di Maurizio Baiata – 2 Maggio 2025
Appare assurdo che a decidere le sorti di una nazione, di un intero continente, persino del genere umano, siano apparati occulti che si servono dei militari per portare a compimento i loro progetti di dominio globale. Accade da sempre. Nell’estate del 1947 i plenipotenziari che si assoggettarono al Piano del Generale statunitense George Marshall al fine di risollevare le condizioni dei loro Paesi dissanguati e affamati dalla guerra, accettarono la spartizione dell’Europa (andrebbe detto del vecchio continente), consentendone il disfacimento e la sottomissione delle popolazioni, consegnati poi nelle mani dei vincitori. La storia del Dopoguerra d’Italia lo dice chiaramente. E oggi? I due territori, focolai e nuclei degli attuali conflitti, uno mediorientale, uno europeo, saranno anch’essi spartiti, con il placet dei militari e delle strutture che dalla loro opera di distruzione guadagnano e delle logge e apparati segreti con i quali tutto ciò era stato pianificato. La questione UFO rientra da sempre e perfettamente in quest’ottica. Vediamo come tutto abbia avuto inizio e sia stato orchestrato. Primi anni ’40: constatazione dell’esistenza del fenomeno e di interazioni aliene nei cui confronti nessuno si può opporre, neppure le onnipotenti religioni monoteiste. Seconda metà degli anni ’40: si constata l’apparente supremazia statunitense rispetto ai sovietici nel controllo della questione UFO/Alieni. Anni ’60: viene attuata la copertura totale della questione UFO/ET, da parte di entrambe le superpotenze, usando in primis lo specchietto per le allodole della corsa allo Spazio, che sì consente alla gente di guardare ai cieli, ma certamente non in attesa dell’arrivo dei dischi volanti da Marte.

Negli USA il meccanismo si mise in moto per volere del Presidente Harry Truman attraverso l’istituzione del gruppo Majestic 12, che disponeva di mezzi illimitati per instaurare un sistema di segretezza assoluta e dava in pasto al mondo un cumulo di menzogne. Lo storico Richard Dolan nel suo “UFO’s and National Security State” così ha inquadrato questo cruciale periodo: “Supponiamo che negli anni ‘40 il presidente Truman sia stato informato dell’esistenza sulla Terra di esseri alieni intelligenti e che una o più delle loro navicelle fosse stata recuperata dai militari. C’è da scommettere che avrebbe tenuto segreta tale conoscenza. Dopo tutto, per un’America che mai ha spartito con il resto del mondo le proprie conquiste tecnologiche in campo nucleare, questo (gli UFO, N.d.R.) avrebbe rappresentato qualcosa di ben più avanzato e potente. Logicamente, secondo la nostra ipotesi, Truman avrebbe raccolto un gruppo di consiglieri per decidere la linea di condotta. Il segreto sull’esistenza di questi consulenti andava mantenuto, anche per il Congresso. Perché non appena il mondo avesse saputo che una tecnologia così impressionante era in possesso americano, sarebbe stato solo questione di tempo prima di doverla condividere. Nel frattempo, era necessario studiare la miriade di implicazioni connesse a tale dirompente divulgazione: se si trattava di esseri amichevoli, oppure ostili; a quale livello avrebbe potuto diffondersi il panico; quanto vulnerabili sarebbero divenuti i comparti industriali o gli interessi finanziari. In tutta certezza, mantenere il segreto sembrava l’opzione più sicura, almeno a breve termine”.

