di due miei interventi (ne parlo altrove in questo blog) – vederlo e saperlo pienamente ristabilito è stato un magnifico regalo. Il suo ritorno in scena dopo l’aneurisma cerebrale che lo aveva colpito mesi prima e aveva fatto disperare per la sua vita era stato il frutto di un regalo che “qualcuno forse mi ha fatto da lassù”, mi aveva confessato nel salottino d’attesa del programma. Poteva trattarsi di un “Qualcuno” di assolutamente Superiore, oppure, di quegli stessi esseri che sono in contatto con lui da decenni e che, seguendolo passo per passo, lo avevano assistito in quel gravissimo frangente. Di certo, Piero ha ancora molto da testimoniare.

foto Zanfretta

Pier Fortunato Zanfretta (Foto: Paola Harris)

Lo avevo interrotto per un attimo, dicendo che anche a Travis Walton, forse, era stato riservato un trattamento particolare dai suoi “rapitori alieni” e che quindi i loro due casi avevano ancora di più qualcosa in comune ma, prima che potessi chiedergli (forse glie ho fatto solo cenno) se ricordava di aver vissuto anche lui una NDE (Esperienza di pre morte), era arrivato il momento di entrare nello studio di Saxa Rubra. Continua a leggere »

In questo articolo presento una breve carrellata di film, per la Tv e per il Cinema, che hanno cercato di raccontare esperienze di contatto tra persone ordinarie ed entità aliene. Gli appassionati di Ufologia probabilmente ne posseggono copie in dvd, ma alcuni sono di difficile reperibilità, il che non deve scoraggiare i neofiti nella ricerca. Legate dal comune denominatore di una lettura quasi documentaristica del fenomeno Abduction, hanno a mio avviso un discreto valore testimoniale. In questo caso, infatti, il cinema ha scelto di esplorare un territorio che  supera la “science fiction” e presenta motivi di riflessione su diversi piani di lettura, soprattutto quello psicologico. Se tale impostazione finisce per dimostrarsi “negativa” nella fiction, questo rientra soprattutto nei limiti culturali della nostra epoca, ancora impreparata ad accettarne la visione e il versante “positivi”. Come accennato, si tratta di una selezione limitata a pochi titoli, non me ne vogliate. Anzi siete pregate di segnalarne altri e di commentare liberamente.

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Districarsi nei meandri del fenomeno Abduction attraverso il cinema non è agevole. Diverse pellicole che lo hanno trattato sono fuori catalogo e di difficile reperibilità su supporti videografici, mentre la televisione le relega a programmazioni per nottambuli. Per i cinefili si tratta di ottimi B-movies meritevoli di miglior fortuna nelle sale, tenendo conto che la tematica, se non viene inquadrata come fantascienza, risulta di ostica comunicazione filmica. Per altri, la loro diffusione potrebbe anche essere stata ostacolata, in quanto scomoda.

Le trame trattano quasi invariabilmente di persone ordinarie che vivono traumatiche e incomprensibili esperienze di contatto con entità aliene e di psichiatri e psicoterapeuti che cercano di districare la matassa e di aiutarle. È un sommerso, che il cinema ha avuto meriti e demeriti nel portare alla luce. Continua a leggere »