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UN IMPORTANTE AGGIORNAMENTO

Ricevo e volentieri pubblico due annunci emessi alcune ore fa dalla Redazione di “Mistero” e consultabili sulla pagina Facebook della trasmissione: https://www.facebook.com/mistero.it/?fref=nf

Ricordo che il frammento in questione è esposto in una sala della sezione “Alieni”, da me curata, della Mostra MISTERO THE EXPERIENCE che ha aperto i battenti a Torino a metà dello scorso Novembre e resterà aperta al pubblico per altri due mesi. Il sito della Mostra: http://www.misteroexperience.it/index.php

Maurizio Baiata, 19 Gennaio 2016

Primo ANNUNCIO:
Stiamo cercando una persona, un uomo di origine indiana che un po’ di tempo fa è stato alla nostra mostra Mistero – The Experience a Torino. Durante la sua visita, l’uomo ha maneggiato il frammento di astronave extraterrestre fornitoci da Maurizio Baiata e ha fatto una specie di rito indiano. Il frammento ha improvvisamente iniziato a irradiare luce, calore ed energia.
Vorremmo che questo signore ci contattasse, visto che non sappiamo come trovarlo. Ci piacerebbe capire bene cosa ha fatto.
Intanto, ne parleremo su Mistero Magazine di febbraio.
Se questo signore ci sta leggendo, ci contatti!!!

La redazione

Secondo Annuncio

PRESUNTO PEZZO DI ASTRONAVE ALIENA SI ILLUMINA MISTERIOSAMENTE
Due settimane fa circa un uomo ha visitato la nostra mostra con la sua compagna. Questo signore si è soffermato a lungo sul presunto pezzo di astronave aliena esercitando delle tecniche di meditazione e concentrazione che hanno portato l’oggetto ad illuminarsi di luce propria.
Ovviamente ci piacerebbe approfondire questo particolare fenomeno e soprattutto confrontarci con tutti coloro che possano captare energia da questo reperto.
Quindi invitiamo il signore a ritornare a trovarci, così come invitiamo chiunque pensi di poter ripetere l’esperimento a contattarci in privato.
Grazie.

Il frammento siliceo esposto alla mostra "Mistero the Experience". (Foto © Pasquale Galasso)

Il frammento siliceo esposto alla mostra “Mistero the Experience”. (Foto © Pasquale Galasso)

E ora, il mio articolo. Buona lettura.

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Per abbracciarlo, seduto sul suo scooter elettrico con cui gironzola agevolmente, bombola a ossigeno con cannule nelle narici, devo piegarmi su di lui. Wendelle stende le braccia mentre il viso scarno e profondamente segnato si illumina in un debole sorriso. Ci sistemiamo al grande tavolo rettangolare della redazione della rivista “Open Minds”, che mi vede ancora direttore. Questo sarà il nostro ultimo incontro. È il 25 Agosto 2010.

Il colonnello Wendelle Stevens nell'ufficio di John Rao, Open Minds, a Tempe, AZ. (foto: Maurizio Baiata)

Il colonnello Wendelle Stevens nell’ufficio di John Rao, Open Minds, a Tempe, AZ. (foto: Maurizio Baiata)

Wendelle passa a trovarci regolarmente ogni mercoledì, se le sue condizioni glielo consentono. Negli ultimi tempi, l’età e i malanni hanno avuto il sopravvento. Dal mio arrivo a Tempe nell’Aprile 2009, l’ho visto deperire rapidamente, ma nella conversazione resta acuto, coinvolgente, impossibile quasi interromperlo nelle sue digressioni, molte delle quali ho registrato e ho intenzione di pubblicare al più presto.

Torniamo indietro, a poco più di un anno prima, nella sua casa di Tucson a poco meno di 200 chilometri da Phoenix. Continua a leggere »

UNDICI GENNAIO 2016

Sono sconvolto dalla notizia della morte di David Bowie. Ho avuto il grandissimo onore di incontrare questa meravigliosa creatura artistica e umana, figlia della nostra Terra e di altri luoghi del Cosmo e dell’Anima, che per qualche recondita ragione volle concedermi un’intervista a New York nel 1981. La più importante della mia vita.

Grazie, David!

Il seguente testo, di introduzione all’intervista, risale al 15 Novembre 2014.  

Un amico, giornalista e producer musicale che vive a New York e non vedevo da lunghi anni, mi ha detto alcuni giorni fa che intervistare David Bowie oggi è impresa pressoché impossibile. A tre anni dai 70, la sua salute sembra tenerlo lontano da incontri con la stampa. Io ho avuto la fortuna di intervistarlo molto tempo fa e tutto quello che allora mi raccontò fu audio registrato su una cassetta che possiedo ancora. Non si è smagnetizzata.music_26_aprile1981_uno

Vivendo e lavorando come giornalista musicale a New York per quasi tutti gli  Ottanta, prima attraverso le corrispondenze scritte per il settimanale “Ciao 2001”, poi con quelle radiofoniche per diversi programmi di Radio Tre, poi come capo servizi Cultura e Spettacoli del quotidiano “Il Progresso Italoamericano”, ebbi il privilegio di trovarmi faccia a faccia con mostri sacri del mondo dello spettacolo, alcune Rock star internazionali e grandi attori e registi del Cinema Italiano.

