Stralcio tratto dal capitolo 14 del mio libro “Gli alieni mi hanno salvato la vita”, Edizioni Verdechiaro, reperibile nelle migliori librerie e ordinabile sia alla Macrolibrarsi, sia al sito della Verdechiaro a questo link:
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Capitolo 14 – Primo e Secondo Livello di Contatto
Il mio primo avvistamento in Italia avvenne credo nel 1996, o 1997, a Roma. Era una bella sera di Giugno, tiepida e con cielo stellato. Con Wendy eravamo a una festa a casa di amici nella zona di Torrevecchia, a nord della via Trionfale e di Monte Mario. Sorseggiavo una coca cola un po’ annoiato e avevo appena finito di parlare con mia moglie che sedeva su una poltrona di fronte a me. Girai lo sguardo verso un’ampia porta finestra che dava su un piccolo terrazzo dal quale provenivano le voci di altri amici. Fu un attimo.
Una fortissima luce bianca apparve in cielo sulla destra estrema del mio campo visivo. Un corpo di luce, di impressionante intensità, sfrecciò orizzontalmente lungo la metà di firmamento che potevo osservare. Non era un bolide o una stella cadente, perché si fermò brillando per due o tre secondi, immobile e poi si divise in tre parti altrettanto luminose, ma più piccole che, all’istante, si impennarono vertiginosamente verso il cielo stellato verso tre direzioni diverse. Quella al centro in perfetta perpendicolare, le due ai lati schizzarono una verso destra, l’altra verso sinistra e tutte e tre, all’unisono sparirono alla mia vista. Io farfugliai qualcosa e mi slanciai verso la terrazza, ma lo spettacolo celeste era appena terminato.
Una scena degna di Spielberg, come nell’incipit di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, quando i primi oggetti luminosi si allontanano sullo skyline della città le cui luci si riaccendono dopo il blackout elettrico. Non avevo fatto in tempo ad avvisare Wendy, era stato troppo veloce e non mi sono mai perdonato di aver solo obbedito a un richiamo improvviso, a un riflesso quasi condizionato che non mi aveva consentito di condividere con lei l’esperienza. Sarebbe stato molto importante per noi che ci amavamo vivere insieme un’occasione così importante, ma non fu possibile. Gli amici sul terrazzo invece avevano visto, eccome. Erano emozionati ed esterrefatti.
E il più sbalordito era Mauro, ricercatore chimico dell’Università di Roma, con il quale avevo intavolato tante animate discussioni sugli UFO per poco non finite in rissa. “Cos’era quella cosa, Maurizio!” – “Un UFO!” gli risposi, “Abbiamo visto un UFO!”. “Avevi ragione tu, non me lo so spiegare proprio!”. Lo spettacolo era stato tanto dirompente che il mio scettico amico, comunista sfegatato e razionalista, sembrava avesse subito una “conversione” istantanea. Gli dissi, cercando di non urtarne la suscettibilità, che era stato meraviglioso e che se era successo, la ragione forse l’avremmo trovata insieme. In seguito però non abbiamo più avuto modo di riparlarne. Strade diverse.
Di questa esperienza raccontai al Maurizio Costanzo Show un paio di anni dopo. La ricordavo vividamente, come adesso, dopo tanti anni. E questo succede a moltissime persone che hanno avvistamenti UFO. Ritengo che il loro io interiore entri in contatto con la “forza” che si sprigiona dall’oggetto che appare in cielo, proprio nel momento in cui avviene l’avvistamento. Può durare solo una manciata di secondi, ma ricorderai per sempre dove, come e quando è accaduto e con chi ti trovavi, cosa hai provato, come lo hai vissuto. Decine, probabilmente centinaia di persone mi hanno confermato come, pur non avendola elaborata concettualmente, l’esperienza era rimasta dentro, immutabile nel tempo. Puoi cercare di nasconderla fra i meandri della mente, ma ogni tanto riaffiora dal subconscio, fa capolino come a ricordarti qualcosa.
Questo, a mio avviso, è il primo livello di Contatto con Intelligenze Aliene. L’avvistamento rappresenta il primo gradino della scala per espandere la propria coscienza e intraprendere il viaggio interiore…
Continua… Un abbraccio.
Maurizio Baiata, 17 Luglio 2012
Ciao Maurizio, è vero ti rimane dentro per sempre… anche se il mio contatto è recente, risale al Maggio dello scorso anno. L’avvistamento si è svolto di giorno e devo dire che mi ha lasciata interdetta, è stato semplice, veloce ma non troppo, giusto il tempo per essere certa di quello che stavo vedendo, ossia due sfere color metallo chiaro, lucide sospese nel cielo davanti ad una grossa nube vaporosa da cui sono uscite e poi rientrate muovendosi molto lentamente.
Un’abbraccio, Layla.