Di Maurizio Baiata
22 Febbraio 2026
L’argomento che affronto in questo articolo provoca da sempre lo sdegno degli scettici incalliti e dei debunker nostrani. Costoro cercano di far passare prese di posizione a favore dell’esistenza del fenomeno UFO e di denuncia del sistema di cover-up dei governi, ad esempio quelle dell’ex ministro della Difesa canadese Paul Hellyer, del colonnello Philip Corso, o dell’astronauta Edgar Mitchell, al pari di deliri di individui ai quali la tarda età avrebbe spappolato il cervello. Più sono importanti la figura pubblica e il calibro di persone che si battono per la verità, più contro di loro cresce l’accanimento dei web debunker, i saccenti probiviri dell’ufologia. Per quanto si affannino a starnazzare nel loro gallinaio, non riusciranno a mettere a tacere i Mitchell, gli Hellyer e altri, donne e uomini, che dicono al mondo quello che sanno. Ovvero, che “Gli UFO sono il prodotto di intelligenze sconosciute in possesso di motivazioni e poteri sconosciuti”, definizione del fenomeno UFO a mio avviso consona e puntuale oggi più che mai dato che sembra in atto un’altra, forte e probabilmente ultima fase della guerra segreta, sotterranea, tra opposte fazioni politiche statunitensi desiderose di un posto al sole in caso di divulgazione palese della realtà del fenomeno. La qual cosa non avverrà, se non per volere di osservatori esterni che si saranno anche rotte le scatole di continuare ad assistere a questa assurda pantomima fra rimbecilliti terrestri. Ottimo deterrente per la mancata uscita allo scoperto aliena, della quale non conosciamo non solo i più sbalorditivi mezzi tecnologici, ma soprattutto le ipotetiche intenzioni.

Non venendone mai a capo, ovviamente, l’enigma UFO resta tale da quasi otto decenni e qualcosa cambierebbe solo se si verificasse la manifestazione di entità esogene al pianeta Terra, allora le loro ragioni diverrebbero chiare. Si viaggia pertanto su congetture, interrogativi e affermazioni ora eclatanti ora disarmanti, tese a farci cadere le braccia. Prendiamo ad esempio personaggi illustri che si sono espressi in merito. Il 24 Giugno 1947 fu il giorno del primo avvistamento UFO della storia moderna, quello del pilota civile americano Kenneth Arnold, che coniò il termine Flying Saucers, piatti volanti, dopo aver avvistato una formazione di nove oggetti non identificati di forma semidiscoidale sul Monte Rainier, Stato di Washington. Molti anni dopo, nel 2010, l’eminente astrofisico Stephen Hawking asserì che un incontro con esseri extraterrestri sarebbe stato foriero di conseguenze devastanti per un’umanità che dagli alieni dovrebbe tenersi a distanza perché non ne conosciamo la natura, né le intenzioni. Il pensiero di Hawking si basava sull’osservazione del comportamento umano e metteva in guardia dalla minaccia di una civiltà più avanzata che, in caso di contatto volente o nolente, potrebbe causare danni a una razza inferiore. Lungi dal sostenere la realtà degli UFO, la teoria di Hawking si discostava dalla visione del famoso astronomo e cosmologo Carl Sagan (nella foto sotto) che negli anni Settanta attraverso libri e la mitica serie televisiva “Cosmos”, pur proponendo la possibilità di un Universo abitato da miriadi di intelligenze aliene, escludeva che esse fossero capaci di raggiungerci effettuando viaggi interstellari, perché le leggi della fisica non lo consentono.

Se per Sagan la questione UFO era un enigma astratto e per Hawking un potenziale pericolo, il principio della “non interferenza” del visionario e geniale Gene Roddenberry, padre di Star Trek parlò di una “Prima Direttiva” che imporrebbe a qualsiasi civiltà avanzata aliena appartenente alla cosiddetta “Federazione Unita dei Pianeti” di astenersi da contatti con razze meno evolute (come la nostra) di altri pianeti e di non interferire con il loro sviluppo. Solo metafore e fine filosofeggiare? Non proprio, se si considera che la possibilità di un prossimo contatto non è da escludere. In merito, ha avuto una certa eco il parere di un uomo politico di grande levatura, Paul Hellyer, ex vice primo ministro per due anni nel gabinetto del premier Pierre Trudeau e ministro della Difesa del Canada dal 1963 al 1967.

