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Archive for the ‘ESPERIENZE DI CONTATTO – ALIENOLOGIA’ Category

Una visione a largo raggio delle questioni che sottintendono alla realtà, al cover-up e al momento del Contatto Umano/Extraterrestre 

Quali sono i cardini della ricerca sul fenomeno UFO? Il primo: constatarne e verificarne la realtà, basandosi sulle documentazioni e sulle testimonianze. Inutile cercare di duplicarne le caratteristiche, come invocherebbe una prassi scientifica, perché è una contraddizione in termini. Il secondo: interrogarsi sul perché, ancora oggi, non si sia verificato alcun contatto ufficiale fra intelligenze aliene e civiltà umane terrestri. Il terzo riguarda “Loro”, gli Extraterrestri: ci si interroga sulle loro intenzioni. Come accennato, sul primo punto a mio avviso è inutile soffermarsi, in quanto le documentazioni e le testimonianze provano ampliamente l’esistenza del fenomeno, che non è fittizio, né allucinatorio, né aleatorio.

Il secondo punto è per me chiaro: il contatto c’è stato, ma è stato tenuto celato ai nostri occhi. La strategia del cover-up globale ha avuto il sopravvento sul nostro diritto di sapere. Le ragioni? Interessi economici innanzitutto e di potere. Infatti, tutto è stato ed è gestito da poteri occulti che fanno capo a sistemi interconnessi a scatole cinesi: la politica, la scienza, la religione, le multinazionali, gli apparati di intelligence, le strutture militari, i media allineati e coperti. (altro…)

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È ora di scrivere questa cosa. Dovevo farlo da mesi e mi rammarico del tempo passato, perché la memoria in me tende a offuscarsi. Di quanto sto per raccontare esiste una registrazione in video, effettuata dalla regia di Open Minds, dalla quale ho ottenuto copia in dvd, per mia consultazione. Fornirò una ricostruzione più precisa, rivedendo il filmato della regressione cosciente condotta su di me tre mesi fa dalla dottoressa Ruth Hover. La proposta di tale regressione e relative riprese mi è stata fatta dal regista Tom Ruffin, responsabile delle video produzioni di Open Minds. Tom, sapendo della mia esperienza, ha creduto opportuno richiedermi una testimonianza in “presa diretta”, senza bias o filtri. Ho accettato per la fiducia che ripongo in Ruth Hover, una donna straordinaria che si occupa da decenni di fenomeni di abduction. All’epoca ne vennero a conoscenza poche persone in Italia. Fra queste, la mia seconda moglie Wendy d’Olive, che lavorava con me nella rivista “Stargate”. Poi Cristoforo Barbato, anche lui in redazione (un villino al ventesimo chilometro della via Nomentana, fuori Roma) e Corrado Malanga, che informai telefonicamente la mattina dopo. (altro…)

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L’australiana Mary Rodwell, autrice di “Awakening” (Risveglio), dirige ACERN (Australian Close Encounter Resource Network) e attualmente lavora con più di 1600 persone addotte, in tutto il mondo. L’ho incontrata, rendendomi conto di avere davanti una famosa ipnoterapeuta e ricercatrice fra i massimi esperti mondiali nel campo dei rapimenti alieni, nel 2010 al Congresso Internazionale UFO di Laughlin, in Nevada. La visione della Rodwell è che gli alieni non vogliono asservire l’umanità, ma ne stanno favorendo l’evoluzione attraverso un processo di ibridazione.

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Mary Rodwell (foto M. Baiata)

Maurizio Baiata: Alla luce dei molti anni che hai dedicato alla ricerca sul fenomeno abduction, possiamo dire che è necessario oggi affrontare lo studio di queste esperienze ancora inspiegabili su una nuova prospettiva, che trascenda la nostra realtà fisica? 

Mary Rodwell: Vuoi dire espandere la forte energia dell’esperienza ad altri regni non-fisici?

M.B.: Sì, verso nuove dimensioni da esplorare, soprattutto se esiste un collegamento fra i contatti alieni e fenomeni paranormali come OBE (Out of Body Experiences), e NDE (Near Death Experiences).

 M.R.: Assolutamente. È il regno non fisico… la strada che ho intrapreso anche io. Onestamente credo che il contatto è come un catalizzatore per il nostro risveglio. Allo stesso modo, le esperienze di premorte sono un catalizzatore per il nostro risveglio al fatto che siamo multidimensionali. Per una persona può essere un’esperienza di pre-morte, per un’altra può essere un contatto, per un’altra ancora può essere un estremo dolore, che lo catapulta nel riconoscere e sperimentare altre dimensioni, altri regni. Secondo ciò che l’anima sceglie, io credo, prima che il soggetto venga a patti con la situazione.

M.B.: Quindi, come si determina che è l’anima a decidere la strada da prendere?

M.R.: Con il mio lavoro in ipnosi accompagno le persone nelle vite passate. In verità, nei punti di passaggio fra le loro vite, dove sono in crescita come esseri non- fisici. Nei luoghi dove mi hanno detto che a volte, prima di incarnarsi in forma umana, scelgono i loro genitori e le esperienze che li aiuteranno a crescere come anima. Così, quando un soggetto in regressione mi dice che sta entrando in un’astronave, riscontriamo le stesse procedure e chiedo: “A qualsiasi livello, hai acconsentito a questa tua esperienza?” Ogni volta la persona si descrive come uno spirito, come una sfera di luce e risponde: “Sì l’ho fatto, anche se non consciamente, ma ho fato il mio consenso!” Ed è incredibile come questo per loro cambi il modo di vedere l’intera esperienza. Non si riconoscono più come vittime ed io li porto a dialogare con questi esseri. Quindi, in regressione, quando rapiti vedono una procedura medica che li disturba, che può essere terrificante, non capiscono, ma io gli dico: “Bene, ora una parte di te sa perché è stato fatto…”

M.B.: “Una parte di te” … questo è un punto essenziale. Durante una regressione, come si fa a capire se la persona in quel momento è solo se stessa, o dentro di lei c’è un componente estraneo che comunica con te? (altro…)

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Ho intervistato Antonio Urzi oltre un anno fa, attraverso un lungo scambio di email. In quel periodo mi trovavo in Arizona e dirigevo la rivista “Open Minds”, che ha pubblicato questo articolo, ovviamente nella traduzione in Inglese da me curata. La pubblicazione dell’intervista su questo blog avviene su consenso di Antonio Urzi, il quale mi ha fornito le fotografie che vi compaiono, non riproducibili  se non per espressa autorizzazione del suo proprietario.

ANTO TOSCANA

Antonio Urzi (foto: A. Urzi)

Maurizio Baiata: Ci conosciamo da circa dieci anni. Il nostro primo incontro avvenne a Viareggio. Ricordi esattamente quando e le ragioni che ti spinsero allora a volermi incontrare di persona?

Antonio Urzi: Ci siamo conosciuti in occasione del convegno sulla magia e il mistero a Viareggio nel 2001. Le ragioni per cui Simona e io ti volemmo conoscere furono perché in quegli anni ero un lettore delle riviste “Dossier Alieni” e “Area 51” e ti seguivo in tv dal 1995 da quando collaboravi con Roberto Pinotti, oltre a ritenerti uno dei massimi esperti sul fenomeno UFO, e sinceramente ancora lo pensiamo, al di là della corrente di pensiero che più o meno ci tiene “divisi”, si fa per dire. (altro…)

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