di Maurizio Baiata – 15 Maggio 2026
Il 25 Giugno 2021, la Direzione ODNI degli Stati Uniti rilasciava il dossier sui fenomeni UFO che, al termine del suo primo mandato, il Presidente USA Donald Trump aveva richiesto a 17 apparati di Intelligence afferenti al Pentagono alla Cia, la NSA, l’FBI e altri. Il Rapporto di Valutazione del Governo Americano in merito agli UAP (Unidentified Aerial Phenomena – fenomeni aerei non identificati) coordinato e divulgato dal direttore dell’Intelligence Nazionale John Ratcliffe, aveva valore preliminare, in attesa che venisse reso noto quello definitivo. Nelle sue nove pagine consuntive si sosteneva che non si sa cosa gli UAP rappresentassero, che nei 70 anni di osservazioni non era stata prodotta una spiegazione plausibile (uno solo dei casi analizzati era conclusivo), che altresì non esistevano prove che si trattasse di oggetti extraterrestri, né statunitensi (senza escludere l’ipotesi di aggeggi “segreti” costruiti negli USA), né russi, né cinesi. Concludendo che gli UAP possono costituire una minaccia e pertanto vanno studiati e si devono predisporre stanziamenti finanziari adeguati ai fini della ricerca. I dati riguardavano 144 avvistamenti raccolti dal 2004 al 2021 e provenivano in larghissima parte dalla US Navy, la Marina Militare Americana.

Il processo di declassificazione
Emesso dal presidente Barack Obama nel 2009, l’ordine esecutivo 13526 sancisce il sistema di classificazione del governo USA, nei coefficienti di segretezza e nella gestione delle informazioni di sicurezza nazionale provenienti da organismi interni ed esterni, da appaltatori, o da altri governi. La data standard di declassificazione dei documenti è di 10 anni. Dopo 25 anni, avviene la revisione automatica di un determinato documento classificato (con sua eventuale derubricazione = UNCLASSIFIED) ad esclusione di nove deroghe in base alle quali sul file si mantiene la segretezza. Dopo 50 anni le deroghe si riducono a due e, oltre i 75 anni, per ottenere la declassificazione è necessario richiedere un permesso speciale. Il decreto FOIA (sulla libertà di informazione) consente di ottenere documenti a seguito di declassificazione obbligata. Rispetto al Rapporto Preliminare di nove pagine (solo testo, nessuna immagine video o fotografica), divulgato il 25 Giugno 2021, si apprendeva che le commissioni Intelligence della Camera, del Senato e del Pentagono – gli esponenti “in the loop” (da informare) – avevano già ricevuto il rapporto completo di 78 pagine.

Il suo contenuto era ben più corposo, se è vera la dichiarazione di Bill Nelson, ex astronauta e senatore della Florida dal 2001 al 2019, nonché Amministratore NASA dal 2021 sino alla fine della presidenza Biden il 20 Gennaio 2025, secondo cui il contenuto del rapporto era “impressionante”. In quel momento, John Ratcliffe così commentava: “Gli analisti dell’Intelligence hanno escluso anomalie meteorologiche, interferenze ottiche, attività di avversari stranieri o tecnologie statunitensi super segrete, come possibili spiegazioni ai casi più insoliti”.

Ottusità confusionale
Da cinque anni a questa parte, dunque, la strategia di Intelligence americana in merito alla questione ufologica ha generato solo confusione. Agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, quella non ottusa si intende, il tentativo del Pentagono di sostituire l’acronimo UAP a quello UFO, escludendone le componenti “extraterrestri”, non è riuscito. Anzi, ha coperto di ridicolo i cervelli dei suoi creativi e dei suoi estimatori, fra i quali i massimi esponenti delle organizzazioni ufologiche mondiali che l’avevano incondizionatamente accettato. All’entrata in scena dei whistleblowers militari protagonisti di clamorosi outing in occasione di audizioni congressuali o senatoriali (sotto l’occhio vigile del Pentagono), rispondeva la NASA che, come abbiamo visto con la dichiarazione del suo presidente uscente Bill Nelson, alla questione UFO dava grande importanza e richiamava l’attenzione sul ruolo effettivamente svolto dall’ente spaziale americano. Così, è notizia recentissima, è arrivata la conferma attraverso i documenti rilasciati nei giorni scorsi dal “Ministero della Guerra” degli Stati Uniti che già le missioni Gemini (1965-1967) e quelle dei primi allunaggi, avevano rivelato che “lassù” c’era qualcuno – non sovietico – presente alle coraggiose imprese spaziali yankee. La NASA, però, aveva sempre negato l’evidenza, adducendo spiegazioni accomodanti quali detriti fantasma o, peggio ancora, allucinazioni visive dei propri astronauti.

In ricordo di Steven Schiff
Fra il 1993 e il 1994 il deputato repubblicano del New Mexico, Steven Schiff, richiese formalmente indagini federali e l’accesso ai documenti classificati relativi all’”Incidente di Roswell” del 1947. L’indagine del General Accounting Office (GAO), l’agenzia investigativa del Congresso, rivelò che tutti gli incartamenti inerenti le attività della Roswell Army Air Field (RAAF), inclusi i messaggi in uscita tra il 1945 e il 1949 erano andati distrutti in un incendio. Al di là di ogni spiegazione ufficiale o meno, la responsabilità di tale distruzione non è mai stata accertata. Indagati principali sarebbero stati peraltro da considerare il comandante della base, colonnello William Blanchard e il generale Roger Ramey, comandante dell’Ottava Air Force a Fort Worth (Texas). Guarda caso, fu a Fort Worth che l’8 luglio 1947 Jesse Marcel, ufficiale dell’intelligence del 509° Gruppo Bombardieri, fu indotto a presentare alla stampa i rottami di alluminio identificati come quelli di un’astronave extraterrestre. Non era nulla di alieno, ma non poté esimersi da una falsa versione dei fatti dei quali era stato testimone. L’avvocato Steven Schiff è venuto a mancare il 25 Marzo 1985.
Anna Paulina e Tulsi Gabbard

All’avvento del secondo mandato di Trump, le cose hanno iniziato a chiarirsi. E non fa una piega che la deputata repubblicana della Florida, Anna Paulina Luna, che presiede la Task Force sulla declassificazione dei segreti federali e in specie dei documenti governativi relativi all’assassinio di John F. Kennedy, sia ad oggi in prima linea nella “guerra” per ottenere la divulgazione palese dei documenti UFO secretati. E non finisce qui. In data imprecisata di questo 2026, uomini della CIA hanno fatto irruzione nell’ufficio di Tulsi Gabbard, già ufficiale della Guardia Nazionale e attuale direttrice del Dipartimento Intelligence Nazionale (NDI), impadronendosi di decine di scatoloni contenenti documenti relativi all’assassinio di JFK, alla Guerra Fredda e al programma MK-Ultra, fascicoli che la Gabbard era in procinto di sottoporre a desecretazione.
Va ricordato che al massimo livello di sicurezza permangono “segreti di Stato” risalenti a 75 anni prima e che il fuoco incrociato della Delay Plaza accadde il 22 Novembre 1963. Sono passati 63 anni. Trump ci resterà male, ma il meccanismo per ora non consente altro, neanche a lui. Trump dovrebbe forse riporre le sue speranze ancora su John Lee Ratcliffe, che il 23 Gennaio 2025 è stato nominato Direttore della CIA e lo è ancora. Forse, sarà lui a gestire il prosieguo del disclosure, ma essere esperti in campo legale, almeno in campo ufologico, non significa direttamente arrivare alla Verità.


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