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Ho conosciuto in anni recenti persone di vario genere che si sono chieste cosa avesse una “Archangel’s Thunderbird” di una potenza tale che nessuna altra band di allora avrebbe potuto esprimere… o una suite come “Yeti” dove volesse andare a parare. Ricordo le costernate espressioni dipinte sui volti dei critici davanti agli Amon Duul 2 nella loro prima, unica ed epica performance al Piper Club di Roma. Io glielo avevo detto che erano la dimostrazione di come fra gli orizzonti del Rock cosmico di Berlino e Dusserdolf e quelli californiani non ci fosse alcuna distanza. Qualcuno di loro, non appena vide che sul palco le batterie erano due comprese all’istante che la cosa non prometteva nulla di scontato e premasticato.amon duul apertura ciao 2001

Ne avevo scritto, sul Ciao 2001, francamente sorprendendomi di come la Direzione accettasse pezzi di quel genere, che non venivano fuori per far piacere a una casa discografica, o agli impresari che si arricchivano a tutto spiano portando in Italia le band europee, soprattutto. Articoli che sembravano dover durare giusto un batter di ciglia per essere sostituiti nell’interesse dei ragazzi da quelli del numero successivo, una settimana dopo, potrebbero non essere altro che materia cartacea inanimata, con la copertina sgualcita e le pagine erose e ingiallite. Ciao 2001 AMONDUUL testo 1E invece? No, alcuni, molti, quelle riviste le conservano con amore. L’ennesima riprova l’ho avuta al mio ultimo incontro a Roma, quando uno spettatore si è avvicinato e ha tirato fuori da una custodia in plastica trasparente una copia del Ciao 2001 con in copertina uno strillo e una foto del grande bluesman anglosassone bianco John Mayall. E io gli ho detto: “Bello questo titolo!” E lui mi fa “Ma guarda che l’hai scritto tu il pezzo, apre le pagine e arriva alla firma, la mia. Non ricordavo di aver mai scritto di Mayall. E lui: “Me lo autografi per favore? Lo conserverò per sempre”. Avevo le lacrime agli occhi. Come ringraziarlo? E come ringraziare un “Rock Expert” come Danilo Jans che, sotto le vesti sgargianti dei suoi siti Helaberarda e Mondo Popolare, recupera e conserva articoli degli anni Settanta, ponendosi a metà fra l’umile amanuense che tramanda in silenzio il segreto, e il dottor Frankenstein? AMONDUUL 3

Lo ha fatto con questo articolo sugli Amon Duul 2, intitolato “Le Dinastie di Ghiaccio”, di cui ripropongo ben leggibili le pagine (cliccateci su), o che potete consultare qui: http://mondopopolare2.blogspot.it/2014/08/amon-duul-le-dinastie-di-ghiaccio-di.html

Buona lettura!

Maurizio Baiata, 12 Luglio 2015

Alberto Negri di SPAZIO TESLA incontra Maurizio Baiata, in Piazza Cavalli, a Piacenza, il 18 Aprile 2015.

Questo il link per vedere l’intervista:

Ringrazio Spazio Tesla e Alberto Negri per la squisita ospitalità, sublimata dalla strepitosa cucina piacentina, per l’organizzazione millimetrica delle interviste con Radio Sound 95 e Telelibertà, per l’amicizia e per la fiducia dimostratami. Con la reciproca promessa che presto, entro la fine di quest’anno ci incontreremo di nuovo e, ancora nella sala del Centro Congressi Galileo, riprenderemo e approfondiremo le tematiche che abbiamo insieme toccato in Aprile, anche con altri relatori.

Grazie ancora ad Alberto Negri e Spazio Tesla. Per saperne di più:

http://www.spaziotesla.it/

https://www.youtube.com/user/SpazioTesla

https://it-it.facebook.com/SpazioTesla

Buona visione!