Per Hellyer, scomparso nell’Agosto 2021, “alcuni UFO sono reali come gli aerei che volano sopra la nostra testa”. Sono bastate queste sue parole per far gridare allo scandalo e stigmatizzare le esternazioni di un anziano ossessionato dagli alieni. A differenza di Hawking, Hellyer sottolineava che le intenzioni malevole degli ET non si sono mai evidenziate e che loro mire di conquistare e distruggere altri pianeti non sono altro che risibili speculazioni. Quindi non solo era convinto che gli extraterrestri hanno pacificamente visitato la Terra fin dai tempi più remoti, ma anche che l’umanità ha raggiunto grandi traguardi tecnologici tramite la retro-ingegneria derivata dai reperti alieni recuperati a partire dall’incidente UFO di Roswell del 1947. Hellyer, nei confronti di Hawking ha alzato il tiro, accusando l’eminente scienziato di fare e diffondere disinformazione paventando la minaccia ET. Teoria alimentata grandemente negli ultimi anni dagli analisti del Pentagono, per i quali in primis non affermano l’importanza della “questione extraterrestre” senza timore del ridicolo e di pesanti ripercussioni alla propria reputazione, in secundis fanno di tutto per remare contro.

Lo spettacolo indecoroso degli ultimi giorni ha visto in ballo i pensieri di due uomini che hanno già sin troppo a lungo gestito le sorti del Paese, forse, ancora più forte del mondo, i presidenti Obama e Trump, i quali hanno entrambe proclamato in pubblico l’esistenza di un problema pressoché insormontabile: nessuno dei due ha disposto e dispone del potere di giudicare se alla realtà del fenomeno UFO è possibile dare una prova definitiva. Sono altri a prendere questa decisione, non i Presidenti. In effetti, il film “Contact” tratto dall’omonimo libro di Sagan e magistralmente interpretato da Jodie Foster nel 1997, alludeva a questi compromessi come a un epitaffio. Nel 2005 durante una conferenza a Toronto, Hellyer prese sulle sue spalle il peso delle nuove istanze del movimento esopolitico, sorto negli anni Novanta per allargare la visuale di una ufologia miope e fossilizzata. Istanze che non significano, come il termine Esopolitica lascerebbe intendere, stabilire chi debba o possa instaurare parametri diplomatici o qualunque tipo di mediazione con eventuali delegazioni aliene, quanto combattere dall’interno del sistema politico mondiale il processo costante di segreta militarizzazione dello spazio. Perché la NASA non è un ente assistenziale, ma un’impresa finanziata con denaro pubblico e fondi neri anche allo scopo di monitorare lo spazio e individuare eventuali intrusi. Dai giorni della Space Defence Initiative (SDI, il programma di “scudo stellare”) di Ronald Reagan, alle bellicose amministrazioni della famiglia Bush e di Obama, l’alibi dell’esistenza di un nemico esterno ha consentito a Washington di sfruttare la paura della gente per gli alieni ostili, similmente allo spettro del “pericolo rosso” della guerra fredda. Citando più volte il Colonnello Philip Corso quale fonte attendibile di informazioni correlate al fenomeno UFO, ben prima di un Grusch, Hellyer dichiarava apertamente che il Pentagono sapeva perfettamente delle EBE (Entità Biologiche Extraterrestri) e che la loro tecnologia era finita nelle mani di apparati di intelligence militare statunitense.

Tutto è stato celato agli occhi delle masse, grazie a un’oculata gestione delle informazioni ai massimi livelli di segretezza, secondo una strategia che il fisico nucleare canadese Stanton Friedman ha denominato “Watergate Cosmico” e che altri, come lo storico Richard Dolan, pongono nell’ottica del mantenimento dello “stato di sicurezza nazionale”. Come si evince dai libri “Il Giorno Dopo Roswell” e “L’Alba di una Nuova Era” – il colonnello Corso riteneva che gli Alieni fossero “il nemico”, come tale da considerare un pericolo incombente per il suo Paese. Hellyer, inascoltato a livello politico, invece aveva proposto un dibattito che avrebbe costretto gli USA e il Canada a mettere in chiaro se esistano le prove di una concreta minaccia da parte extraterrestre, ovvero se gli UFO costituiscano o meno un “target reale” con conseguente strategia difensiva da discutere nelle sedi politiche appropriate. Sin quando la questione resterà appannaggio di strutture militari, purtroppo tale discussione non avrà seguito e l’alibi del nemico esterno potrà prendere forme inimmaginabili, come quella di falsi attacchi alieni dal cosmo.


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