
L’immagine, inviatami da Jaime Maussan via skype, a suo avviso ad alta risoluzione. Sulla destra, la targhetta con la dicitura che decifrata recita “Corpo Mummificato di un Bambino di Due Anni”.
La questione delle “Roswell Slides” (erroneamente definite tali sin dall’inizio) è giunta ad una svolta velocemente. In meno di due settimane dall’evento del 5 Maggio a Mexico City, le tanto attese diapositive si sono dimostrate un terribile boomerang per il giornalista messicano Jaime Maussan e per quanti lo hanno supportato e accompagnato fin sul palco del mastodontico Auditorium Nacional, dove una platea di circa 7 mila spettatori ha assistito a una conferenza
multimediale di cinque ore e un numero imprecisato di persone l’ha seguita in diretta streaming, al costo di una ventina di dollari americani. Un giornale messicano ha parlato di due milioni di contatti internet (collegarsi costava circa 16 euro) mentre Maussan a chi scrive ha parlato di alcune migliaia, come confermato da una testata seria come il Mirror britannico. Una discrepanza enorme, assurda e inconcepibile per organi di comunicazione che si rispettino. E per tutta questa storia. (altro…)