Maurizio Baiata, 11 Luglio 2015

Nella puntata di domenica 16 Ottobre 2011, il programma di Italia Uno “Mistero” ha presentato un servizio dedicato alle morti maledette dei grandi del Rock. Si è parlato di Brian Jones dei Rolling Stones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain dei Nirvana e Amy Winehouse, tutti scomparsi all’età di 27 anni.

Brian Jones nel 1965. (Source: Wikipedia)

Brian Jones nel 1965. (Source: Wikipedia)

Per questa ragione, la redazione di “Mistero” ha pensato di annunciare il servizio definendo i sei artisti scomparsi come appartenenti al “Club dei 27”. Ne parlo perché di Musica Rock ho vissuto tutta la vita. Questa Musica ha una grande storia. Ultratrentennale, se considerata nel pieno del suo essere. Come movimento non solo musicale, ma di controcultura, il Rock affonda le sue radici alla fine degli anni Cinquanta, nella fusione fra il bianco Rock & Roll statunitense e il Blues dei Neri. Ne scaturì un nuovo linguaggio espressivo che attraverso l’elettrificazione compì un balzo in avanti impressionante divenendo di massa, ancorché sotterraneo, negli anni Sessanta. Pulsava sui tempi del Beat in Inghilterra e, negli Stati Uniti, ma soprattutto in California, sulle onde lunghe del Country/Blues delle highways e sulle onde ultralunghe della psichedelia. Alla fine degli anni Settanta il Rock bruciava e la sua forza sembrò estinguersi sopraffatto dalle bordate del Punk. Non credo che sia andata davvero così, basterebbe dare voce per un attimo a un qualunque teenager di oggi che ha scoperto i Led Zeppelin per proprio conto e li adora, ma questa è opinione diffusa fra molti critici della vecchia guardia. Continua a leggere »

Significa qualcosa non possedere più i tre dischi in vinile di Nick Drake, “Fives Leaves Left”, “Pink Moon” e “Bryter Layter” e di questo soffrire.

Nick Drake.

Nick Drake

Provare nel cuore amore per un oggetto discografico e sentirne la mancanza fa parte della dimensione nella quale abbiamo scelto di incarnarci, scendendo dal cosmo, lungo fiumi di stelle brillanti e poco importa che non sia una macchina da scrivere scalcinata a darti il viatico per esprimerti, anche questa tastiera che mi accompagna da sei anni ha lo stesso valore di una Olivetti 32 che lo fece per una dozzina almeno. Continua a leggere »

NEGLI OCCHI DEI CONTATTATI

Incontro con Maurizio Baiata per confrontarsi sulle Esperienze Aliene

ROMA – Domenica 5 Luglio

HORTI SAXA RUBRA – VIA LONGARONE 139/141

ore 19.30 APERICENA (buffet)

0re 21.00 CONFERENZA/INCONTRO

quota di partecipazione all’evento: euro 20 

posti limitati, prenotare entro il 2 Luglio

per sms: 338 306 5326 – mail: anima.res@libero.it

baiata conf

I contenuti

Dagli ultimi aggiornamenti sul caso Travis Walton, alle centinaia di casi molto meno famosi ma non per questo meno importanti, agli identikit dei Visitatori che da decenni interagiscono con noi. Cosa dicono gli occhi degli addotti?

Molti experiencers, i protagonisti di esperienze di contatto o di “rapimenti alieni” che la serie televisiva “Taken” di Spielberg ha popolarizzato, vivono una condizione di isolamento. Per alcuni si tratta di una scelta, che li porta automaticamente ad astrarsi dalla società, perché non vi si riconoscono, sentono di appartenere ad Altrove.

Su tali forme di estraniamento non associabili ad alcuna psicopatologia, hanno operato il dottor John Mack e l’australiana Mary Rodwell, non solo aiutando tante persone ad affrontare il proprio disagio, ma giungendo a definire (Mack) le esperienze di contatto come un “attraversamento evolutivo”, un “Passaporto per il Cosmo”. Continua a leggere »