Di Maurizio Baiata
Nell’udienza sugli UFO tenutasi a Washington lo scorso 26 Luglio, i componenti di una sottocommissione governativa appartenenti al Congresso e al Senato hanno interrogato in diretta tre testimoni sotto giuramento: i piloti David Fravor (US Navy) e Ryan Graves (US Navy, fondatore della Americans for Safe Aerospace), e David Grusch, agente e responsabile della task force UAP del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti fino al 2023.

Da quanto è emerso dal fuoco incrociato, vanno sottolineati alcuni punti. In primis, i piloti hanno ribadito quanto avevano dichiarato a partire dal 2017, quando la saga degli UAP e le rivelazioni del Pentagono telecomandate al New York Times, avevano scosso mezzo mondo: ovvero, gli oggetti da loro avvistati erano reali e nulla di simile, come capacità di manovra e velocità, poteva essere stato costruito dagli USA o da qualunque altra forza militare straniera. Ma Graves e Fravor hanno ora aggiunto che i propri rispettivi casi di incontri ravvicinati in volo con oggetti sconosciuti, regolarmente riportati ai loro superiori, sono stati insabbiati. Inoltre, un numero considerevole di loro colleghi, altresì protagonisti di interazioni con UFO, sono stati costretti al silenzio.
Considerando che i militari non fanno filosofia, si occupano della difesa nazionale, quindi della sicurezza di un Paese rispetto a potenziali nemici, interni (terrestre) o esterni (non terrestre) se a parlare di intimidazioni e di ritorsioni ai danni di loro colleghi sono avieri della Marina Militare degli Stati Uniti, allora finalmente si può dire che c’è qualcuno che ha il coraggio di fare emergere situazioni estremamente gravi. Tale disclosure (trasparenza e divulgazione totale) non a caso scaturisce da esponenti della US Navy, il ramo delle forze armate americane da decenni deputato alla gestione di intelligence, quindi nella massima segretezza, della patata bollente rappresentata dagli UFO. Graves e Fravor devono quindi aver avuto il “la” da qualcuno in alto nella catena di comando e si sono esposti non solo per affermare di aver visto degli UFO, ma soprattutto per denunciare il cover-up. E non può trattarsi di un “harakiri della Marina”, dopo la reticenza recentemente palesata a più riprese nelle audizioni dei rappresentanti della propria Intelligence. E la faccenda ha assunto proporzioni così rilevanti da sollecitare l’autorevole e ormai conservatore Washington Post a titolare: “Gli UFO sono una minaccia per la Sicurezza Nazionale?”, avvalorando subdolamente la tesi del nemico esterno, ovvero alieno, ora preso molto seriamente in considerazione da entrambe le compagini del Congresso.

Dal canto suo, Grusch sta scherzando col fuoco. Ha un curriculum di ferro, è assistito da legali di tutto rispetto e fa parte di un trust di cervelli che comprende il famoso giornalista di Las Vegas George Knapp e anche il fisico dell’Area 51-S4 Bob Lazar. Se le sue affermazioni verranno confermate e, soprattutto, suffragate da evidenze, fisiche, materiali o almeno testimoniali, allora ciascuno di noi, osservatori di una realtà evidentemente asservita a media corrotti che hanno soppresso informazioni essenziali inerenti i nostri “vicini” che ci hanno fatto visita da tempo immemore, allora possiamo nutrire qualche tenue speranza, senza impantanarci in elucubrazioni filosofiche.

Secondo Grusch, gli USA da decenni sono in possesso di veicoli alieni “intatti e parzialmente intatti”, UFO precipitati e recuperati in operazioni supersegrete di “Crash & Retrieval” e Washington li ha studiati e ne ha sviluppato progetti destinati alle industrie appaltatrici del Pentagono. Affermazioni le sue cui ha fatto eco immediata un portavoce del Pentagono con una recisa smentita, negando che ci sia mai stato un insabbiamento delle prove e che “non esistono, né sono mai esistiti, programmi relativi al possesso o alla retroingegneria di materiali extraterrestri”. Si ripete la stessa pantomima del crash di Roswell, mai avvenuto secondo il Pentagono, che nel 1997 emise la propria sentenza: caso chiuso ufficialmente. Senza in questa sede (per ora) scomodare il compianto colonnello Philip J. Corso, a proposito di date, basta un’occhiata al sistema di segretezza vigente negli USA che stabilisce una possibile derubricazione di documentazioni secretate da un minimo di 10 anni a un massimo di settantacinque, per capire come mai, nonostante le sue credenziali e gli incarichi afferenti alla questione UF0/UAP, all’ex funzionario dell’intelligence militare sia stato negato l’accesso alle informazioni più “delicate”. Grusch di certo non si fermerà qui. Ma avrà a che fare, lui e tutto il gruppo teso alla “rivelazione finale”, con un sistema che, se non elimina fisicamente i propri enzimi bacati, li blocca e li dissuade attraverso mille cavilli della più mortifera e kafkiana memoria.