Con la presidenza Eisenhower (1953-1961) il sistema di segretezza si consolidò a tal punto da divenire imbarazzante persino per i vertici di Washington. E divenne ancora più scomodo all’avvento di John Fitzgerald Kennedy, eliminato prima che riuscisse a far valere una politica di trasparenza in un Paese dominato dalle corporation e che il resto del mondo aveva già definito un’economia imperialista. Un’ampia documentazione comprova come fosse nelle intenzioni di Kennedy opporsi alla macchina della segretezza e ai suoi addentellati malavitosi e guerrafondai e, per questo, si rendesse necessaria la sua eliminazione. Il sospetto che questo fu attuato prima che il presidente mettesse realmente mano alla questione UFO è fondato. In ogni caso, se si giunge a uccidere un Presidente degli Stati Uniti, imporre il silenzio a qualunque testimone ufologico appare un gioco da ragazzi, per i servizi segreti. Ci vuole comunque il pelo sullo stomaco, ovvero disprezzare la vita altrui, per sottoporre soggetti che hanno “vissuto esperienze” a un trattamento che li costringa almeno a “dimenticare”. E viene da chiedersi quali siano i denominatori comuni caratterizzanti gli individui che compiono questi crimini: in qualche modo associabili ai “Men in Black” della storia ufologica, se il loro identikit non è possibile, esiste un modello psicopatologico cui appartengono, o per il quale vengono scelti? Hanno un background etnico, un credo religioso, o una visione politica, che giustificano nei recessi della loro coscienza (se ne hanno una) tali loro attività? Dagli anni ‘50 ad oggi chiunque si sia alternato sui gradini più alti delle piramidi del potere politico, dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Gran Bretagna all’Italia, dalla Cina al Canada, che fosse conservatore o liberale, ebreo o musulmano, animista o satanista, comunque per questo chiunque gli UFO e la questione aliena andavano messi a tacere. La segretezza, soleva dire il colonnello Philip Corso, “è deplorevole ma necessaria” e non mi si venga a dire che a prendere le decisioni e a portare avanti un gioco tanto perverso siano imprecisati sistemi “burocratici” sovranazionali. Affermarlo nasconde un fine: quello di sviare la nostra attenzione dalla verità. Il “j’accuse” va fatto in primis nei confronti delle persone nella catena di comando al cui vertice esecutivo stazionano gli apparati militari. Punto primo. Un testimone scomodo non viene sequestrato e cementato nelle fondamenta di un palazzo in costruzione per ordine di semplici “passacarte”. No. E neppure un Presidente USA crivellato dai colpi di più killer, fra i quali – forse – lo stesso suo autista al volante di quella Lincoln nera.

A impartire gli ordini ci vogliono gruppi super potenti come il Majestic 12, e assassini di professione che li eseguono portando a termine la missione. Porranno in evidenza un capro espiatorio, come Lee Harvey Oswald o, nel caso dei testimoni UFO, inventeranno trame talmente assurde da essere spiegate solo prosaicamente: morte accidentale o suicidio, come nel caso dell’ammiraglio Forrestal, fatto passare per un allucinato affetto da turbe psichiche. I burocrati non si sporcano le mani. Loro sono intoccabili, lavorano per il bene del popolo e dispongono di una rete di complicità che include ambienti e personaggi politici che per l’opinione pubblica hanno le mani pulite e dei quali si conoscono identità, lo stato di famiglia e gli incarichi che svolgono. I burocrati, possono apparire alla luce del sole, ma agiscono nella totale segretezza. Quindi, i veri responsabili del cover-up sugli UFO non siedono a Washington o a Palazzo Chigi, ma sono altri individui, marionette mosse da fili invisibili. Punto secondo. A mia memoria, nessun organo (o singolo soggetto) rappresentativo di un potere politico o industriale, è in grado di operare autorevolmente in campo ufologico senza avere al suo servizio i veri terminali, i “killer della divulgazione della verità”. Costoro sono inquirenti e studiosi della materia, che fungono da parafulmine e agiscono in un mondo dove dominano inganni e doppi giochi, siedono a tavoli attorno ai quali pasteggiano bari e spie, alti ufficiali e guru spiritualisti, scienziati e giornalisti famosi e, ovviamente, diffamatori di professione.



SEI UN GENIO! PUNTO E BASTA.
Hugs, Lou
Thanks, mastro Louis!