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Archive for the ‘ESPERIENZE DI CONTATTO – ALIENOLOGIA’ Category

Credo che esista un grande piano, che riguarda persone consapevoli di appartenere alla medesima dimensione e capaci di salire al gradino più alto dell’esistenza umana.    

Esiste un volere superiore che sta alla base delle esperienze di Contatto con creature sconosciute che ci visitano e percepiamo. Superare la paura e aprirsi alla loro presenza è possibile. Spesso è un processo doloroso, traumatico e difficile. Spesso ci si sente soli e respinti. Attraverso la disponibilità e la condivisione, la condizione degli “experiencers” diviene il riconoscimento di chi si è, nel profondo. In questo sono certo di non essere solo. (altro…)

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“In un primo momento pensai fosse un bambino, ma poi girò la testa e mi guardò… i suoi occhi non erano umani”

Quello che segue è il racconto dell’esperienza di contatto di Stan Romanek, il più famoso experiencer americano dei nostri giorni. L’intervista, il cui testo originale e non editato qui presento, mi è stata concessa nel 2010 a Tempe, in Arizona, quando ero nello staff editoriale della rivista “Open Minds”.

Maurizio Baiata: Qual è il tuo primo pensiero quando ti svegli al mattino?

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Stan Romanek (foto: Maurizio Baiata)

Stan Romanek: Questo è uno dei punti dolenti del fenomeno. Mi sveglio e il pensiero delle mie esperienze mi ossessiona letteralmente. È un tipo di disturbo da stress post traumatico. Un tempo credevo che fosse a causa della mia incredulità nei confronti di qualcosa troppo difficile da gestire. Oggi però a volte mi dico che (loro) mi hanno fatto qualcosa e che dietro tutto questo esiste una ragione, che ho una missione da compiere. Questo io sento.

M.B.: Stan, quando si parla di una “missione” è facile per un “non credente”, o un debunker dire “questo poveretto è fuori di testa”… (altro…)

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Budd Hopkins, il più famoso esperto americano nel campo delle Abduction, è morto il 21 Agosto 2011, dopo una lunga malattia contro la quale aveva lottato coraggiosamente. Altrettanto coraggiosamente ha combattuto l’establishment scientifico e politico statunitense che mai ha ammesso le prove, l’attendibilità delle testimonianze e la serietà degli studi condotti da lui e da altri importanti ricercatori. Lo intervistai per la prima volta a San Marino nel 1997 e il testo che qui presento nella sua stesura originale è per l’Italia in gran parte inedito. Mentre l’organizzazione OpenMinds TV di Tempe, Arizona, ne ha pubblicato la videoregistrazione sul proprio sito. budd_hopkins 

Maurizio Baiata: Budd, ti ringrazio per questa intervista e vorrei entrare subito in argomento. Puoi descrivere cosa muove le persone a contattarti?

Budd Hopkins: Le persone non reagiscono immediatamente. Credo che in loro la semplice idea di dover ricostruire certe esperienze crei automaticamente una situazione di disagio. Per questo non si gettano a capofitto nel “programma” e il giorno stesso chiamano l’esperto in abductions. (altro…)

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L’intervista che state per leggere appare su numerosi siti, italiani e stranieri. Ho ritenuto necessario pubblicarla e per l’importanza che riveste in questo momento di grande trepidazione per il destino del mondo e perché ha rappresentato una tappa importante della mia vita giornalistica. Soprattutto, però, credo ci restituisca un’immagine di Eugenio Siragusa fedele alla sua volontà di testimonianza in vita.

Si tratta di una delle pochissime interviste “ufficiali” che Eugenio Siragusa ha rilasciato in tarda età. Eugenio è morto nell’Agosto 2006, aveva 87 anni. Lo incontrai nel 1998, grazie all’aiuto di due miei carissimi amici, Valeria (Devi) Seminara e Carlo Barbera, che in anni precedenti erano stati molto vicini ad Eugenio e, nonostante i loro rapporti si fossero raffreddati, godevano ancora della sua stima.  (altro…)

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Lo straordinario racconto dell’Incontro Ravvicinato del Quarto Tipo vissuto dal grande artista a New York negli anni ’70. Confidatosi solo con Yoko Ono e con l’amico Uri Geller, Lennon fu assassinato nel Dicembre 1980.  

“Era verso la metà degli anni Settanta e stavamo mangiando in un ristorante di New York. C’era anche Yoko…”iniziava così un articolo del quotidiano britannico “The Telegraph” che nel 1996 riportava i contenuti di una conversazione fra John Lennon e un cronista suo amico, il cui nome è rimasto peraltro ignoto. Non era ancora nato Sean, frutto dell’unione fra John e Yoko. Un’unione all’epoca in burrasca. Si erano trasferiti a New York City nella primavera del 1971. La città li aveva accolti a braccia aperte e John e Yoko avevano acquistato un sontuoso appartamento al Dakota, sulla 72.ma Strada Ovest, affacciato sul Central Park. Oggi si sa che la coppia era in realtà proprietaria di cinque appartamenti nello stesso storico palazzo dell’Uptown Manhattan, una residenza agognata dalle stelle di Hollywood, della musica pop e dai magnati dell’industria. Per Lennon e la moglie il gigantesco portone del Dakota si era spalancato subito.

John-Lennon

John Lennon (1940-1980)

Il mito di Lennon era inossidabile, ma i suoi passati trascorsi e il nuovo impegno politico con gruppi “radicali” americani, lo resero immediatamente inviso all’Immigration Office Americano e all’FBI. Non solo, nel 1968 Lennon aveva subito una condanna per possesso di marijuana e le autorità americane nel ’72 respinsero la sua richiesta di visto permanente negli USA. La sua battaglia come artista arrabbiato e politicamente scomodo (un pesce fuor d’acqua nella vecchia Inghilterra) continuò per anni, sino alla sua morte, avvenuta l’8 Dicembre 1980, per mano di un suo fan squilibrato, Mark David Chapman. Che si sia trattato solo del gesto di un folle ho i miei dubbi. (altro…)

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