PREMESSA di Maurizio Baiata
Mi è stata chiesta da più parti una opinione sul film documentario “The Age of Disclosure”, da mesi campione di incassi sulle piattaforme televisive a pagamento. Non avendolo visto, non mi azzardo ad esprimermi, riservandomi di farlo quando ne avrò tutti gli elementi, e per il momento lasciando la parola all’amico e ottimo conoscitore della materia Guido Scalambra.

Di Guido Scalambra
2 Aprile 2026
Un personale pensiero dopo la visione di questo film documentario. Come ormai attempato studioso della realtà ufologica, non mi aspettavo eclatanti rivelazioni, quindi non mi stupisce che la documentazione esposta raccolga fondamentalmente in un unico contenitore le dichiarazioni di personaggi con un certo peso d’immagine e notorietà pubblica negli Stati Uniti e nel mondo dell’ufologia, ma di fatto ripercorre quanto reso noto negli anni riguardo una realtà nella storia del pianeta, ma non generatasi dalla sua umanità. Non è una novità, la capacità osservata in questi oggetti di movimenti, velocità e interazioni con stati della materia non assimilabili ad azioni di vettori di costruzione indigena. Sottolineando il fatto che tale capacità viene testimoniata dai tempi in cui sopra le nostre teste volavano aerei a pistone. Non è una novità, inoltre, che siano avvenuti già da molto tempo crash di UFO e relativi recuperi di entità fisiche, di cui sono state raccolte a testimonianze dirette e attendibili, così come indirette, dove il detto e il riferito possano dar luogo a perplessità. Ad esempio la dichiarazione di David Grusch all’udienza del 2024 sul crash di Magenta del 1933, non nella realtà dell’incidente, bensì delle modalità storiche del recupero dell’UFO nel 1945 ad opera degli Stati Uniti.

Le dichiarazioni degli intervistati si possono dividere in due settori: quello politico, che prende atto della realtà e urla alla Luna trasparenza, e quello tecnico, ovvero degli operatori civili o ex militari che hanno posto lo sguardo nei sancta-sanctorum dove materialmente sono occultate le prove del fenomeno. Queste persone riferiscono cose ormai risapute, ma che sulle altre obbediscono all’ordine del silenzio, oppure perdono credibilità, fornendo notizie poco attendibili. Il silenzio viene giustificato con l’importanza di ribadire il principio della sicurezza nazionale, cioè il “taci, il nemico ti ascolta”. Ne sorge la domanda: chi sarebbe il nemico? La popolazione o entità che in più di un’occasione hanno palesato capacità di accesso ad ovunque?
Riferendomi all’occidente statunitense, si potrebbe pensare che una divulgazione trasparente e totale configurabile come “verità” causerebbe un terremoto delle fondamenta di un sistema piramidale che, da troppo tempo, si auto referenzia nella gestione del potere. Dovrebbero dichiarare se e con quali entità avrebbero stretto accordi e del loro contenuto. Dovrebbero rispondere sul come è stato finanziato un programma del genere, se è lecito ipotizzare un’appropriazione indebita di fondi pubblici da parte dell’apparato militare, così come dichiarato nel docu-film.

Il programma occulto “Legacy” nel suo metodo organizzativo dichiarato, prevede una dominanza dell’apparato militare, al che, stranamente, si può notare che la Marina non è presente in questo schema. Può essere un particolare da osservare con attenzione il fatto che dalla Marina sono pervenute le prove acquisite con metodo strumentale dall’UFO Tic-Tac. Sempre non da poco in tale metodologia organizzativa l’assenza del Ministero dell’Energia. Inoltre, tenuto conto della severità del sistema fiscale statunitense, gli appaltatori civili, come avranno dichiarato i fondi ricevuti? Ah no, non li hanno dichiarati? Il pozzo buio e profondo del deep state, si direbbe.
Il mio parere è che il tempo della divulgazione coincide con il momento dell’annuncio, ma è un annuncio di un prodotto che non credo verrà mai palesato, in base alla tecnica collaudata del creare aspettativa, un finto cambio di metodo. Il fine di tutto questo la si può leggere nella famosa frase del “Gattopardo” declamata dal personaggio interprete del romanzo, Tancredi, “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Varrebbe infine un’ipotesi, quella secondo la quale, per rimettere le cose al loro posto in equilibrio, siano loro a manifestarsi. Le entità dall’antico lignaggio, custodi della Storia di questo pianeta, magari irrompendo e dire: “Scusate l’irruzione, ma necessita risolvere un problema…”.
Un’ultima confessione. Debbo ammettere che per me il docu-film è stato così interessante da appisolarmi negli ultimi 15 minuti.


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