Nel Dicembre 1980 Mark David Chapman, che spero marcisca in galera sino alla fine dei suoi giorni, uccise John Lennon colpendolo con cinque colpi di pistola nell’androne del Dakota, il palazzo sulla 72.ma Strada. Chapman era un suo fan e lo era anche di Bowie, che in quei giorni era in scena con “The Elephant Man” al Booth Theatre di Broadway.

Se non fosse riuscito a far fuori Lennon, avrebbe poi detto in seguito, la sua seconda opzione sarebbe stata David Bowie, che dal Settembre 1980 e sino Gennaio 1981 avrebbe calcato il palcoscenico del Booth Theatre a Broadway, interpretando il personaggio dello sfortunato John Merrick, reso grottescamente deforme dalla neurofibromatosi, che nel film di David Lynch del 1980 era John Hurt.  Continua a leggere »

La gente di ogni nazione ha il diritto di sapere la verità sugli UFO. Una realtà tenuta celata da strutture di potere, palesi e occulte, che perpetuano una strategia del silenzio grazie a due fattori che mettono a posto la coscienza di responsabili politici e capi di governo.

Il Presidente USA Barack Obama con l'allora consigliere della Casa Bianca,  John Podesta, a Washington, DC, il 21 Maggio 2014.        (Foto: JIM WATSON/AFP/Getty Images)

Il Presidente USA Barack Obama con l’allora consigliere della Casa Bianca, John Podesta, a Washington, DC, il 21 Maggio 2014. (Foto: JIM WATSON/AFP/Getty Images)

Il primo fattore è costituito dal principio secondo cui la segretezza è data dalla natura sconosciuta, quindi potenzialmente ostile, di oggetti volanti non identificati che possono costituire una minaccia per qualunque Stato della Terra. Se di tale aspetto si fanno notare le premesse e le conseguenze ad un militare di alto grado, la sua reazione sarà di malcelata insofferenza. Chi si azzardasse ad insistere, sottolineando che gli intrusi penetrano indisturbati nei nostri cieli – in barba al NORAD e a qualunque altro sistema di super controllo radar – esibendosi in manovre e con prestazioni che surclassano ed eludono la sorveglianza e/o i tentativi di intercettazione e/o di abbattimento da parte delle forze di aria, di terra e di mare terrestri, beh, allora il colorito del nostro interlocutore passerebbe al livido e dalle sue labbra sfuggirebbero minacce. Ovvio, il suo ruolo viene messo in discussione, impotente di fronte ad autentiche manifestazioni UFO, non di droni o di prototipi strani costruiti dall’uomo, amico o nemico che sia. 

Il secondo fattore, connesso anch’esso con la sicurezza internazionale e globale, riguarda le popolazioni, che i poteri ritengono non pronte al salto evolutivo della presa di atto e di coscienza della realtà della presenza Extraterrestre. Le genti vengono ingannate sistematicamente, dichiarando che il fenomeno non esiste e, qualora esista, le forze militari sono in grado di gestire la situazione. 

È vero il contrario: sono le persone e non i governi, ad essere in grado di gestire la verità.

Il 22 Ottobre 2002, in una conferenza stampa al National Press Club organizzata dalla Coalizione per la Libertà di Informazione, il giurista italoamericano John Podesta, presidente della campagna presidenziale 2016 di Hillary Clinton e da sempre uomo di fiducia di Barack Obama, chiedeva la derubricazione di tutti i documenti UFO contenuti nei fascicoli governativi, perché “molto francamente, gli Americani POSSONO gestire la verità… e perché  lo impone la Legge”. Il suo appello restava inascoltato.

Tredici anni dopo, appare chiaro che anche l’attuale Presidente degli Stati Uniti non ha i poteri per fare la mossa che attendiamo da decenni: il riconoscimento formale dell’esistenza di esseri extraterrestri in contatto con la razza umana. Né ha il potere di rendere di pubblico dominio i files delle agenzie e dei servizi segreti che si occupano del fenomeno. I suoi predecessori, da Truman a Eisenhower, da Carter a Ford, da Kennedy a Reagan, non possono non avere fatto i conti con la stessa questione. E tutti – chi in un modo chi in un altro – ne sono usciti sconfitti.

E sconfitta ne è uscita quella che ci ostiniamo a credere una civiltà moderna ed evoluta. Un’intera civiltà occidentale basata sulla menzogna.

Maurizio Baiata, 28 Dicembre 2015

Roma, Sabato 12 Dicembre, Hotel Rouge et Noir, “UFO FILES”, una conferenza che affronta le tematiche più scottanti della moderna ricerca ufologica e alienologica dal punto di vista storico, investigativo e delle esperienze vissute dai protagonisti di casi di contatto diretto con entità non di questo mondo. 12dic2015Rouge_Ayo_Pieragostini_Baiata (1)

SABATO 12 DICEMBRE, ore 15.00

HOTEL ROUGE ET NOIR

VIA DI PIETRALATA 162 (Via Cosimo De Giorgi 8, 00158 Roma)

INFO E PRENOTAZIONI: baiatamaurizio@gmail.com

oppure: pabloayo@strangedays.it  

come arrivare all’Hotel Rouge et Noir: 

http://www.hotelrougeetnoir.it/Ubicazione-hotel-rome.htm

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