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Archive for the ‘Articoli’ Category

“The Catchers of Heaven” è uno straordinario genere di comunicazione scritta, in cui Michael Wolf parla delle arti, della scienza e della religione. Tre decenni di dovere patriottico e una conoscenza sconfinata, i modi gentili, idee che incoraggiano alla comprensione della continua creazione dell’Universo; l’impatto dei pericoli ambientali sulla nostra biosfera… il lavoro segreto per il Governo e le cose per le quali il suo cuore si addolorava. Spazio e tempo, spiritualità, creazione dell’uomo, amore per la famiglia. Sperimentare gioia, dolore, sorriso, speranze per un mondo migliore, soprattutto per i bambini, le qualità che rendono unica l’“equazione umana”. Dubitare, ragionare e discutere di morale, di clonazione, di indagini UFO, di contatto alieno, di esperienze di abduction, ma necessariamente in chiave narrativa, l’unica che gli era consentita.

Dr Wolf

Il dottor Michael Wolf Kruvant (Foto: Paola Harris)

Il National Security Council aveva infatti consentito a Wolf di “generare un flusso controllato di informazioni segrete” attraverso il libro “The Catchers Heaven” (in uscita in Italia nel Gennaio 2014). Wolf si dichiarava dottore in neurologia, fisica teorica, biogenetica, diritto internazionale e scienze informatiche. (altro…)

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La minaccia aliena proveniente dall’esterno non è cosa nuova nella storia politica internazionale. Limitiamoci ai vertici del nostro Paese e degli Stati Uniti. Per l’Italia, scomodiamo Sua Eccellenza Benito Mussolini che il 23 Febbraio 1941 in un discorso al Teatro Adriano di Roma così si rivolse a un uditorio di sindacalisti del Fascio: “… In ogni caso, è più plausibile che gli Stati Uniti possano essere invasi, piuttosto che dalle truppe dell’Asse, dagli abitanti sembra piuttosto bellicosi del pianeta Marte, che arriveranno giù dallo spazio siderale su inimmaginabili fortezze volanti”.

Per gli USA, va ricordato in primis il Presidente Harry Truman, il quale durante una conferenza stampa alla Casa Bianca il 4 Aprile 1950 dichiarò: “Vi posso assicurare che i dischi volanti, dato che esistono, non sono costruiti da nessun potere su questa Terra”.

L'ammiraglio James Forrestal (a sinistra) e il presidente americano Harry Truman.

L’ammiraglio James Forrestal (a sinistra) e il presidente americano Harry Truman.

Altro presidente americano: Ronald Reagan. Cosa aveva in mente e/o chi lo aveva consigliato o indotto a pronunciare il suo monito all’assemblea ONU a proposito dell’ipotesi di un attacco alieno? Reagan invitò le superpotenze mondiali a unirsi per fronteggiare un nemico esterno. Scherzava? I primi sintomi di una malattia mentale degenerativa facevano capolino, oppure era stato sin troppo bene informato e dalla sua coscienza, improvvisamente, aveva fatto breccia qualcosa sino ad allora soffocata? Non potrebbero essere simili a queste, le ragioni sottintese alle dichiarazioni del primo ministro russo Medvedev, Alzheimer escluso? (altro…)

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Se oggi con Photoshop è possibile costruire filmati UFO e spacciarli per autentici, altra cosa è essere autori e rei confessi della truffa del secolo (scorso) e continuare a vivere felici e indenni da ripercussioni giudiziarie. Non ci sarebbe giustizia a questo mondo se le cose andassero così e Santilli e Shoefield la dovessero far franca, considerando che sono 12 anni che su questo argomento ho nel cassetto un libro che inizia a sembrare “la storia infinita” e che non sono in grado di terminare per la semplice ragione che: il caso non è chiuso, né risolto, a dispetto di quello che dicono Pinotti e soci. A cui rode il fegato per non essere mai arrivati alla soluzione e, proprio per questo,  dopo averla cavalcata alla grande, l’hanno bollata come falsa. Opportunismo a vagonate che però, nella storia che sto per raccontare, non deve interessare. (altro…)

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Nessuno riuscirà mai ad accertare se le verità raccontate dai cosiddetti “UFO rivelatori”, soprattutto se di fonte militare, siano vere, mezze vere, false o mezze false. L’amletico puzzle ufologico non si compone di tasselli che si incastrano perfettamente e, una volta sistemato l’ultimo, si possa dire: “Ecco, è finito. Ora sappiamo tutto!”. È il gioco delle parti, umana condizione che dovremmo accettare, consentendo a ognuno di dire la sua in base all’interpretazione personale dei fenomeni e delle loro implicazioni, senza prevaricare o emettere giudizi sulle convinzioni altrui. Ovvero, ciò che non andrebbe fatto è sostenere una tesi ostentandola come definitiva e unica accettabile, gettando le altre nel dimenticatoio, se non nella spazzatura.

Cosa del resto più che comprensibile se si tratta di contrapposizioni ben definite, ad esempio quella tra gli Ufologi e i ricercatori di frontiera da un lato, dall’altro gli scientisti, gli scettici a priori e i debunkers: le premesse e le finalità dei loro studi divergono alla luce del sole e ne rendono le posizioni inconciliabili.

Se invece questi contrasti si verificano nel magmatico ambiente al quale sembrano appartenere ricercatori operativi con premesse e finalità simili, anti-scientiste e alternative come l’Ufologia e l’Alienologia, allora la cosa non è comprensibile. La inquadrerei in una strategia che si basa su una “divisione controllata delle forze”, che fa il gioco del sistema. (altro…)

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I giornalisti e gli scrittori che tardano a rendersi conto che la lettura oggi non passa più solamente attraverso la carta di una rivista, un quotidiano o un libro, ma anche e soprattutto sullo schermo di un dispositivo elettronico portatile, sappiano che è una rivoluzione ormai in atto, un processo irreversibile che però non cancellerà e annichilerà il piacere del possesso e della tattilità del libro vero, del quale l’ebook sembra costituire un’altra faccia. L’ho notato giorni fa su un treno della linea metropolitana di Roma. In un vagone non affollato ma con diversi passeggeri in piedi, tre erano assorti su un ebook e uno solo sfogliava un quotidiano gratuito. Era un reduce stanco. Dal quale il lettore informatico si distingue immediatamente per lo sguardo vivido e lucidamente fisso, tutt’uno con i racconti a inchiostro elettronico, in un estatico processo di visualizzazione mediato da un “reading device” che con la Remington o la Olivetti nulla ha in comune.

Negli anni ’80, per gli operatori nel campo dei media, il passaggio dalla macchina da scrivere al computer rappresentò un trauma formidabile dal quale taluni (lo dico affettuosamente) non si sono più ripresi. Alcuni colleghi per anni furono bloccati davanti alla tastiera, lo sguardo vacuo come stessero scrutando un orizzonte ormai irrimediabilmente perduto.  (altro…)

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