Di Lessie Zama
Fringe, dall’inglese “confine”, è una serie televisiva statunitense che si inserì nel solco tracciato da X-Files, condividendone lo stampo investigativo e i temi che superano i confini della realtà. Fringe segue le vicende dell’omonima divisione FBI di Boston, un team guidato da Philip Broyles (interpretato da Lance Reddick), colonnello incaricato dalla Sicurezza Interna di riunire una task force in grado di indagare su eventi e fenomeni apparentemente inspiegabili o impossibili. La forza trainante del team è l’agente Olivia Dunham (Anna Torv), alla quale si affiancano il dottor Walter Bishop (John Noble), geniale e incontrollabile scienziato (a qualcuno ricorda non a caso il dottor Michael Wolf, N.d.R.) coinvolto in passato in esperimenti governativi sulla clonazione, l’intelligenza artificiale, la genetica, le nanotecnologie, il teletrasporto, la telepatia e la materia oscura, suo figlio Peter (Joshua Jackson), brillante e ingegnoso tutto-fare che è riuscito persino a falsificare una laurea all’MIT (Massachussets Institute of Technology) e Astrid Farnsworth (Jasika Nicole), esperta di linguistica e linguaggi cifrati che diviene assistente di Walter Bishop.

Il quartier generale della divisione è il vecchio laboratorio di Walter nello scantinato dell’Università di Harvard a Cambridge (Boston), che diviene la “seconda casa” del team investigativo. Sulla Fringe Division grava l’ombra della Massive Dynamic, onnipotente colosso newyorchese della ricerca scientifica avanzata diretto dall’enigmatica Nina Sharp (Blair Brown), fondato da William Bell (interpretato da Leonard Nimoy, il vulcaniano Spock di Star Treck), che fu un tempo compagno e collega del dottor Bishop. In Fringe spiccano gli Osservatori: figure enigmatiche, simili a Men in Black, con completi scuri e uno sguardo gelido, privo di emozioni da risultare quasi “alieno”. Appaiono nei momenti cruciali della storia, osservando tutto senza mai interferire. L’eccezione è Settembre (interpretato da Michael Cerveris), che rompe questo rigido protocollo, intrecciando il proprio destino a quello della Fringe Division e diventando il perno invisibile tra il nostro presente e un futuro ancora tutto da scoprire.
Le storie degli interpreti principali e quelle dei personaggi minori si intrecciano e amalgamano in eventi dettati da un invisibile meccanismo che viene definito “lo Schema”, eventi con i quali può confrontarsi solo la fringe science, quella “scienza di confine” che si situa ai margini della corrente accademica convenzionale e “ortodossa”, le cui posizioni non prevedono o non accettano l’esistenza di “impossibilità”, o di fenomeni che vadano contro la logica umana. Così, la serie attinge largamente da teorie “audaci” come quella del Multiverso (che ammette l’esistenza di universi coesistenti e alternativi rispetto al nostro spazio-tempo e di infinite possibilità che si dispiegano in ogni dimensione parallela) e da sistemi di pensiero come il Transumanesimo (movimento culturale che sostiene e incoraggia l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per incrementare le capacità dell’essere umano in modo da superare la malattia, l’invecchiamento e la morte, in vista di una possibile condizione post-umana).

Soprattutto, Fringe ci restituisce una visione “umana troppo umana”, carica di emozioni e commovente (grazie all’efficacissima colonna sonora), in grado di resistere al tempo, allo spazio e ai possibili futuri distopici che in tutti i modi cercano di strappare via la libertà all’uomo e di renderlo schiavo, uniformando le differenze.
E pensando alle “sei cose impossibili prima di colazione” di cui parlava Lewis Carroll nel celebre Alice’s Adventures in Wonderland (1865), immaginare le impossibilità significa fare un passo avanti nell’universo del possibile. Se il buon senso corrisponde al possibile e il non-sense all’improbabile, Fringe scardina questi termini antitetici, decostruendo il buon senso attraverso l’accettazione del nonsense e contribuendo a saturare il gap di significati che esiste tra la spiegazione scientifica moderna del mondo e la nostra comprensione del quotidiano.
Se i risultati di ascolto in Italia non sono stati eccellenti, anche perché il serial è stato spesso contrassegnato con il bollino rosso, varrebbe chiedersi se Fringe fosse per l’epoca troppo audace e per questo i capi programmazione ritennero la visione adatta solo a un pubblico adulto. Ragionevolmente, quindi, i temi trattati da Fringe erano e sono ancora oggi troppo all’avanguardia per canali che contano su un’audience che predilige il semplice divertimento.
NOTE
Ideata da J.J. Abrams (Alias, Lost), Roberto Orci e Alex Kurtzman e trasmessa negli Stati Uniti da Fox dal 9 Settembre 2008. In Italia, è stata programmata prima da Steel (piattaforma Sky) poi dal 2010 in chiaro su Italia1. Secondo i dati divulgati, Stagione 1: trasmessa dal 9 marzo al 6 aprile 2010. Stagione 2: trasmessa a partire dal 17 gennaio 2011. Stagione 3: trasmessa dal 7 novembre al 5 dicembre 2011. Stagione 4: trasmessa tra il 2012 e il 2013. Stagione 5: non è mai stata trasmessa in chiaro su Italia 1. Da quale tempo la serie è disponibile in streaming su Amazon Prime Video


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