sue ineccepibili credenziali, David Grusch dovrà affrontare giorni difficili…
Dal fuoco incrociato sulla Dealey Plaza di Dallas che stroncò la vita del Presidente John Fitzgerald Kennedy ad oggi sono passati 70 anni e nulla di concreto, a proposito di chi materialmente lo uccise e chi furono i mandanti, è mai emerso. Per gli UFO è ancora peggio e solo un miracolo potrebbe cambiare le cose. La burocrazia pentagonale ammantata di nero è un potente e spietato nemico della verità. Né più e né meno della burocrazia biancovestita del Vaticano. Queste strutture vogliono impedire che avvengano le seguenti cose: 1) La conferma della presenza ET e del suo interagire con il pianeta Terra sin da tempi remoti. 2) Che una loro manifestazione palese possa aiutarci a comprendere quale sia o possa essere la posizione dell’umanità nell’Universo. 3) Che i Visitatori, intendiamoci, quelli ben disposti nei nostri confronti, vogliano adoperarsi per la salvaguardia nostra e del pianeta Terra.
Fino al 26 Luglio 2023, la propaganda e la campagna di disinformazione ha favorito e nutrito, anche presso le menti più aperte, il perpetuarsi di un clima di veleni e di divisioni in merito alla questione UFO/ET. Lo si è constatato in qualunque organizzazione di ricerca ufologica. In effetti gli “utili idioti” (come Corso amava definire gli studiosi della materia) hanno mostrato grande considerazione per le finte disclosure del Pentagono degli ultimi anni, non perché in stato confusionale, più probabilmente in base a una logica di servizio nei confronti dei poteri forti, o per proprio mero tornaconto. Sta di fatto che, accettare (e fare proprie) retoriche affermazioni provenienti dagli USA, quali “seguiamo con attenzione il fenomeno, ma escludiamo sia di origine aliena”, o non denunciare il subdolo cambiamento da “Unidentified Flying Objects (UFO)” a “Unidentified Aerial Phenomenon (UAP)” quale strumento di cancellazione – nella concezione popolare – della natura esogena di tali fenomeni, ha rivelato ancor di più da quale parte soffia il vento e chi è al timone del bastimento ufologico internazionale. Nessun problema, però, la scienza ha già risposto a tutto e la gente, mesmerizzata e/o col cervello in pappa, può tranquillizzarsi. Perché ci sono i militari a proteggerci dalla minaccia aliena, semmai tale dovessero rivelarsi le loro apparizioni nei nostri cieli. Il nostro senso critico deve prevalere, senza credere tout court a Grusch se non produrrà le evidenze, né ad altri rivelatori se dietro di loro, non visti eppure sotto gli occhi di tutti, non operassero autentici maestri della disinformazione e dell’inganno.
Si ringrazia Oliviero Mannucci per la preziosa consulenza e la sua instancabile attività di collegamento con i migliori ricercatori UFO americani indipendenti.


Awesome!!! La Verità prima o poi emerge.
Abbracci, Louis
…e se Grush fosse un alieno? Uappete!! Il depistacchio sarebbe fantastico! Provate a non dare per scontato ciò che vedete. E’ come il gioco delle 3 carte. La verità ce l’hai sotto il naso ma non la vedi, perchè ti lasci ingannare dalla tua percezione umana. E ci caschi come un pollo. Ma se invece, facciamo finta che… Grush fosse un “non umano” e sappiamo che, potrebbe anche essere possibile, la faccia strana ce l’ha. Andate a ricercare certe immagini di “non forse umani” che ci sono in rete… certi tipi.. hanno quasi tutti le stesse facce.. Alti, robusti, visi scolpiti, lisci e sbarbatissimi, occhi a quasi mandorla e calvi. (escluso il Baiata che … che che.. potrebbe esserlo pure lui ma, siccome a differenza di certi alieni finti umani che, non sanno cosa sia l’umorismo, l’arte e i sentimenti, il nostro Baiata nazionale tutte queste belle caratteristiche umane le ha tutte). Lui è un calvo per caso. hehe.. Ma torniamo a Grush, se fosse un alieno, ci sta prendendo per il cxxo tutti. Mh.. forse proprio tutti no.. ma molti si.
Caro Pino, ne convengo. Grusch ha parlato da eroe, ma non ha portato uno straccio di prova. Non glielo hanno fatto fare? Così sembrerebbe. Vale zero, a mio avviso, rispetto a Philip Corso.