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In un Nevada che offre scenari da Far West e grandi emozioni… se si azzarda un po’, il limite invalicabile dell’Area 51 è a portata di mano, ma la prudenza non è mai troppa 

Aprile 2009

Chi si rechi nel Nevada con l’intenzione di restare freddo e impassibile davanti allo scenario che si apre percorrendo la 375 e dirigendosi verso Groom Lake, al fine di avvicinarsi il più possibile al famoso “gate fantasma” che separa l’installazione dal resto del mondo, sappia che le emozioni non mancheranno. I “ragazzi dell’Area 51” si sono molto impegnati negli anni per renderla e mantenerla inaccessibile e per garantire che i suoi confini restino invalicabili. Spazi amplissimi di deserto, costellato dai Joshua trees, percorsi ora da strade asfaltate con rettilinei a perdita d’occhio, ora da sterrati abbastanza agevoli, ma a tratti difficili, che si incrociano e si disperdono ai quattro venti, le indicazioni e i cartelli stradali scarsi.

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L’ultimo rettilineo di sterrato prima di arrivare alle montagne dietro le quali si cela l’Area 51. (Foto: Paola Harris)

Per cui è indispensabile viaggiare accompagnati da una guida esperta della zona e a bordo di un Suv o un fuoristrada veloce, e via. Siamo in quattro: con Paola Harris, che ha organizzato tutto alla perfezione ed è già la quarta volta che raggiunge la zona, ci sono due ricercatrici indipendenti, al volante Lori Wagner e, dietro, Aimee Sparrow. Registro tutto con la mia vecchia videocamera Hi-8, dal sedile anteriore. L’area intorno alla base, per il percorso da noi prescelto a nord, è pressoché disabitata, non ci sono insediamenti urbani, se non sporadici nugoli di grosse case viaggianti e camper. I distributori di benzina distano una settantina di miglia l’uno dall’altro. In lontananza, le montagne. Dietro uno di quegli alti rilievi di roccia, sappiamo che esiste l’Area 51. Dentro, non sappiamo cosa vi accade. (altro…)

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Sembra uno scenario da film su un’Apocalisse prossima ventura, ma non lo è.  Per esporlo, si rende necessaria una premessa riguardante la posizione del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama su Israele. Durante le schermaglie con Hillary Clinton nella campagna per le presidenziali, già nel Maggio 2008, Obama si espresse chiaramente sulla necessità di garantire sempre ad Israele tutto il possibile supporto, morale, logistico e materiale in caso di guerra. Il futuro Presidente giocò le sue carte sapientemente, rispetto all’agguerrita “contender” che, va ricordato, portò avanti la stessa linea di Obama.

Su Israele, i due candidati democratici andavano a braccetto. Entrambi sapevano perfettamente che, al di là delle questioni interne e propriamente in tema di politica internazionale, per assicurarsi sia i voti della propria compagine, sia per far scivolare verso di sé anche i consensi imburrati dell’elettorato conservatore, si doveva reiterare a voce alta che mai gli Stati Uniti avrebbero dovuto discostarsi da una politica che riconoscesse il concetto di uno Stato Ebraico come “fondamentalmente giusto” e l’impegno alla tutela di Israele “non negoziabile”. (altro…)

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Nel 2009 ho potuto visitare alcuni luoghi del New Mexico che nel 1947 videro accadere qualcosa di incredibile e ho assistito a un memorabile concerto dei padri della psichedelia californiana.

La maggior parte degli ufologi internazionali ritiene che a Roswell, nel 1947, avvenne un incidente che coinvolse uno o più oggetti non identificati, i cui relitti e relativi occupanti non umani vennero recuperati dall’Esercito americano.

In realtà la cittadina di Roswell, nel mezzo del deserto del New Mexico, fu teatro di diversi incidenti, in una sequenza che mise a dura prova gli apparati militari statunitensi che se ne occuparono e, conseguentemente, il sistema governativo che decise di mettere a tacere tutto. A partire dalla notte fra il due e il tre Luglio la regione fu investita da un violentissimo temporale e strani bagliori di luce apparvero nel cielo… chissà, forse quei dischi volanti impattarono in una “tempesta magnetica” e il destino dei loro equipaggi fu segnato per sempre.

Il pupazzo della "creatura" esposto all'International Roswell Museum (foto: Maurizio Baiata)

Il pupazzo della “creatura” esposto all’International Roswell Museum (foto: Maurizio Baiata)

Un testimone, l’ingegner Grady Barnett giurò di aver visto un oggetto sconosciuto semi conficcato al suolo, a ridosso di un costone roccioso della Piana di San Augustin, nei pressi di Socorro. Nella zona di Corona, invece, su un grande campo del Foster Ranch, l’allevatore Mac Brazel rinvenne stranissimi rottami e due ufficiali dell’intelligence del 509° Stormo Bombardieri di Roswell giunsero sul posto per indagare e raccogliere il possibile. Ogni traccia degli incidenti scomparve per sempre. Quel luogo però resta soprannominato “The Debris Field”. (altro…)

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Tre Amici

Condivido alcune riflessioni, alla luce del ponte stabilito fra i primi otto mesi da me trascorsi in Italia e i due recenti anni vissuti a Phoenix, Arizona. La prima riflessione riguarda tre amici Americani.

Strano che qualcuno, durante le conferenze post USA al mio presentare diverse fotografie di persone che definivo “amiche”, avesse avuto da ridire. Chiedevano, “Come è possibile che tutti questi tizi siano amici tuoi?” Lo sono e mi riferisco a tre nomi in particolare: Travis Walton, Bob Dean e Wendelle Stevens, amici di lunga data che nel 2009 e 2010 ho avuto modo di frequentare assiduamente, approfondendone la conoscenza. Il legame con loro è scaturito non solo da un fattore di vicinanza geografica, ma da ciò che altri definirebbero “affinità elettive”. Bob Dean vive ad Awhatukee, dove ho abitato per circa tre mesi. Bob oggi ha 82 anni, la sua salute è a un punto di non ritorno e l’ultima volta che ci siamo incontrati era a metà Dicembre 2010. Con Ken Liljegren, titolare della Spectrum Video & Film di Phoenix, documentarista e produttore della serie TV “Paranormal Matrix”, eravamo andati a trovare Bob e Marcia, sua terza moglie, nella loro bella casa alle pendici della South Mountain, un rilievo roccioso che si affaccia sulla riserva omonima, il luogo preferito dagli hikers e dai joggers di Phoenix. (altro…)

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